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Bullismo e Cyberbullismo

Forse combattere il bullismo non è abbastanza

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Bullismo e Cyberbullismo

Ultimamente si parla tanto di bullismo e cyberbullismo. Certamente il bullismo, inteso come parole e comportamenti offensivi e violenti nei confronti di persone più deboli, è un grave problema sociale.

Bullismo e Cyberbullismo
Bullismo e Cyberbullismo

Purtroppo è un atteggiamento che si riscontra in tutte le culture e che, molto probabilmente, esiste da secoli. Oggi poi, il libero accesso ad Internet e la possibilità di restare anonimi danno il modo di ferire gli altri sentendosi al sicuro.

Bullismo e cyberbullismo possono avere davvero moltissime cause. Oltre alla naturale indole del “bullo”, influisce sicuramente anche nel tessuto sociale e familiare all’interno del quale questa persona è cresciuta.

È chiaro che per sconfiggere questo problema in modo assoluto sarebbe necessaria una completa revisione della società. Tutti dovrebbero evolversi moralmente tanto da considerare intimamente illecita qualunque forma di violenza. Purtroppo questo non è affatto facile o, almeno, non è realizzabile in breve tempo.

Però c’è un altro modo per far sì che le vittime di bullismo e cyberbullismo diminuiscano: bisogna rendere i ragazzi più forti emotivamente.

Quando andavo a scuola esisteva questo problema e c’era anche ai tempi in cui andava a scuola mio padre. Quello che rispetto ad oggi creava meno danni emotivi nelle vittime, tranne in casi di particolare sensibilità soggettiva, era la presenza costante di una famiglia. Le persone del passato, con meno agi e molte più battaglie quotidiane da combattere, insegnavano sempre ai propri figli ad essere forti.  Imparare a non lasciarsi schiacciare dalle difficoltà faceva infatti la differenza tra il sopravvivere ed il morire.

Ascoltiamo di Più

Purtroppo i nostri ragazzi sono completamente spiazzati di fronte alle difficoltà della vita. Il confronto con la cattiveria delle persone è solo la prima delle difficoltà che si presentano sul cammino di un giovane.

Oggi si tende a far vivere i bambini in delle campane di vetro emotive. I genitori moderni ritengono giusto e naturale difendere i propri figli ad ogni costo da qualsiasi fastidio o piccolo dolore. In realtà, in questo modo non si permette ai ragazzi di crescere e rafforzarsi emotivamente. Per questo sono spesso troppo deboli e quindi incapaci di gestire quel male che, purtroppo, prima o poi nella vita si incontra. Anche quando non si è vittime di bullismo e cyberbullismo si sperimentano degli atti malvagi da parte del prossimo. Ma questo non dovrebbe annientarci ma far parte del nostro processo di crescita.

I ragazzi, sia le vittime che gli artefici di violenza, vengono lasciati troppo spesso da soli e non hanno esempi di adulti responsabili ed emotivamente forti. Non hanno nessuno con cui parlare delle proprie necessità emotive se non altri coetanei che ne sanno quanto loro. Ecco perché crescono insicuri di sé stessi, confusi e spaventati da tutto quello che non possono controllare.

Probabilmente bullismo e cyberbullismo non si potranno mai sconfiggere perché la cattiveria gratuita è sempre esistita a sempre esisterà. Però si può combattere contro la violenza rafforzando lo spirito dei ragazzi con l’amore e l’ascolto invece che cercando di togliergli ogni possibilità di crescita.

Lettura consigliata: Fanno i bulli, ce l’hanno con me di Mario Di Pietro, Monica Dacomo

Fanno i bulli, ce l'hanno con me... Manuale di autodifesa positiva per gli alunni

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34 Commenti

  1. Oddio se mi apri un post simile temo che non se ne esca più, partendo dal fatto che questo genere di “etichette” non è che proprio le condivido ,perché ci si deve adattare ad un linguaggio “moderno” solo per non chiamare certi atteggiamenti con il nome violenza,e questo lo dice perfino Vittorino Andreoli in un intervista che ho letto di recente!

    ” …i termini “bulli” e “bullismo”, che dilagano pur non avendo fondamento né antropologico né scientifico.
    -Di cosa si tratta, allora?
    Di violenza, caratteristica umana, biologica, che non essendoci più freni inibitori e in assenza di regole, principi, esempi, diventa comportamento dominante.

    Adesso abbiamo questo comportamento di violenza dominante da un lato e dall’altro una generazione di figli emotivamente fragili…come se si assistesse ad un fenomeno matematico dove l’aumento di vittime e artefici di violenza cresca in modo direttamente proporzionale .

    Tra il post di ieri e quello di oggi si intravede una causa che scatena tali eventi…Quale?

    1. Il bullismo, per come la vedo io, ha più a che fare con la prepotenza che con la violenza. Certo, spesso sfocia anche nella violenza, ma l’atteggiamento distintivo è quello della prepotenza.
      Le cause sono sicuramente più di una e spesso le storie dei “bulli” e delle vittime sono paradossalmente molto simili.
      Il punto è che, in entrambi i casi, la famiglia ha un ruolo fondamentale. Bisogna smetterla di togliere gli ostacoli dalla vita dei propri figli ed iniziare invece a stargli accanto per aiutarli piuttosto a trovare una soluzione, accompagnandoli così durante la loro crescita emotiva e spirituale.
      Buona serata.

      1. C ‘e un “per come la vedi tu”. :).. un per come la vedo io e un per come la vede Vittorino Andreoli .

        Hai centrato un punto che ha come unica base da dove tutto parte ,sia per chi compie violenza che per chi la subisce…si chiama educazione!

        L’educazione (dal verbo latino educĕre (cioè «trarre fuori, “tirar fuori” o “tirar fuori ciò che sta dentro”)

        Il problema di fondo è cosa sta dentro i giovani ,i genitori ,la stessa società? Siamo in armonia tra quel che sta dentro e ciò che esce fuori?

        Non ci vuole nessuna figura esperta per capire in cosa stiamo sbagliando,cosa non riusciamo a trasmettere vero?

        Io credo che bisogna rallentare …e questo lo devono fare gli adulti prima dei giovani!

  2. Sicuramente ai miei tempi c’erano le persone che mi prendevano in giro. Sono alta e mi chiamavano cavalla, tanto per dirne una. Adesso i ragazzini sono molto più pesanti ed usano un linguaggio molto peggiore di quello che usavano con me i bulletti. Vero è che sono i ragazzi che devono avere la sicurezza in se stessi per far fronte alle difficoltà della vita. Bulli a scuola … ma li troveranno anche a lavoro … Poi dipende dal grado anche di violenza che viene “usata”, io intervengo quando mia figlia mi riporta che le sputano addosso, o in faccia ma poi le dico anche che uno che cosa ha fatto lei? Ha stimolato magari in qualche modo la reazione? No. Ok ha risposto alle provocazioni? Si deve anche imparare a lasciare perdere. Le ripeto anche spesso che la sua gioia e sicurezza non deve dipendere dagli altri. Poi spero di fare bene. Serena giornata

    1. Fai bene. È dura da accettare per un genitore, ma i ragazzi imparano proprio interagendo con gli altri a scuola ad affrontare il mondo fuori. E il mondo fuori non è fatto (solo) di gentilezze e altruismi. La cattiveria esiste. La rabbia esiste. Le ingiustizie esistono. I giovani devono diventare forti abbastanza da opporsi a ciò che possono e da lasciarsi scivolare addosso ciò che è insensato combattere. Una cosa è certa: i bulli, a scuola come nella vita, sono in fondo dei vigliacchi e se la prendono con chi si mostra fragile, proprio come i leoni attaccano il più debole del branco perché è il più facile da raggiungere.
      Testa alta, sguardo fiero e cuore senza paura… ecco cosa serve contro il bullismo! 😉
      Buona giornata.

      1. Esattamente come dici tu. I bulli sono dei frustrati vigliacchi che stanno bene a far soffrire i più deboli. Cosa assurda che con un pò di intelligenza ed emotività si potrebbe evitare. Testa alta, sguardo fiero e cuore senza paura 🙂 ottimo moto che dirò a mia figlia 🙂 Serena giornata

  3. Che poi va approfondito bene il senso di quel “rallentare”!
    Basta girarsi attorno per vedere l alta velocità in cui l umanità è finita …una corsa da mattina a sera per il lavoro soprattutto perché diciamo che senza quello non si va da nessuna parte,senza chiedersi a cosa serve un lavoro che mette in secondo piano gli affetti,i figli,le passioni…abbiamo messo il denaro al primo posto e tutto il resto sembra che passi automaticamente in secondo piano.Se il piccolo piange basta dargli lo smartphone e se lo sbatte a terra se ne compra un altro,tanto ci sono i soldi per acquistarne uno nuovo… Ma cosa importa se dedichiamo tempo a qualcos’altro se tutto il giorno abbiamo corso, peccato che quel tempo lo sottraiamo a quelle creature che abbiamo messo al mondo…e così facendo la nuova generazione è educata( ?) ad avere ,a possedere nella vita sempre qualcosa per soddisfare i propri vizi…. fino ad arrivare a qualcuno ,per finire in violenza!

    Rallentare vuol dire elaborare il senso del sacrificio non con strumenti tecnologici ,ma con impegno , costanza e presenza fisica e spirituale verso i figli…dal senso di sacrificio si apre la conoscenza dell’amore!

    Se il senso del sacrificio lo si confonde con il materiale ,non stupiamoci se è la violenza verso se stessi e verso gli altri il risultato…

      1. -Purtroppo oggi in pochi sanno alimentare l’amore con il sacrificio che necessita per vivere…

        Oddio che bell’incoraggiamento che vedo qui è una bestemmia al post precedente! 🙂

        No…è solo il tuo modo inconfondibile e autentico di scrivere…

        Andreoli in quell’intervista continua cosi in quella definizione di “violenza” :

        -Parlando dello sviluppo della civiltà, Giambattista Vico spiegava come via via, nel corso dei secoli, si è passati dalla barbarie alla società della ragione, chiarendo che è la parte più umana – la ragione ma pure il rispetto degli affetti – che riesce a dominare gli istinti. Senza questi freni siamo barbari. Ecco, attualmente viviamo una fase di regressione verso la barbarie. Le sembra che oggi si applichi la ragione?

          1. Ma guarda pensavo la stessa cosa!Vedo ovunque cartelli con scritta :vietato essere sensibili!Vietato essere autentici ,anzi se non sei un po volgare non sei per nulla autentico!

            E poi vogliamo dirla tutta ,quante forme di bullismo esistono?
            Bullismo verbale,sociale,adolescenziale …un infinità di categorie e sottocategorie che la società scrive nel web e fuori dal web ,anzi su wikipedia si formulano le nascite di nuovi termini !

            Ora vediamo a cosa mi serve sapere du tutte queste etichette se non conosco la motivazione che le spinge a produrre?

            E non parliamo di quello che accade sui social e nei blog,dove il miele attira le api…ma la cosa che fa male il cuore è che nei loro blog c’è sempre l’alto là… la sensibilizzazione….la violenza sulle donne e se tu hai un opinione diversa da qualcuno, perché sei per la non violenza vivi di persona una di quelle etichette da cui devi stare lontana finché non la subisci!!

            Ipocrisia… ecco dove mi porta spesso il mio cercare…parlare bene e razzolare male,perché? Perche non ci si ferma a contare fino a tre …perché l’impeto e gli istinti annebbiano la ragione delle persone!

            Se vogliamo dirla tutta non esiste peggior “bullismo” di quello tra donne e donne…cosa che con me non attacca in nessun modo…e mi dispiace che sono tra quelle persone che crede nella bellezza anche di chi si comporta in simili modi ,perché amo capire cosa e come hanno vissuto queste persone prima di usare violenza verbale!

            Ecco questo vuol dire essere autentici caro loto…e il mio nome è un piccolissimo dettaglio che posso tranquillamente omettere su cui spesso le persone si accaniscono nel sapere …non su quello che scrivo.

            Come devo chiamare questa morbosità bullismo x?

        1. Non possiamo cambiare gli altri, Lara. Possiamo soltanto cercare di essere la migliore versione possibile di noi stessi, sperando che questo ispiri anche gli altri a cercare di essere persone migliori.
          A presto.

          1. Ma certo che non possiamo cambiare gli altri vedo così tanta rassegnazione e indifferenza …fino a oggi ho messo davanti a tante persone quello che sono nel profondo,scavando la loro bellezza lasciata come messaggi in bottiglia in questo mare agitato… qualcuno faticava commosso a riconoscersi dopo essere stata ripescata quell’essenza nel passato…e in effetti mi sono ricreduta anche io perché è facile prelevare la bellezza da chi ne dispone di suo ,il complicato viene adesso recuperare quella di chi l’aveva e non ci crede più,anzi qualcuno è li per compatire me che sono la debole che ha problemi di chissà quale natura…ma se posso aiutare come bersaglio su cui colpire che lo facciano …io posso solo ritirovarmi sempre… difficile perdermi,soprattutto quando non impersono do ut des….su questo sono fiera di essere cosi…piaccia o no !Grazie !

          2. Attenzione Lara, il fatto di ammettere a se stessi che non possiamo cambiare gli altri non è rassegnazione, è una semplice presa di coscienza sulla realtà dei fatti. E se ci pensi, è anche giusto che sia così. Ognuno di noi deve scegliere di cambiare o di andare a ricercare la propria bellezza perduta dentro di se, e non esserci costretto perché altrimenti non servirebbe proprio a nulla nell’ordine di un’evoluzione spirituale.

  4. Quanto si scrive e quanto se ne parla, giustamente mi chiedo che ci sono troppi esperti in questo campo come per la droga il calcio…ma le cose non cambiano. I giovani spesso sembra che non abbiano una famiglia e sembra o sono abbandonati. Gruppi di amici, amici di classe, di sport e basta un baco per scatenare l’oltre la pacifica condivisione di argomenti e vissuti normali.
    Cosa si fa per i genitori?
    Perché non solo i figli ma anche i genitori non si riportano sui banche di scuola?
    Già non si ha mai tempo
    Mi immagino nelle famiglie allargate in che piena libertà vivono i figli…
    Sono pessimista per un futuro sempre più violento.

    1. La violenza c’è sempre stata. Quello che pesa è la crescente mancanza di empatia. Siamo sempre più abituati alla violenza, tanto che questa ci lascia indifferente. Io confido in una presa di coscienza generale, se non altro per autoconservazione, perché il contrario significherebbe la progressiva distruzione del genere umano.
      Un saluto.

  5. Penso che sia molto diverso da com’era quando ad esempio andavo a scuola io che sono del 59, ed anche quelli un po’ più giovani di me, sì c’erano ancora i bulli e i prepotenti, ma la cosa si verificava a scuola, poi finiva lì, ora soprattutto grazie ad internet la persecuzione continua senza sosta, di persona a scuola poi al cellulare poi sul web e non c’è più un attimo di pace, è questo che logora fino a far arrivare le vittime a gesti estremi.
    Certo la famiglia può essere un aiuto, ma sono i giovani che si devono “svegliare”, nel senso che devono farsi rispettare ed avere coscienza che, al giorno d’oggi, qualsiasi cosa che scrivano, postino o mandino attraverso i cellulari, i siti, o internet diventa di dominio pubblico e che fidarsi è bene, ma non fidarsi del tutto è sempre meglio!

    1. Sono d’accordo. I giovani si devono “svegliare” e per farlo hanno bisogno di guide affidabili negli adulti. Credo che sotto il Profilo del cyber bullismo le cose andranno meglio in futuro, perché i giovani di oggi sono i primi che stanno sperimentando sulla loro pelle l’altra faccia di internet.La prossima generazione sarà più preparata, se non altro perché avrà l’esperienza di chi ci è passato prima su cui contare.
      Ciao, buona giornata!

  6. Guarda, voglio scriverti qualcosa che ho trovato tempo addietro sul web.
    Forse l’avrai già letta, non so.
    A me è piaciuta e sono anche in parte d’accordo sulla frase finale. Perché è vero
    che il bullismo si combatte a casa, in famiglia e i bambini dovrebbero andare a scuola per
    imparare non per farsi educare dai maestri o professori che siano.
    Però è anche vero che trascorrono molte ore nella scuola e i docenti invece di chiudere un occhio
    su ciò che vedono, dovrebbero intervenire con le giuste punizioni adeguate.
    Insomma questo nuovo bullismo ha già fatto delle vittime e scuola e famiglie insieme
    possono fare tanto, basta volerlo.

    L’esempio di un papà italiano spopola

    “Papà, oggi il maestro ci ha sgridati!”
    “E perché?”
    “Perché ha trovato XYZ in bagno a piangere da sola e ci ha sgridati!”
    “Ok… E perché lei piangeva?”
    “Perché dicono tutti che riceve lettere d’amore da ABC e la prendono in giro”
    “Uhm… E tu cosa ne pensi?”
    “Penso che è ridicolo.”
    “Cosa è ridicolo?”
    “È ridicolo che a otto anni scrivi o ricevi lettere d’amore” risponde divertito.
    “Ok. Quindi anche tu ti sei divertito a prenderla in giro Vero?”
    “No… Beh… Non proprio. Mica in faccia. Però le ho chiesto scusa. Ma penso sempre che sia ridicolo” continua a sembrare divertito.
    Mi parte l’embolo a cannone.
    “Ok! Sai invece cosa penso io? Penso che qualcuno potrebbe trovare ridicolo il fatto che tu, a 8 anni, ti ostini a voler dormire coi tuoi genitori. O forse che, a 8 anni, non sai ancora allacciarti le scarpe. Forse dovrei farlo presente ai tuoi compagni e vedere dove le cose vanno a finire.
    FORSE IN UN BAGNO A PIANGERE DA SOLO!”
    Lacrime inconsolabili.
    Io delusissimo e imbarazzato dal suo comportamento.
    “Papà mi dispiace”
    “Lo so. Ti credo.”
    “Non lo faccio più.”
    “Non basta.”
    “Che vuol dire?”
    “Che non basta ‘non farlo più’ Devi opporti a certi comportamenti, perché un giorno in quel bagno a piangere potresti finirci tu e credimi, avrai bisogno di non sentirti solo contro tutti.”
    “Ma io ho tanti amici”
    “Lo so. E sono sicuro che anche XYZ pensava la stessa cosa prima di oggi”
    “…”
    Lacrime a dirotto.
    Lezione imparata.
    Spero.
    Eccheccazzo!
    Non abbiate paura di cascar loro addosso come una tonnellata di mattoni.
    Il bullismo non è determinato dalla discutibile gravità o malizia delle azioni (hanno 8 anni, non sono sociopatici), ma dalla reazione delle vittime, e si combatte a casa, non a scuola.
    A scuola si mandano bambini educati e rispettosi

    1. Questo scritto spiega molto bene le dinamiche del bullismo e, ovviamente, sono d’accordo con te sul fatto che gli insegnanti dovrebbero intervenire con punizioni adeguate contro certi comportamenti. Il punto è che non sempre può esserci qualcuno a difenderti nella vita. Non sempre troverai persone sensibili o che sono state educate all’empatia con chi soffre. E bisogna essere preparati anche a questo. Meglio imparare a gestire le proprie emozioni e le proprie sofferenze quando si viene presi in giro a scuola che da adulti, davanti alle angherie di un collega di lavoro.
      Ciao, a presto.

  7. Io, quando ero una ragazzina delle medie molto timida e chiusa, ero spesso presa in giro dai bulli della classe, che riuscivano a trascinare anche gli altri compagni. Le mie compagne vedevano e non facevano niente per difendermi. E non so neanche perchè sono stata così presa di mira, forse proprio per il mio carattere timido e riservato. Purtroppo non sono stata capace di dire mai niente ai miei genitori, che non lo hanno mai sospettato. Non sono neanche stata capace di parlarne con i professori che, probabilmente, vedevano ma facevano finta di niente. Il tormento è finito quando sono andata alle superiori, però non sono mai riuscita nè a dimenticare , nè a perdonare e ancora oggi, dopo una carriera di insegnante alla scuola primaria e, finalmente , la pensione, diserto cene e pranzi di leva, come ho sempre fatto. Questo fatto mi ha anche portato a cercarmi amici al di fuori del mio paese , una volta finite le medie, compagni e compagne di classe non li ho più voluti vedere e ho fatto amicizia con le compagne delle superiori, della ,montagna, dei primi anni di lavoro…. Nella mia carriera di insegnante , non ho mai sopportato i bulletti e ho sempre cercato di combattere tutti i casi che si presentavano e nonostante i genitori che li difendevano….Ciao caro Mister Loto. A presto.

    1. Sicuramente sono esperienze che ti segnano… ma ti sei mai chiesta come mai tutto ciò non ti è più capitato successivamente? Quel qualcosa che era cambiato dentro di te ti ha protetto.
      Hai fatto bene a fare ciò che potevi da insegnante.
      Ciao, un abbraccio, a presto.

  8. Penso anch’io che la prepotenza sia sempre esistita ma nel passato veniva condannata da tutti, il valore del rispetto era comune ed era quello a proteggere, in qualche modo, i bersagliati. Oggi la violenza dello scherno è scambiato per forza, potenza e il bersagliato non si sente vittima ma merce scadente.
    La brutalità di una comunicazione violenta e bullista, che viene dall’alto, è preoccupante, fa proseliti e non si sa come arginare questo preoccupante fenomeno.
    Credo poco nella validità delle punizioni che pur sono necessarie ma più di tutto credo nell’educazione e nell’esempio.
    Ciao Mr.

  9. Ciao Mr.Loto
    Un bellissimo argomento di riflessione.
    Io come tanti ho sofferto di vessazioni da parte di compagni di gioco, a scuola e mi sono sempre difesa.
    Mi chiamavano Quattrocchi e una volta mi hanno gridato tu non ti sposerei mai tanto sei brutta. Ho sofferto ma fortunatamente la mia famiglia mi ha sempre insegnato a essere rispettosa con gli altri e anche ad amarmi, e così ad essere più forte, ho imparato a fregarmene e vivere al meglio. Così quando i miei figli crescevano gli ho insegnato ad amarsi e sopratutto al rispetto. Non fare mai agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Sopratutto il dialogo è quello che manca oggi…meno cellulare e più confronto con discussioni positive. Parlare parlare sempre ai giovani .
    Un abbraccio e buona serata
    Chiara

    1. Esatto, manca il dialogo, un po’ in generale ma soprattutto tra genitori e figli. Perché se un ragazzo o una ragazza è pienamente consapevole di ciò che è non si farà minimamente turbare dalle scemenze dette da qualcun altro. La verità è che la cattiveria è gratis ed è per questo che se ne fa largo uso per destabilizzare gli altri.
      Ricambio l’abbraccio e l’augurio di una buona serata.

  10. Attenzione Lara, il fatto di ammettere a se stessi che non possiamo cambiare gli altri non è rassegnazione, è una semplice presa di coscienza sulla realtà dei fatti.
    E se ci pensi, è anche giusto che sia così. Ognuno di noi deve scegliere di cambiare o di andare a ricercare la propria bellezza perduta dentro di se, e non esserci costretto perché altrimenti non servirebbe proprio a nulla nell’ordine di un’evoluzione spirituale.

    Mi trovi d’accordo,perché sarebbe un pretendere di poter cambiare le persone avendo chissà quali poteri perdendo invece il potere che ha dio nel temerlo!

    Questa volta ho ripescato me dal passato,perché non smetto mai di imparare e “Imparare a leggere le persone più in profondità sarebbe una grande
    speranza soprattutto per le persone che credono davvero nell’amore !

    Un caro saluto a te e a Sari che ha ripreso l’importanza dell’ educazione e del buon esempio!

  11. Caro Loto, questo è un dilemma, e purtroppo si sta propagando sempre di più, il punto è sempre l’educazione,
    ma prima di tutto deve partire dalla famiglia, i genitori sono i primi responsabili.
    Ciao e buon fine settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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