Psicologia

Essere Severi con Se Stessi

È giusto darsi delle regole ma non esserne schiavi

Essere Severi con Se Stessi

È strano che nella nostra società molti individui abbiano l’abitudine di essere severi con se stessi. Il nostro mondo, infatti, sembra andare in direzione contraria, costringendo la gente a diventare sempre più tollerante e flessibile.

Essere severi con se stessi

I soggetti che tendono ad essere severi con se stessi non vogliono trasgressioni rispetto ai loro programmi e alle loro aspettative. Di solito sono quelle persone che restano irremovibili nei loro punti di vista e che non considerano nemmeno possibile che si possa agire o pensare diversamente.

Esistono dei casi, nella vita di chiunque, in cui essere severi con se stessi può senza dubbio essere considerato un grande pregio. A tal proposito mi vengono in mente coloro che difendono, ad esempio, i propri valori di onestà e di giustizia. Lo stesso vale per quelli che cercano sempre di rimanere fedeli a sé stessi cercando costantemente di migliorarsi sotto ogni aspetto, nonostante tutto.

In linea generale, però, è tutta una questione di misura e le persone troppo intransigenti mi rattristano. Se ti guardi intorno, ti accorgerai che la gente trova decine e decine di modi diversi per essere inflessibile nei propri confronti. In un modo o nell’altro, in molti rincorrono un ideale di perfezione non solo impossibile da raggiungere, ma anche del tutto inutile.

Perfino tu potresti pretendere troppo da te stesso senza nemmeno rendertene conto.

Molti Modi per Essere Severi con Se Stessi

Il modo più diffuso per essere severi con se stessi riguarda l’alimentazione. C’è chi elimina completamente e per sempre categorie di alimenti perché pensa che sia giusto così e non si permette mai un solo sgarro.

Di solito i cibi a cui queste persone scelgono di rinunciare non sono certo salutari. A meno che non ci siano specifici problemi di salute al riguardo però, manca spesso il buon senso. Gustare un dolce, un cibo super calorico o una bevanda gassata di tanto in tanto e in piccole quantità non uccide nessuno. Alcuni sono così ossessionati dal conteggio delle calorie che rendono la loro vita e quella di chi gli sta accanto un inferno, fatto di accuse e sensi di colpa.

Esistono poi gli inflessibili della salute. Sono quelli che fanno continui controlli preventivi e che passano la loro esistenza ad analizzare ogni piccolo sintomo e a ipotizzare malattie inesistenti. Queste persone allungano le file dal medico e al pronto soccorso, spesso togliendo tempo e spazio a chi ne avrebbe davvero bisogno.

Sono tanti anche quelli che non si concedono di provare dei sentimenti. Avendo sofferto in passato, si privano di qualunque rapporto interpersonale che vada un po’ più in là della semplice conoscenza formale.

Ecco, io credo che ad essere severi con se stessi in modo eccessivo si perdano un mucchio di cose, forse le migliori della vita terrena. Quando non sappiamo infrangere le nostre stesse regole è perché ne siamo schiavi e questo ci costringerà sempre all’infelicità.

Se tendi ad essere troppo duro nei tuoi confronti, cerca di liberarti, sforzati di abbracciare la vita così come viene. È giusto seguire delle regole di base ma dobbiamo preservarci sempre la possibilità di infrangerle con allegria. Una vita spontanea vissuta senza troppi ragionamenti, molto spesso, può darci più serenità ed equilibrio di qualunque nostra convinzione.

Lettura consigliata: La self-compassion di Kristin Neff

La self-compassion. Il potere dell'essere gentili con se stessi

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13 Commenti

  1. Si …essere severi con se stessi sopratutto quando devono essere tutelati dei valori che sono i propri e che contemporaneamente riguardano anche il prossimo , sento sia un diritto e un dovere che si stringono la mano.

    Ovviamente tu hai citato quegli estremi in eccesso o difetto che disturbano il giusto equilibrio di vivere la vita anche con un senso di leggerezza e con più semplicità di ragionamento e pensiero,che invece può risollevarci a livello corporeo e spirituale.

    Credo sia fondamentale il contatto con la natura per ristabilire qualunque equilibrio interiore,per valorizzare e ascoltare la propria essenza risollevandola da qualunque forma di schiavitù.Sembra poco ,ma è indispensabile ripristinare un contatto diverso e protettivo soprattutto verso una natura che in qualche modo si sta purificando dalle nostre scelleratezze.

    1. L’uomo ha perso da tempo il contatto con la natura che, per secoli, gli ha insegnato ha riconoscere i pericoli e la bellezza, il tempo, l’attesa e il senso della vita. Sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che aiuti ritrovare questo contatto ma non posso dimenticare che la maggior parte di noi vive in grandi città dove della natura non c’è traccia. Ecco perché abbiamo bisogno di spingerci verso un po’ di leggerezza in modo consapevole! Leggerezza che, come hai giustamente scritto, non significa superficialità ma ricerca di un equilibrio che compensi lo stress a cui siamo costantemente sottoposti.
      Un saluto.

  2. Io spesso sono molto dura con me stessa. L’alimentazione la controllo sempre e bene. Anche la mia visione di come faccio le cose è dura con me stessa perché non penso di essere brava e pretendo molto da me. Poi però con gli altri non sono così e anzi sono molto tollerante perché credo che siamo umani. Serena serata

    1. Se sei tollerante con gli altri perché “siamo tutti umani”, perché non lo sei anche con te stessa? Vieni forse da un altro pianeta? 🙂
      Ciao Ely, ti auguro un lieto fine settimana.

      1. E’ vero 🙂 no non vengo da un altro pianeta. Anche se mi piacerebbe andare su un’altro pianeta ultimamente. Buon fine settimana

  3. credo che molto di questa severità con se stessi, dipenda dall’educazione ricevuta e da come ci hanno cresciuto.

    Credo in forme molto forti, questa rigidità sia proprio una sofferenza e una sfortuna, come un tarlo che non lascia mai pace.

    1. Io non credo che dipenda dall’educazione, ho visto molte ragazzine anoressiche, ad esempio, provenire da famiglie che avevano un rapporto più che sano con il cibo.
      Sicuramente è una sofferenza, ma è un dolore che causiamo a noi stessi e che, con un po’ di consapevolezza, potremmo affievolire un po’ alla volta, reimparando a vivere con più leggerezza.
      Ciao, buon fine settimana.

      1. Certo, hai ragione. Saper vivere anche con un bel po di leggerezza, mixata ad una visione più ampia e profonda, è un’ottima ricetta. I piatti che ne vengono fuori sono anche divertenti oltre che squisiti. Vengono fuori quelle belle giornate che ricorderai sempre con affetto e piacere. E che ti fanno sorridere.

        Grazie, buon week end anche a te.

  4. Diciamo che sia importante cercare di dare il meglio di noi stessi cercando sempre di migliorarci, ma dobbiamo anche riconoscere i nostri limiti ed accettarli. Io ho sempre cercato di dare il massimo sul lavoro e alla famiglia, pur rendendomi conto che, oltre ad un certo limite, non mi sarebbe stato possibile andare. A quel punto mi fermavo e basta, sapendo di essere a posto con la mia coscienza. E poi, come tutte le persone che bazzicano nel mondo delle note, sono anche un po’ quella pazzerella che cerca di vedere il bello della vita. La bellezza non sempre è perfezione, le regole rigide impediscono alla musica di prendere il cuore e all’arte di emozionare.

  5. Temo che tu abbia ragione,
    la severità nei propri confronti può essere benevola quando si tratta di onestà o rispetto.
    Ma se sfocia nell’intransigenza e nell’inflessibilità diventa un pugno di ferro che può essere capace di
    distruggere ogni dialogo, in quanto non ti permetterà mai, non dico di accettare, ma almeno di capire il punto di
    vista del prossimo. Il prossimo, alcune volte, possiamo essere noi stessi (hai fatto l’esempio dell’anoressia e dell’ipocondria)…e quando non riesci ad avere un dialogo con te stesso e rimani arrocato su posizioni granitiche quanto distruttive a volte l’epilogo non è dei migliori.
    In un periodo come quello che stiamo vivendo è imperativo riuscire a prendersi cura di chi attorno a noi è in
    difficoltà, ma per farlo bisogna, come tu suggerisci, trovare un nostro equilibrio che ci permetta di vedere e “sentire”
    chi e ciò che sta fuori di noi.
    A presto.

    1. Hai toccato un punto molto importante e vero: Spesso chi è troppo severo nei propri confronti è anche concentrato esclusivamente su sé stesso. E sì, hai ragione, vivendo in questo modo non soltanto si priva sé stessi di una vita equilibrata ma ci si rende incapaci di aiutare e perfino amare chi ci sta intorno.
      Grazie per la bella riflessione, buona giornata.

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