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La Storia Insegna

Gli antichi romani come gli italiani di oggi

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La storia insegna ma nessuno si prende la briga di ascoltarla. L’uomo vive in società organizzate da millenni, eppure non è ancora stato in grado di costruirne una davvero buona. Il punto è che non è una questione che riguarda soltanto chi comanda ma coinvolge ciascuno di noi, la storia insegna!

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Prendiamo, ad esempio, gli antichi romani visto che è da loro che ha avuto origine il popolo italiano. I Romani crearono il loro impero grazie alle loro capacità e ai loro pregi. Stando a quanto riporta la storia, gli antichi romani mettevano al primo posto l’amore per la Patria e per la sua gloria. Per il bene di Roma, la maggior parte dei cittadini rinunciava all’attaccamento al denaro, all’egoismo e ad altri vizi simili.

La storia insegna che, almeno alle origini dell’impero, gli antichi romani davano la precedenza alla salute ed al benessere dello Stato. In quel periodo se da una parte le casse dell’erario erano sempre ben fornite, dall’altra nessun cittadino, governanti compresi, si arricchiva oltre misura. Tutti vivevano bene pur non disponendo di grandi ricchezze.

Gli antichi romani disprezzarono gli interessi privati in nome dell’interesse comune che era Roma, per questo resistettero a lungo all’avarizia. Provvidero alla Patria con leggi ferree che permisero alla popolazione di vivere al sicuro dal crimine e dai vizi ad esso legati.

La Storia Insegna che si può Essere Grandi soltanto Insieme

I nostri avi vedevano le passioni insane come un ostacolo alla grandezza dell’impero. Vollero che la loro patria fosse libera e indipendente e amavano in modo così smisurato la fama e gli onori che per essi non esitarono perfino a morire.

Gli antichi romani ritenevano umiliante essere dominati e degno invece di onore dominare gli altri. Dopo aver costruito un impero libero, ritennero quindi che questo dovesse ampliarsi per ottenere che un maggior numero di territori e cittadini ne facesse parte. I più grandi successi furono dovuti all’opera di coloro che dedicarono la loro intera vita all’espansione dell’impero, mettendo da parte i propri interessi personali.

La storia insegna che, grazie a questo sentire comune, i Romani costruirono uno degli imperi più grandi e duraturi che ci siano mai stati.

Indovinate un po’ quand’è che l’impero romano cominciò il suo declino? Quando Roma iniziò a mostrarsi più debole, i romani aprirono le porte all’egoismo, all’avidità e, di conseguenza, alla corruzione.

È interessante notare come gli italiani di oggi, che discendono da quegli antichi romani, gli assomiglino. Tutti vorrebbero avere un governo perfetto senza leggi severe, senza punire i vizi e la disonestà, senza rinunciare a nulla, pensando solo al proprio tornaconto.

La storia insegna che tutto ciò non è possibile. Abbiamo bisogno di imparare ad aspettarci meno dagli altri e più da noi stessi.

Lettura consigliata: La storia speciale di Giusto Traina

La storia speciale: Perché non possiamo fare a meno degli antichi romani

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15 Commenti

  1. buon Ferragosto misterlotto quello che scrive mi è molto veritiero
    oggi i tempi sono cambiati in parte hai dimenticato di come veniva impartita la giustizia
    oggi siamo terrorizzati dall’applicazione di certi metodi ma potrebbero dare una calmata a molti se un giorno sì e un giorno no si applicasse quella giustizia lì

  2. Eh sì la storia insegna ma l’essere umano è sordo e non ascolta. Non impara … gli sembra che tutto sia diverso ma infondo forse si ripete sempre tutto in maniera diversa. C’è il progresso e questo rende diversa la storia dai romani appunto ma è sempre una ripetizione del modo di essere degli umani. Le guerre magari non sono più fisiche ma chimiche anche se in certi paesi sono comunque fisiche … ma ci sono. E l’essere umano ripete se stesso anche in questa pandemia se ci si riflette, Manzoni quando narrava della peste sembrava si riferisse al nostro momento. Serena giornata

    1. Anche io sono rimasto colpito dalle similitudini che hai citato. Ce n’è un’altra, quella che riguarda l’immigrazione. Gli stati verso i quali gli italiani emigravano pensavano di noi le stesse cose che noi oggi pensiamo degli africani. Per non parlare di Gandhi che rimase bloccato su una nave ormeggiata in Sudafrica per 5 giorni perché il governo non dava il permesso dello sbarco a chi arrivava dall’India… tutto si ripete e si ripeterà all’infinito fino a che non impareremo qualcosa di buono.
      Ciao, a presto!

  3. Buon senso, è da un po’ di tempo che l’abbiamo perso di vista, da una parte è stato stritolato dall’avidità che menzioni e dall’altra dall’indolenza incapace di reagire.
    Buona giornata Mr.Loto.

    1. Abbiamo disperatamente bisogno di ritrovarlo questo benedetto buon senso… è vero, l’indolenza è uno degli atteggiamenti attualmente più diffusi e dannosi. Non perdo la speranza nel futuro!
      Ciao, buona giornata.

  4. Per fortuna la speranza è sempre l’ultima a morire! L’uomo, purtroppo, non ha mai imparato dai propri errori e continua a ripeterli persino peggiorandoli. Eppure tutti abbiamo studiato la storia, ma di fronte al dio denaro, al dio potere e al dio egoismo non c’è storia che tenga. Ora stiamo andando veramente male. Si pensava che l’uomo migliorasse dopo l’isolamento forzato, ma non è successo, anzi, tutti i peggiori istinti sono emersi alla luce. Di questo passo dove andremo a finire? Non oso neppure pensarlo!

    1. Certamente è difficile essere ottimisti in questo periodo. Come hai giustamente scritto stanno emergendo tutte le brutture che prima rimanevano celate grazie alle rassicuranti routine in cui tutti ci cullavamo. Eppure bisogna continuare a cercare il lato positivo che c’è in tutte le cose, anche quando sembra il peggio del peggio.
      L’isolamento forzato non ci ha migliorato ma, forse, ci ha obbligato a guardare in faccia la nostra vera natura… e questo non può essere un male.
      Mai perdere la speranza! 😉
      Ciao, buona serata!

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