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Gianna Jessen

La testimonianza di chi è sopravvissuta a un aborto

Gianna Jessen

Gianna Jessen è un’attivista americana molto conosciuta nel mondo e forse troppo poco conosciuta in Italia. Si batte da sempre contro l’aborto ma non lo fa semplicemente per questioni di principio o soltanto per i suoi valori morali.

La storia personale di questa donna è particolarmente toccante e capace di scuotere le coscienze su un argomento così delicato. Non a caso la sua incredibile vita ha ispirato perfino un film che si intitola October baby.

Gianna Jessen è una sopravvissuta all’aborto. Nel 1977, la madre diciassettenne decise di interrompere la sua gravidanza. Nonostante il tentativo di un aborto salino però, Gianna Jessen nacque viva. Il suo certificato di nascita fu beffardamente firmato dal medico abortista che avrebbe dovuto ucciderla. Il tentativo di aborto le causò comunque gravi problemi motori, dovuti a una paralisi celebrale che lei stessa definisce “un dono di Dio”.

Trascorse i primi mesi della sua vita in ospedale, fu poi data in affidamento e finalmente adottata all’età di 4 anni. Diventò antiabortista ad appena 14 anni, quando la madre adottiva le raccontò la sua storia.

Personalmente trovo che Gianna Jessen abbia la forza devastante che solo la verità possiede. Con concetti semplici, riesce infatti ad aprire i cuori su un dramma che si consuma silenziosamente intorno a noi e nemmeno ci scandalizza più.

Il Pensiero di Gianna Jessen

Gianna Jessen

Il pensiero di questa donna, che ha subito sulla propria pelle ciò di cui parla, si può racchiudere in una sola delle sue tante belle riflessioni.

“È più comodo per le persone pensare all’aborto come a una decisione politica o un diritto, ma io non sono un diritto, sono un essere umano. Se l’aborto riguarda solo i diritti della donna come la mettiamo con i miei? Nessuna femminista manifestava per i miei diritti quel giorno.

Gianna Jessen ha portato la sua testimonianza in giro per il mondo, parlando durante i congressi della sua esperienza e dei suoi sentimenti. Nel 2002 George W. Bush firmò il Born-Alive Protection Act attraverso cui fu estesa la protezione legale a bambini nati vivi dopo un tentativo fallito di aborto indotto. L’allora Presidente degli Stati Uniti menzionò l’attivista nel suo discorso, riconoscendone l’importante ruolo di sensibilizzazione.

Su internet ci sono molti video di Gianna Jessen, anche più recenti di quello che ho scelto di pubblicare qui sopra.  Questo però, almeno per me, è in assoluto il più emozionante.

Il video è stato registrato a Melbourne nel 2008, durante una conferenza alla Queen’s Hall. Dura solo un quarto d’ora e vale davvero la pena di vederlo perché sono riflessioni che ci offrono un punto di vista diverso.

“Siamo in un’interessante battaglia, che lo sappiamo o no. È in corso una battaglia tra la vita e la morte. Tu che parte stai?” (Gianna Jessen)

 

Lettura consigliata: Scartati. La mia vita con l’aborto di Abby Johnson

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19 Commenti

  1. Affascinante e sconvolgente allo stesso tempo. Ho sempre creduto, però, che l’aborto fosse consentito solo nei primi tre mesi, cosa che renderebbe impossibile ad un feto di sopravvivere. Se questa donna è riuscita a nascere viva vuol dire che era almeno al settimo mese di gestazione e ciò che le è stato fatto può essere definito un vero e proprio tentativo di omicidio. Per non parlare della terribile soluzione adottata normalmente dai medici per dare il colpo finale agli eventuali nati vivi. Mi sembra qualcosa di veramente aberrante, indegno della professione medica!
    Io sono sempre stata contraria all’aborto, poiché non può essere assolutamente considerato un mezzo contraccettivo, ma non voglio giudicare, perché se penso a quello che succede a certi bambini, violentati, picchiati, uccisi dai loro stessi genitori, credo che, a quel punto, sarebbe stato meglio per loro non essere mai nati.
    Io ho subito un aborto spontaneo, tanti anni fa. Lo ricordo come un momento molto doloroso, in cui mi sono sentita fallita come donna e come madre. L’aborto, psicologicamente, è sempre un evento molto doloroso.
    Spero veramente che certi fatti come quello successo a questa donna forte e coraggiosa non succedano mai più.

    1. Sono d’accordo con te su tutta la linea. Sai Katherine, la storia di Gianna mi ha colpito perché ci permette di osservare la realtà da un punto di vista diverso da quello a cui siamo abituati. Quando si parla di aborto si affronta prevalentemente il discorso dei diritti della donna mentre la Jessen ci chiede il conto dei diritti di chi deve nascere.
      Troppo spesso quando parliamo di argomenti delicati come questi infatti, tendiamo a schierarci da una parte o dall’altra senza avere sufficienti informazioni in merito, solo per partito presto.
      Un abbraccio.

  2. Ho letto la sua storia e sono rimasta “traumatizzata”. Anche io sono antiabortista anche se per l’amor del cielo una donna deve essere libera di fare delle scelte sul “suo corpo”. Ma anche i “tuoi errori” forse hanno dei diritti. Sono molto combattuta per via di mille pensieri. Mi metto nei panni di chi magari ha subito uno stupro e il “frutto” non lo vuole. Ma appunto come con Jenna perchè soffrire? Perchè toglierle il diritto di nascere? Non so è un argomento molto complicato e vario ma per come la vedo io … il rispetto per la vita ci deve essere sempre. Quindi non abortirei mai.

    1. È un argomento delicato con moltissime sfumature. Il problema vero è che molte donne che si ritrovano in questa situazione non hanno nessuno con cui confrontarsi e che magari possa aiutarle a fare una scelta diversa e consapevole.
      Ciao, a presto.

      1. Sì davvero un argomento vasto e complicato. Concordo solitamente si è sempre soli a fare scelte di cui magari un giorno puoi pentirti. Serena giornata

  3. È una bella scossa questa donna sopravvissuta all’aborto ,la sento come una voce fortissima a cui è stato nonostante tutto dato il dono di vivere…forse anche per dare voce a tutti coloro che non sono sopravvissuti all’aborto e a chi sbagliata mente pensa di decidere per loro!

    È talmente chiaro il messaggio che porta fuori avendolo vissuto dentro!

    In questi casi io temo non venga colta la possibilità che viene data attraverso la scelta di questa donna nel non Ri/commettere questo pesante gesto.

    Mi immagino se un giorno avranno voce tutte quelle anime soppresse !

    Sono un antiabortista convinta anche nel qual caso in cui un esame di placenta comunica un feto non sano (tecniche che non condivido perche’ premeditano l’aborto )non siamo al mercato della frutta per poter scegliere,non siamo all’acquisto del bello e del sano …o non siamo consapevoli dell’amore ,purtroppo!

    1. Proprio così. Spaventa il modo in cui l’uomo stabilisce chi è degno di vivere e chi no. Senza contare il fatto che spesso scelte così drammatiche vengono prese per motivi del tutto superficiali. Si è persa del tutto la fiducia nella vita e questo, per come la vedo io, è terribile.
      A presto.

      1. “Spaventa il modo in cui l’uomo stabilisce chi è degno di vivere e chi no”

        Hai semplificato ottimamente il mio commento.So che il mio commento potrebbe essere attaccato ,contrastato, so cosa accade quando si scrive qualcosa che non è percebibile allo stesso modo in altre persone…mi portassero tutti gli esempi o le eccezioni in cui un aborto debba essere preso in considerazione ,nulla …nulla potrebbe essere più grave di una simile decisione…decisione che non spetta a nessuno in terra!

        Grazie e buona giornata.

  4. Io conobbi la sua storia alcuni anni fa e ne rimasi molto colpita, mi fece commuovere questo suo video! E condivido tutto il suo pensiero. Oltre ad essere molto spirituale, ha una grande forza interiore ed un carattere forte, ma è molto probabile che queste due ultime siano dovute proprio alla sua fede, oltre ovviamente alla storia personale che l’ha toccata profondamente.
    La ammiro tanto, è stato un piacere ricordarla attraverso il tuo articolo! ☺

    1. Anche io ammiro Gianna Jessen, è riuscita a usare gli ostacoli che la vita le ha messo davanti come delle scale per raggiungere degli alti livelli di consapevolezza e coscienza. È inoltre molto bello che abbia voluto rendere partecipi quante più persone possibili della sua esperienza personale… una vera forza della natura!
      Ciao, buon fine settimana.

  5. Amo questa ragazza.
    Recentemente ho visto il film “October baby” ispirato alla sua storia: bellissimo e commuovente!!!
    Da far vedere in tutte le scuole
    Bentrovato

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