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Ultimi Giorni a Teheran – Recensione Libro

di Donia Bijan

Ultimi Giorni a Teheran – Recensione Libro

Ultimi Giorni a Teheran

di Donia Bijan

Ultimi giorni a Teheran - Recensione libro
Ultimi giorni a Teheran

 

Titolo originale “The Last Days of Cafè Leila

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2017

Editore: Newton Compton Editori

Traduzione di Gabriella Diverio

Recensione libro: Ottimo

 

Trama

Noor è iraniana ma, appena adolescente, è stata mandata dall’amato padre Zod negli Stati Uniti in cerca di una vita migliore. Dopo molti anni, su richiesta del padre, Noor torna in Iran con una figlia quindicenne americana, frutto di un matrimonio naufragato. Tutto le sembrerà diverso ma al tempo stesso familiare, tra luoghi, persone e sapori da riscoprire nel ristorante della sua famiglia, il Cafè Leila. Noor, straniera nel suo paese d’origine, capirà meglio sé stessa e la sua patria attraverso nuove rivelazioni sulla sua famiglia.

Incipit

«Il tempo di Zod era scandito dall’arrivo del postino, di solito verso le quattro, quattro e un quarto al massimo, a parte il venerdì quando proprio non passava. Il venerdì era il giorno di requie, ma, a dirla tutta, Zod era sempre più irrequieto a ogni santo minuto che passava.»

Recensione di Ultimi Giorni a Teheran

Inizio la recensione di Ultimi giorni a Teheran col dire che le saghe familiari non sono il mio genere preferito. Per leggere Cent’anni di solitudine, che è considerato un capolavoro, ho fatto molta fatica.

Anche Ultimi giorni a Teheran racconta la storia di una famiglia e lo fa attraversando quattro generazioni. Eppure non ho trovato una sola pagina noiosa, non mi sono perso tra i personaggi, non ho avuto alcuna difficoltà ad arrivare all’ultima pagina, anzi. Quando la storia di Noor e della sua famiglia è arrivata alla fine ho sentito quel senso di vuoto che solo i romanzi speciali mi fanno provare.

Attraverso Ultimi giorni a Teheran ho anche avuto il modo di conoscere un’autrice meravigliosa. Donia Bijan ha uno stile elegante, delicato come una piuma. Il suo modo di raccontare la violenza, la morte, il dolore e la nostalgia è impareggiabile. Mai una parola di troppo, mai una descrizione superflua, mai un dettaglio fuori luogo. Nessuna volgarità ma soltanto tanta classe.

Ho trovato molto interessante anche la capacità di Donia Bijan di affrontare i temi più crudi e contraddittori dell’Iran attraverso gli occhi di chi ci vive. Senza polemiche e senza moralismi, l’autrice spinge i lettori a capire più che a giudicare la storia di un paese che evidentemente ama moltissimo.

Trama e personaggi di Ultimi giorni a Teheran

La costruzione cronologica della trama di questo romanzo è bellissima. Parte dal presente per poi ritornare di tanto in tanto verso il passato, svelandoci i ricordi di un personaggio alla volta. Quando il lettore conosce la storia personale di ogni personaggio, la trama si snoda in avanti per chiudere il cerchio con il finale.

Con una struttura del genere è impossibile non affezionarsi ai personaggi principali, Noor e Zod, perché se ne conoscono i ricordi e le emozioni. Donia Bijan li ha resi così verosimili e profondi da farli sembrare persone reali. Sebbene la protagonista sia Noor, ho amato moltissimo il personaggio di Zod. La descrizione dei suoi ricordi, dei suoi dolori e delle sue piccole gioie me lo hanno fatto sentire vicinissimo.

Tutti i personaggi di questo libro, anche quelli secondari, sono comunque interessanti e vividi.

Il finale di Ultimi giorni a Teheran, senza spoilerare nulla, è all’altezza della storia e mi è piaciuto molto. Impossibile non sentire un’emozione.

Conclusioni

Questo è un libro che parla di famiglia, di ricordi e nostalgia, di passato e della necessità di andare avanti. È una storia toccante che fa riflettere sul senso della vita e su come, a volte, lasciamo che felicità si disperda nel quotidiano.

Concludo la recensione consigliando Ultimi giorni a Teheran a tutti, in particolar modo ai giovani. Troppo spesso infatti, capiamo il senso della famiglia e dell’appartenenza quando è troppo tardi.

Citazione

«L’ordine li aveva aiutati a superare le difficoltà. Continuavano a cucinare e pulire come se le loro vite dipendessero da quello. Dal mattino alla sera accendevano il fuoco, preparavano i tavoli e lucidavano l’argenteria, per colmare il vuoto da cui poteva insinuarsi il dolore.»

Curiosità

  • Donia Bijan è laureata alla UC Berkeley University ma ha scelto di diventare uno chef. Ha vinto diversi premi per la sua cucina francese.
  • Ultimi giorni a Teheran è il suo secondo libro di questa autrice. Nel 2011 ha infatti pubblicato le sue memorie, intitolandole Maman’s Homesick Pie.
  • Donia Bijan è iraniana come la protagonista del romanzo. Proprio come Noor, è tornata in Iran per 32 anni dopo che la sua famiglia era stata costretta fuggire durante la rivoluzione iraniana.
  • Tutti i personaggi di Ultimi giorni a Teheran sono inventati tranne il medico di Zod. Questo infatti è la trasposizione letteraria del padre dell’autrice.

Ultimi Giorni a Teheran – Recensione Libro

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