Riflessioni

La Conoscenza è Potere

Solo il sapere rende liberi

La Conoscenza è Potere

Tutte le persone con un minimo di intelligenza sanno che la conoscenza è potere. Da sempre infatti, la conoscenza ha avuto un’enorme importanza nella storia dell’umanità e non era consentita a tutti.

La conoscenza è potere
La conoscenza è potere

Nel corso dei secoli, chi aveva accesso alla cultura e a maggiori informazioni era anche in grado di arrivare ai vertici della società. Questo perché riusciva facilmente a manipolare le menti del popolo che, non conoscendo molto, era piuttosto ignorante.

La conoscenza è potere ed è l’elemento chiave che permette alle persone di evolversi e di raggiungere una qualità di vita sempre migliore. Quando la conoscenza è diffusa alla maggioranza degli individui, anche le società in cui vivono possono beneficiare di un’evoluzione in tal senso.

È però risaputo che, da sempre, i governi hanno fatto di tutto per impedire alla maggioranza dei cittadini l’accesso alla conoscenza. Il motivo è chiaro: l’ignoranza del popolo serve ad evitare che i disonesti giochi di potere delle alte sfere vengano alla luce. Se si fa attenzione, quello che spesso i governanti nascondono sotto un alone di complessità è in realtà molto semplice. La confusione è però un buon modo per mascherare errori, reali interessi e inganni. La conoscenza è potere e, se è alla portata di tutti, rappresenta un rischio molto elevato per chi è ai vertici di comando.

Negli ultimi decenni internet ha portato qualcosa che non si era mai visto prima: la conoscenza alla portata di tutti. Chiunque ha la possibilità di condividere le proprie esperienze e la propria cultura, rendendo così possibile a tutti informarsi su qualsiasi argomento. Peccato che questo incredibile mezzo sia usato dalla maggior parte di noi per condividere le foto di quello che mangiamo o per giocare.

La Conoscenza è Potere Perché Rende Liberi

In un certo qual senso, la conoscenza è potere perché rende le persone libere. Chi sa è libero di scegliere in base alla propria intelligenza, chi non sa deve sottostare alle decisioni altrui.  In quest’ultimo caso bisogna affidarsi a persone sconosciute che mettono la loro cultura a disposizione degli altri, ma esclusivamente per denaro.

Il sapere comunque non passa soltanto attraverso le nozioni lette sui libri o su internet. Anche i rapporti interpersonali ricoprono un ruolo molto importante. Per affrontare nel modo giusto questa vita è indispensabile avere una buona base di nozioni sulle leggi che la regolano. Più il nostro bagaglio di riflessione ed esperienza è ampio e meglio ci troveremo.

Nella mia vita ho imparato che ogni persona che incontriamo è in grado di arricchire il nostro bagaglio culturale. Quello che conta, oltre l’avere il massimo rispetto per tutti, è mantenere sempre viva una certa curiosità nei confronti degli altri. Solo così possiamo recepire e fare nostre tutte quelle informazioni che pensiamo ci possano essere utili per integrare il nostro sapere.

La conoscenza è potere e, visto che è impossibile per un singolo individuo detenere tutto il sapere, dovremmo organizzarci. Pensa cosa accadrebbe se gli esseri umani imparassero, finalmente, a collaborare con rispetto e umiltà!

Lettura consigliata: Il libro dell’ignoranza di John Lloyd e John Mitchinson

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27 Commenti

  1. Prima era verissimo. Ora non è più così: ora comanda “chi a sa usare le informazioni nel miglior modo possibile”, perchè le informazioni ormai sono reperibili per tutti a costo 0. Le informazioni sono stra accessibili, quindi la conoscenza non è più cosi determinante, ma è importante saper elaborare le informazioni ed usarle bene.

    Forse è un po’ estremizzata la mia idea, o estremista. Però volendo oggi si può imparare davvero quasi tutto da casa, con un pc.

    1. È vero, oggi volendo si può imparare quasi tutto da casa. Il punto è: in quanti lo fanno? Faccio un esempio terra-terra. On-line esistono tutorial gratuiti per qualunque piccolo lavoretto in casa, dal giardinaggio all’aggiustare rubinetti che perdono, dal fare il pane alla pulizia delle stufe. La maggioranza delle persone però, sceglie di pagare qualcuno (che considera più esperto e capace) per fare il lavoro al loro posto.
      Esiste una sorta di pigrizia mentale che ci porta a non capire quanto sia importante, non solo conoscere, ma anche saper fare. Ed ecco che, su questa nostra “ignoranza”, i furbi e gli scaltri proliferano….
      Ciao, buona giornata.

  2. il potere di fare del bene no?????
    il resto è con te e qui al bar ci sono gli intellettuali che sanno tutto.
    Uno addirittura un mezzo metalmeccanico si chiama avvocato
    sinceramente i tuoi discorsi filano contrastano con la mia fede con quanto ho sempre creduto e coltivato.
    la modestia è una qualità rara, tanti discorsi ma poi ne sa più il falegname Amerigo che ha la terza elementare e la settimana enimistica quando si ferma alla stufa che brucia i ritagli del suo lavoro. Ha 86 anni ma le sue persiane me le gioco con tutti i saputelli.

    1. Infatti che ho scritto che il sapere non passa soltanto attraverso i libri e internet!
      Sicuramente la conoscenza dà anche il potere di fare più bene di quanto se ne potrebbe fare con l’ignoranza. Abbiamo tutti bisogno di uscire dall’apatia intellettuale e sociale in cui tutti viviamo.
      Ciao, a presto!

  3. Sinceramente a questo post mi verrebbe di associare quest’ altro
    “Differenza tra Intelligenza e Apprendimento”.

    Credo che una buona conoscenza possa farsi spazio esattamente dal momento in cui si arrivi a giungere ad una consapevolezza di quella ricchezza che cumuliamo , attraverso le persone che incontriamo, quelle relazioni che stringiamo nel corso della vita ,paradossalmente anche quelle che sono diverse dal nostro modo di essere.

    Nella conoscenza secondo me deve veicolare sempre l’amore verso chiunque o qualsiasi cosa ci renda curiosi.

    Per quanto riguarda i governi …e il potere che hanno sui cittadini ,generando di proposito confusione per evitare la ” conoscenza” della loro disonestà sono d’accordo, ma ultimamente lo vedo anche come motivazione per scaricare le proprie responsabilità e questa non deve essere una scusante per non adempiere alle proprie responsabilità come cittadini.
    Inoltre tante discussioni sui nostri capi di governo alimentano e accendono gli animi dividendo l’umanità…e questa è una confusione che serviamo noi stessi al potere!!Ecco io evito questo genere di “conoscenza”… attraverso informazioni che mi porterebbero ad allontanarmi dalla mia essenza.

    Sono d’accordo che la tecnologia è una buona fonte per la conoscenza…ma dipende molto da che tipo di conoscenza cerchiamo,ci vorrebbe più onestà con se stessi.

    1. Più si hanno informazioni (documentate) riguardo alla politica e più è facile capire chi cerca di impegnarsi seriamente per il bene comune e chi no. Sicuramente lasciarsi andare a discussioni da bar sui partiti invece, non fa altro che generare, come giustamente scrivi, altra divisione e confusione inutile.
      Sicuramente ci vorrebbe più onestà con sé stessi, oggi più che mai, e non solo sulla conoscenza ma su tutti i fronti!
      Buona serata.

      1. Più si hanno informazioni (documentate) riguardo alla politica e più è facile capire chi cerca di impegnarsi seriamente per il bene comune e chi no.

        Informazioni documentate che in un certo senso devono seguire il filo della nostra comprensione, dal momento in cui si rompe questo filo si smette anche di documentarsi,forse…e potrebbe essere una causa scatenante di forme di individualismo .

        Io vivo l’utopia di una politica di interesse alla pace,esiste? non credo…togliamo tutto il resto è rimane l’utopia.

        Esempio banalissimo ,questo virus che ormai è nella testa di tutti ,dopo aver instillato gocce di paura nella maggior parte della popolazione,è diventato un ulteriore scambio di diatribe politiche tra le parti.Qual’è adesso il vero interesse l’umanità o la presunzione ,la prevaricazione ,le polemiche che si mettono di traverso per impedire la sana cooperazione nell’interesse di tutti?

        Facciamo un giro in rete e “documentiamoci” su come viene meno l’interesse a risolvere una questione e come predominano altri interessi a fare guerra ,questo a partire anche dai politici che fanno uso di social dove l’aggressività e la violenza verbale ,protetta da uno schermo,si è amplificata in una maniera sconcertante!

        La mia conoscenza interiore sai dove mi porta ?Ad un richiamo da parte della Natura stessa…forse è l’unica adesso a mettere a posto certi disequilibri e danni che sfociano anche sotto forma di “epidemie”..

        Mi ero riferita a quell’altro post ,perché li ho intravisto un filo positivo e di congiunzione a questo …non bisogna perdere quell’ essenza a causa di fattori esterni in cui non ci riconosciamo…non dobbiamo perdere la ” conoscenza” di un Dio amore che si sta ribellando alla adulazione di un umanita’ verso un dio denaro…perché il nocciolo è tutto qui.Per come la vedo io ,adesso.

        Grazie come sempre e buona giornata!

          1. Sai cosa non riesco a capire ,perché ammetto possa essere anche una mia pignoleria,il fatto che si dica che viviamo in una società dove manchi spesso la capacità di formulare un proprio pensiero e poi dal momento in cui tiri fuori questo pensiero si prendono le distanze e si ignora del tutto .È sempre
            meglio dire e dare anche una risposta a questo pensiero come dimostrazione di autenticità su quel a cui si tiene quando si scrive ,una certa onestà che vada di pari passo anche nelle azioni…oppure è così poco importante ed è veramente una mia sterile pignoleria comunicativa ?

            P.s

            Si Gandhi era una persona molto saggia, peccato che spesso nei blog vedo lui ed altri come lui attraverso citazioni strumentalizzate in cambio di follower ,in molti blog!

            È un mio pensiero che va in soccorso stavolta ai grandi …questa è una forma di “conoscenza” che ho acquisito da me.

            Grazie e buona giornata!

          2. Forse quello che tu ritieni un”prendere le distanze” non è realmente così.
            Per quanto riguarda le citazioni, io trovo bello che vengano condivise, almeno fino a quando non ne viene cambiata l’intenzione originale. Vuol dire che la gente ci si riconosce ancora e che, magari, persone che non pensano mai a certe cose dedichino una piccola riflessione su un pensiero saggio.
            Buon fine settimana.

  4. Eh sì il sapere rende liberi, e in particolare i politici e chi ci governa ci vuole un pò ignoranti, così che non si capisca cosa “combinano”. Leggere ti porta a riuscire a pensare senza continuare a credere in ciò che ti vogliono far credere. Serena giornata

    1. Proprio così. Leggere e documentarsi serve non tanto (o non solo) ad apprendere nozioni ma anche ad imparare a pensare e a sviluppare un pensiero libero e assolutamente personale… cosa che, purtroppo, al giorno d’oggi vedo davvero poco.
      Buona giornata anche a te, a presto!

  5. Si… non è il nome ad identificarci ,non è quello che permette la conoscenza di qualcosa più che di qualcuno stesso !

    Ti lascio un pensiero che forse ci viene in soccorso ,traducendo meglio quello che non riusciamo a dire e a comprendere.

    “L’uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.” (Gandhi)

  6. Sì purtroppo al giorno d’oggi si legge veramente poco. Anche mia figlia legge pochissimo e quando mi chiede un libro è un “miracolo” ma vado subito a comprarglielo perchè se legge sono contenta. Serena giornata e buon fine settimana

  7. “Ciao Sara, buona giornata anche a te”

    Forse quel che tu ritieni ” un prendere le distanze” non è proprio così.

    Si capisco …è un modo per “prendere in giro” sostituibile ad un altro nome .

    Lo metto nel bagaglio della conoscenza,tutto ci torna utile orina o poi😉

    1. Mi meraviglia che una persona riflessiva come te non riesca a considerare altre strade a tal riguardo.
      Ciao Sara, buona giornata! 🙂

      P.S. Hai presente il fratello del figliol prodigo? È una parabola che la maggior parte della gente non apprezza molto.

  8. Il tuo meravigliarti mi rende imperfetta quale sento di essere,quindi è una conferma ad un consapevolezza avuta da parecchio tempo,ma allo stesso tempo anche una tua consapevolezza di essere ugualmente imperfetto nella “valutazione” delle persone!

    Forse quando parliamo di “complimenti” queste sono le più autentiche e vere forme di cui servircene per rimanere sui nostri passi e a un pari livello anche se diverso ,l’importante è non ergersi a nessuno Dio anche se si segue una strada che porta alla stessa verità!

    Conosco la parabola del figliol prodigo molto bene e l’ho sperimentata
    nel tangibile della vita, orgogliosa di aver rinunciato ad una parte di eredita’ materiale per la certezza di un bene immateriale …credendo profondamente nel senso stesso della parabola di un Dio che vuole sbalordire gli uomini con la sua misericordia,sbalordendo e meravigliando soprattutto me stessa!

    Magari caro mr. Loto la maggior parte della gente che non apprezza molto la parabola ” del fratello del figliol prodigo ” non è pronta ancora di suo al senso di misericordia e riconciliazione verso il padre e lo stesso fratello.Valori di cui il Padre dispone a differenza di noi tutti umani ,ma con questa giusta CONOSCENZA, possiamo lavorarci ogni istante,sentendosi spronati anche da quella forma spirituale interiore che va liberata dal momento in cui le situazioni o le azioni umane stesse cercano di ingabbiarla !

    Con profondo rispetto ti auguro una buona vita a te e a tutti i tuoi carissimi lettori e collaboratori. Grazie!

    1. La cosa che non piace a molte persone della parabola del figliol prodigo non è la misericordia, la gioia e l’amore che il padre dimostra nei confronti del figlio che, dopo molte esperienze sbagliate, è tornato a casa. Quello che non piace è la mancanza di riconoscimento palese nei confronti del figlio “buono”, di quello che si è sempre comportato nel migliore dei modi nei confronti della famiglia, del lavoro e di sé stesso.
      Il fatto che nessuno di noi sia perfetto dovrebbe ormai essere una cosa scontata nelle nostre conversazioni.
      Quello che vedo è che non cogli mai la dolcezza del silenzio e lo spazio che questo lascia alla riflessione mentre esalti sempre i piccoli richiami fino a trasformarli in enormi critiche. Ma troppe parole spesso confondono invece che chiarire. So che puoi dare la giusta collocazione ad ogni cosa e mi spiace che spesso smetti di splendere per delle sciocchezze.
      Vorrei poter scrivere meno quando mi rivolgo a te.

      Saluti.

  9. Quella parabola sento possa essere un insegnamento diviso in tre parti ,quello del Padre e dei due figli.È sicuramente una forma di introspezione che mette in luce i lati di una nostra ancora immaturità spirituale ,perché chi è fedele deve avere ulteriori riconoscimenti oltre al dono di cui già di suo disponeva e quando chiede spiegazioni al padre entra nell’atteggiamento in cui altri figli sono tentati a rivedersi…tentazione al riconoscimento!!… un insegnamento elevato,nel quale a quanto pare ancora ricadiamo.

    *Quello che vedo è che non cogli mai la dolcezza del silenzio e lo spazio che questo lascia alla riflessione mentre esalti sempre i piccoli richiami fino a trasformarli in enormi critiche.

    Finalmente mi scrivi con chiarezza e accetto questa critica ,mi fa bene altroche’ e te ne ringrazio…anche se “mai” è un po’ eccessivo,e non ho scusanti su un mio atteggiamento di difesa più che di critiche,mi dispiace cercherò di lavorarci .

  10. Già…Sarebbe bello che la gente usasse il web per imparare. Invece è diventato la palestra dei selfie e delle stupidaggini, in molti casi. E’ incredibile come le persone credano a tutto ciò che leggono, senza confrontare, ne’ documentarsi. Inviano così una miriade di Catene di S. Antonio con le notizie più strampalate da condividere con tutti gli amici, in modo da intasare il web. Recentemente c’è stata la moda delle scope che stanno in piedi da sole. Qualcuno ha parlato addirittura della Nasa che ha fatto sapere di un fantomatico 10 febbraio, giornata ideale per far stare in piedi le scope per una particolare specifica della gravità terrestre. Mi sono arrivate così tante foto di scope da intasare lo smartphone. Pazzesco! E io a spiegare che il 10 febbraio era passato da un pezzo e le scope continuavano a rimanere in piedi perché sono state costruite con quella prerogativa. Di fatto, le mie che sono un po’ vecchie e consumate, non stanno in piedi affatto! Quanto tempo perso!
    ( ps. avevo scritto questo commento tra i primi, quando la discussione era ancora all’inizio. Ora ci sarebbero altre cose da aggiungere ma mi fermo qui, visto che i miei commenti non appaiono…)

    1. Purtroppo non sempre avere i mezzi corrisponde ad avere la volontà e la capacità di imparare. Il brutto della nostra società è che non siamo più autosufficienti, nel senso che non sappiamo fare e non ce ne preoccupiamo perché possiamo rimediare pagando qualcuno per farlo al posto nostro. È inoltre allarmante la difficoltà sempre maggiore che si riscontra nel capire quando un’informazione o una notizia è vera oppure no. Purtroppo la maggior parte delle cose che leggiamo le consideriamo attendibili anche quando non abbiamo fatto alcuna ricerca ulteriore per accertarcene.
      Temo che, prima o poi, pagheremo questa nostra superficialità.
      A presto.

      P.S. Lo so, come ti ho detto ho avuto dei problemi con l’antispam, mi scuso per il disguido.

  11. beh io mi metto tra questi che “non vogliono imparare tutto”, anche perchè i tuttologi non mi sono mai piaciuti, ne sanno un po di tutto ma forse niente per bene di niente. Ammetto però che saper fare anche tante cose in casa non fa affatto scomodo.

    però riconosco le professionalità e l’esperienza che fa la differenza tra uno che ci prova e uno “che ne sa”. Ne sa perchè magari da anni fa tutti i giorni quello… ed è giusto farsi aiutare da qualcuno piu esperto.

    Tornando al discorso principale, ritengo che oggi paghi di più “saper reperire le informazioni giuste e sapere usare” piuttosto che essere contenitori di conosccenza. In passato invece faceva veramente la differenza chi era un contenitore di un certo tipo di consocenza (ovvero di un argomento). oggi è vero che “avere tante informazioni in testa” fa comodo e funziona sempre, ma ribadisco, oggi le informazioni sono reperibilissime ed in generale ritengo piu importante la flessibilita e l’agilità di saperle usare bene. Non importa saperle a mente… saperle usare si.

    1. Sapere le cose “a mente” non è mai servito, neppure in passato. Sapere il più possibile invece, serve e servirà sempre. Poi è ovvio che ci sono gli esperti in ogni settore ai quali è bene rivolgersi in alcuni casi. Ad esempio, per quanto io sia teoricamente colto in materia di medicina, non potrò mai avere l’esperienze che serve per essere bravi medici se non pratico la professione! Io però nel post parlavo di una conoscenza più generale, quel tipo di cultura che ti permette di cavartela bene in quasi tutte le situazioni… se, restando in campo medico,, vengo morso da un serpente velenoso, dovrei essere in grado di sapere come comportarmi e le azioni giuste da fare prima di arrivare dal medico in grado di curarmi!
      Gandhi aveva imparato a fare tutto ciò che serviva al suo sostentamento: coltivava il cibo, tesseva gli abiti, applicava le norme igieniche (che al suo tempo in India non erano poi così scontate…), istruiva i figli e via dicendo. Se tutti imparassimo ad essere più autosufficienti, sotto il profilo della conoscenza, la nostra società sarebbe molto più efficiente e giusta.
      Buona settimana.

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