Società

Il Prezzo della Fama

L’errore di spingere i propri figli verso la popolarità

Il Prezzo della Fama

È difficile capire il prezzo della fama quando si sogna di diventare famosi. Nessun giovane lo fa e la società si guarda bene dal far conoscere la verità.

Il prezzo della fama

La cosa ancor più triste è che ci sono sempre più genitori che incoraggiano i figli a lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Queste persone desiderano per i propri figli un futuro di popolarità e successo senza conoscere il prezzo della fama. Invece di tutelare i ragazzi mettendoli in guardia dagli aspetti negativi che quel sistema comporta, si interessano solo dei guadagni e del prestigio.

Sembra incredibile, eppure tutto questo accadeva già nel 400 d.C. È molto interessante notare come, riguardo alla popolarità, Sant’Agostino descriveva una situazione sociale del tutto simile alla nostra.

Scriveva: “La curiosità per gli spettacoli mi sfavillava, ogni giorno di più negli occhi. Coloro che offrono gli spettacoli conseguono tanto successo e popolarità, che molti se li augurano per i propri figli, e desiderano, infatti, che essi giungano al punto di poter offrire al pubblico di queste rappresentazioni. Poi, magari, se il successo e la popolarità impediscono ai ragazzi di applicarsi allo studio, li lasciano tranquillamente punire dai loro maestri.” (Le Confessioni I-10)

Se proprio vogliamo trovare una differenza, oggi i ragazzi che non si applicano nello studio non possono essere nemmeno puniti dagli insegnanti. Un semplice richiamo scatenerebbe le ire dei genitori che spesso difendono i figli anche nell’errore. Li privano così dell’educazione e della possibilità di imparare qualcosa per diventare persone migliori.

Il Prezzo della Fama è la Vita

Per conoscere il prezzo della fama, basterebbe avere un po’ di spirito critico che vada oltre le apparenze. Basta osservare il passato e il presente dei vari volti noti nel mondo dello spettacolo. La maggior parte delle persone che hanno ottenuto il successo hanno dimostrato di non essere felici. Persone che, per la notorietà, hanno sacrificato la loro esistenza più sana ed autentica per una vita fatta di apparenza.

La ricerca della popolarità è una tentazione molto forte per l’animo umano perché tutti cerchiamo il riconoscimento altrui. Una volta raggiunta la fama però, se non si possiede uno spirito più che saldo, questa può offuscare la lucidità della mente. Il successo può portare facilmente le persone a diventare superbe, spingendole su una strada che porta verso un precipizio.

L’idea di essere famosi viene abbinata al denaro e genera un senso di onnipotenza. Si pensa che basti poter essere riconosciuti ovunque per ottenere tutto ciò che si desidera ed essere felici. In realtà, il successo e la popolarità privano invece le persone della vera libertà. Tutto quello che per noi è normale, perfino banale, per chi è famoso è impossibile. Una passeggiata in centro, una serata al cinema, la spesa al supermercato e la compagnia di amici veri diventano un miraggio. Eh sì, perché la fama attira ogni sorta di sciacallo pronto a tutto pur di avere un tornaconto, anche a fingere l’amicizia o l’amore.

A lungo andare, in questo modo ci si estranea, perdendo il senso di sé stessi e del mondo circostante.

Se penso a quale sia il prezzo della fama, mi vengono in mente molti nomi ricordati per la loro tristezza oltre che per il talento.

  • Michael Jackson
  • Elvis Presley
  • Maria Callas
  • Luigi Tenco
  • Marilyn Monroe
  • Mia Martini
  • Dalida
  • Kurt Cobain
  • Jim Morrison
  • Whitney Houston
  • Prince
  • Janis Joplin
  • Jimi Hendrix
  • Amy Winehouse
  • Robin Williams
  • Avicii

E ce ne sono certamente molti altri.

È bene che i genitori che vogliono veramente il bene dei propri figli riflettano su quale sia il prezzo della fama.

Lettura consigliata: La trappola della felicità di Russ Harris

La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere

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21 Commenti

  1. Penso che quei mondi appunto dove conta l’apparire non siano mondi dove riesci a stare bene come persona. Pensare che so di valere perchè sei bella e sfilare, ok finchè sei bella ma il tempo passa e allora non sei più bella??? Forse nonostante il tempo che passa puoi avere una bellezza diversa. Forse non conta soltanto la “facciata”. Come dici tu anche i cantanti per la maggior parte non se la passano bene … in tanti si tolgono la vita come Chester Bennington o Keith Flint … oltre a quelli citati da te. Al di là che io sono una persona alla quale non piace tanto mettersi in mostra, credo sia complicato gestirsi la notorietà e tutto quello che ne segue. Paparazzi, vita sotto un faro istante per istante o quasi … meglio essere “comuni mortali” 🙂 serena giornata

  2. E’ tristemente vero. Molti genitori cercano di raggiungere attraverso i figli la popolarità che ha loro è stata negata e si tuffano in ogni sorta di espediente per far avverare un sogno che è più loro che dei figli. Accade che questi ultimi si sentano inadeguati e il fallimento spesso genera drammi personali che popolano le cronache. Oggi con l’imperversare dei social e dei video ‘facili’ quali Tik tok, You tube ecc… si fa presto a fare 2 salti e a mostrare qualche cm di pelle per avere milioni di ‘followers’, con relativa illusione di onnipotenza e guadagni facili. Ma come si sa, le cadute dall’alto sono ancora più rovinose e questi ragazzi non vengono sufficientemente messi in guardia da queste conseguenze. Il fenomeno, ahimé, è tutt’altro che in calo. Un saluto

    1. Esatto. Il punto è che c’è proprio una mancanza di conoscenza. I genitori non sono più guide ma semplici “amici” che spesso si dimostrano perfino meno maturi dei ragazzi che dovrebbero guidare ed educare.
      È una triste realtà della società moderna. Spero davvero che torni a capire che spesso i “no” detti a un figlio sono un bene e non una privazione.
      Ciao, a presto.

  3. Buon pomeriggio mister non ho molto da aggiungere ma mi sovviene le chiacchiere di conoscenti che si vantano di centinaia di amicizie e di follower nella mia Borgata è famoso chi sa far bene il suo lavoro di artigiano di suonatore di fisarmonica e di ritmica anch’io Sono famoso mi chiamano Archimede perché con poco riesco a risolvere tanti problemi il prezzo che ho pagato è iniziato tanti anni fa con un bicchiere di vino quando Alfonso mi ha insegnato a cambiare il dente di legno o rastrello Poi sono venuti tanti altri lavori essere utile nel con gli altri mi rende famosa allegria

    1. Beh, caro Andrea, il tuo tipo di notorietà è ben più buono di quello a cui mi riferisco nel post! 😊 È bello essere “famosi” tra i propri conoscenti per risolvere problemi e nel cuore dei nostri cari per essere delle brave persone.
      Buon fine settimana.

  4. Sai che ricordo “aneddoti” se così posso chiamarli in cui i miei antenati mi parlavano del prezzo della fame?.Non è poi tanto diverso il risultato se guardo quella lista.Forse fama e fame hanno in comune qualcosa dove magari prima si moriva per il troppo niente ,nemmeno da mangiare…oggi invece per il troppo tutto.

    Penso però al digiuno dello spirito e all’eccesso del cibo ,del materiale ,dove fame diventa fama e fama diventa fame ,come se le due cose avessero un unico senso.Ho lasciato il digiuno spirituale solo… ,forse non va mischiato con questi bisogni fin quando non diventiamo consapevoli dei veri alimenti /elementi che lo nutrono a prezzo zero . È gratis il cibo spirituale …

    1. La mia opinione è che chi cerca il successo a tutti i costi avrebbe sicuramente avuto bisogno di essere più amato. Alla fine non è così appagante avere migliaia di persone che ti applaudono quando sei in scena e nessuno che ti abbraccia e ti capisce profondamente quando ti senti triste e vulnerabile…. Hai ragione nel dire che oggi si muore per troppo di tutto, c’è una sorta di bulimia della materia che non porta ad altro che ad avere continuamente fame. Solo l’amore, sai bene cosa intendo con questo termine, appaga e sazia davvero.
      Buon fine settimana.

  5. Anche a me è venuto da collegare la fama alla fame. Ed in effetti è una forma di “fame” … Di bramosia, come ne esistono molte. La fame di successo, di essere riconosciuti, di essere apprezzati, di essere elogiati, la fame di like sui social, la fame di successo, la fame di potere, di soldi, di sesso,… Fame… La fame che guida tutte le nostre scelte per soddisfare “i nostri bisogni”. Ma bisogna andarci piano, capire che questa fame puo ridurci in schiavitu… Schiavi dei like sui social, schiavi di piacere agli altri, schiavi del giudizio degli amici, schiavi dei compliemnti del capo, schiavi di apparire od essere apprezzati da colleghi, amici, parenti.

    Dall’altra parte, una giusta “fame” di fare qualcosa di buono, quella fame che ci spinge a migliorarci ogni giorno, che ci fa tirare a dritto anche contro molte difficoltá, quella sana fame è positiva ed è qulla seguita da molti uonini che costruiscono davvero cose grandi di cui poi giovano molte altre persone. Questa “fame positiva” peró è gia matura, gia figlia della comprensione che la “fama” sia un’illusione e anche se incontrata, priva di ogni vaolre. Cio che rimane di valore è proseguire su quella buona strada del miglioramento di se stessi, sul mantenere quella buona fame.

    Come farebbero i grandi sportivi per esempio? O persone veramente molto famose, a non farsi “toccare” dalla fama e a rimanere nella “fame positiva” se non avendone compreso le differenze?

    Alcuni poi non ci riescono e muoiono a causa di quella stessa fama cercata, ottenuta e maledetta.

    1. Credo che il segreto sia nell’avere piena consapevolezza che tutte le cose del mondo, prima o poi, passano o cambiano. Se ci rendessimo conto che non è dall’apprezzamento altrui, né dai soldi che possiamo trarre vera felicità e soddisfazione, forse riusciremmo a gestire in modo più intelligente perfino la fama… che può certo anche derivare da veri talenti e meriti. Il punto è tenere sempre i piedi per terra, con lo sguardo rivolto verso il cielo.
      Buon fine settimana.

      1. Pienamente d’accordo con te. Tutto passa. Solo l’Amore resta.

        La fama è stata gestita da molti, puó essere pericolosa ma è stata sicuramente ammaestrata da molti.

        Ci dimentichiamo che tutto passa troppo spesso, dando troppo valore alle cose terrene alle quali finisce che dedichiamo tutto il nostro tempo.

  6. Ciao Lorenzo
    sono d’accordo con quanto scrivi,ne hai dato una bella visione spirituale che arricchisce il senso del tema stesso ,grazie.

    A dire il vero amo i collegamenti e molto spesso li trovo dinanzi in tutta la loro bellezza,non è poi così difficile perché devi metterci sempre la stessa chiave di lettura .
    Mi veniva in mente mentre leggevo il tuo commento un altro post del caro mr.loto: l’età dell’anima…che si collega a queste tue parole .:”Questa “fame positiva” peró è gia matura, gia figlia della comprensione che la “fama” sia un’illusione e anche se incontrata, priva di ogni vaolre. Cio che rimane di valore è proseguire su quella buona strada del miglioramento di se stessi, sul mantenere quella buona fame”

    Semplicemente meraviglioso.Ma anche il tuo finale è un grande insegnamento!

    Buon fine settimana a voi…

    1. Ciao Lara, buon fine settimana e grazie per la tua citazione.

      Non avevo letto “l’eta dell anima” e sono andato anleggerlo. Interessante.

      Questa vita che ci fagocita e ci schiaccia abbassandoci alla sola vita materiale, è pessima. È lá che ci smarriamo, che ci facciamo schiacciare dalla vita in senso orizzontale e non la vivaiamo piu in senso verticale. Con la maggior parte delle persone se fai un discorso cosi, ti prendono per matto ed è gia tanto se ancora non ci mettono in galera e buttano la chiave.

      Personalmente non ho ancora trovato un equilibrio o un modo di vivere bene questa dimensione. Un tempo si, ma mi sono completamente perso e ormai mi sento un naufrago su una spiaggia sconosciuta. Mi rimangono pero i ricordi indelebili di tempi migliori e di anni pacifici e davvero in cui la parte spirituale mi dava pace e conforto.

      Sulle connessioni, non ci farei troppo affidamento, si tratta di coincidenze ma tutto quello che fai dipende dalla volontá. Se si ammaestra bene la volontá, si diventa forti e non siamo piu vittime o schiavi di chimere inseguendo farfalle che non si fermano mai, per loro stessa natura e dunque rimangono irraggiungibili, ma pur sempre splendide.

      La “fame positiva” è molto legata alla volontá. Tutti i grandi, di qualsiasi campo, hanno avuto una volonta di ferro e non si sono basati su “una connessione” che altri chiamano “colpo di fortuna”. La volontá apre delle strade che non esistevano, percorribili.

      Ti ringrazio ancora per avermi nominato, ti auguro una serena vita.

  7. ” Sulle connessioni, non ci farei troppo affidamento, si tratta di coincidenze ma tutto quello che fai dipende dalla volontá”

    Lorenzo:…Mi piace pensare che “siamo aiutati”, inconsapevolmente. Ed a volte le coincidenze sono cosi tante, che tanti indizi, fanno una prova.

    Ho disturbi di personalità perché mo non so con quale Lorenzo mi sto confrontando:))

    No,perdonami hai ragione sulla volontà perché un commento tuo riportato qui dal post “la bellezza salverà il mondo” chiarisce benissimo quella volontà ,chiarisce anche la bellezza della tua autenticità e la mia stessa volontà di riprendere quei collegamenti ,quelle connessioni che hanno una chiave di lettura inequivocabile per me.

    @mr .Loto

    . Se ci rendessimo conto che non è dall’apprezzamento altrui, né dai soldi che possiamo trarre vera felicità e soddisfazione, forse riusciremmo a gestire in modo più intelligente perfino la fama… che può certo anche derivare da veri talenti e meriti.

    Negli apprezzamenti rientrano anche quelli verso uno scritto così bello vero e consolidato?

    Grazie e buona serata

    1. Lara questo è un bel pensiero “Mi piace pensare che “siamo aiutati”, inconsapevolmente. Ed a volte le coincidenze sono cosi tante, che tanti indizi, fanno una prova.” e lo penso anch’io, succede, mi è successo tante volte.

      È buffo che cerchi connessioni e collegamenti fra i miei commenti, chissá perchè lo fai. Ma lo fai anche con i post di mrLoto, probabilmente è una cosa che ti piace tantissimo e comprendo bene, sono un amante del film “Serendipity” che parla proprio di questo tema delke connessioni e della “fatalitá” della vita.

      Tornando al discorso di “giocarsi la vita”, oggi stavo ragionando che non va trovato un buon modo di vivere o una ragione per vivere, bensí una viva ragione per morire. Poter arrivare in fondo (che poi non si sa quando sia …) e dire “ho vissuto per questo, sono morto per questo, ho dato tutto, non potevo fare di piu”.

      Ti rendi conto della potenza di un “sí, lo voglio” detto con tutto te stessa, col cuore, la mente e i tuoi nervi? Non mi riferisco al famoso si lo voglio di un matrimonio, non solo, ma a un qualsiasi “si, lo voglio” che possiamo dire a tante cose. Sí lo voglio, e con volontá portarlo avanti.

      Vorrei morire stringendo la mano della donna che ho amato, sentendo questo dentro al cuore. Che bello. Sí, lo voglio.

      1. Se hai due minuti,ti rimando al post da cui ho estratto quella frase …mi sa che ci siamo persi qualcosa:)

        “È buffo che cerchi connessioni e collegamenti fra i miei commenti, chissá perchè lo fai. Ma lo fai anche con i post di mrLoto, probabilmente è una cosa che ti piace tantissimo e comprendo bene”

        Le connessioni per come io le sento ,fanno molto parte dell’ Amore.Ti sembrerà utopistico ,ma hai presente la rete di indra?
        non possiamo conoscere altro che noi stessi, eppure dobbiamo interagire con gli altri per scoprire chi crediamo di essere.Da non confondere con una forma di egoismo che non ha nulla a che vedere ,anzi forse è proprio una pulizia mentale che lascia tempo e spazio solo al cuore.

        ”Le nostre relazioni sono la meravigliosa officina dove l’Anima può espandersi oltre i confini personali e trascendere le illusorie separazioni create dalla mente”

        Mr.loto e te avete qualità in comune tanto che ho anche percepito foste la stessa identità o due distinte identità simili che si alternano negli scritti e collegate in questa rete …che non è la rete tecnologica:)ma quella del cielo di Indra.

        Anche se fossi così pazzamente sognatrice non è poi qualcosa di brutto vero?

  8. “non possiamo conoscere altro che noi stessi, eppure dobbiamo interagire con gli altri per scoprire chi crediamo di essere” molto interessante, è cosi.

    Non conoscevo la metafore di indra ma l’ho cercata, carina come idea.

    Pazzamente sognatrice, ce ne fossero! Non è brutto, è bello. Mi sento piu a mio agio piú con i sognatori che con i calcolatori razionali, “quando c’è troppa virtu il cuore mi s’intasa, la cura spesso è nascosta dentro alla malattia” (jova)

    È bello dialogare su tanti argomenti ed il blog di mrLoto è pazzesco, offre tanti spunti ai naviganti del web.

    Effettivamente tanti concetti e tante idee sono collegate. A me piace cmq non dare troppo peso alle parole… non sappia la tua destra cosa fa la sinistra: un po di sana leggerezza, in tante cose, non guasta mai anzi riequilibria magari alcune “pesantezze”. Andare in profondita si, ma non si puo stare in apnea troppo a lungo, poi bisogna hn attimo tornare il superficie. Non per essere superficiali, ma perchè semplicemente non siamo pesci… siamo fatti per contemplare gli abissi del mare ma anche le bellezze di un cielo limpido che tanto rinfranca il nostro cuore, donandogli speranza.

    ps. Non smettere mai di essere pazza positiva. Buonanotte

    1. -È bello dialogare su tanti argomenti ed il blog di mrLoto è pazzesco, offre tanti spunti ai naviganti del web.

      Diciamo che, tanto per rimanere in tema ,soddisfa la mia fame.Poi se vogliamo tra quello che ti ho scritto nel commento precedente ed un altro post intitolato “la risonanza morfica” sento un altro bellissimo collegamento.

      Bello e sincero il tuo commento in risposta, lo apprezzo molto e ri-conosco il suono di alcuni “consigli” 🙂

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