Società

Le Brave Persone Esistono

Sulla terra buoni e cattivi convivono da sempre

Le Brave Persone Esistono

Le brave persone esistono anche in questa società tutta sbagliata che avvantaggia chi è scaltro e senza scrupoli. A volte pensiamo che non ce ne siano più perché loro non danno nell’occhio e si muovono senza destare particolare interesse nella gente comune.

Le brave persone esistono

Le brave persone esistono, sono intorno a noi, e per come sono fatte spesso non riescono a metabolizzare nemmeno il fatto che il male esiste. Di fronte ad azioni animate dalla cattiveria o dalla disonestà infatti, non sanno spiegarsi come ci si possa comportare con tanta ferocia nei confronti dei propri simili.

Le brave persone esistono e continuano a chiedersi come possano accadere certe cose. Non riescono a capacitarsi di come si possa condurre una vita dedita a danneggiare il prossimo senza avere il minimo problema di coscienza.

In realtà però, questa è una domanda che dovremmo farci tutti e la risposta non è sempre facile da comprendere.

Una delle cose che, senza dubbio, siamo chiamati a fare in questa vita è certamente ragionare e riflettere sulla realtà. Con la parola realtà intendo ciò che vediamo accadere con i nostri occhi quotidianamente sommato a quel che il nostro personale sentire ci suggerisce.

Partiamo da un dato di fatto indiscutibile. Se le brave persone esistono sicuramente ci sono anche quelle cattive ed entrambe le categorie condividono lo stesso pianeta e spesso la stessa sorte. Addirittura i buoni si vedono sottrarre meriti e fortune da chi buono non è. Perché accade?

Le Brave Persone Esistono e Vivono insieme ai Cattivi

Ci sono due modi per interpretare questa situazione: il profilo ateo e quello religioso.

Il punto di vista ateo sostiene che tutto è frutto del caso. La nostra vita su questa terra non ha alcun senso particolare, per cui veniamo continuamente sballottati a destra e a sinistra dalla casualità degli eventi. È proprio per la presenza della cattiveria che gli atei sostengono che non possa esistere Dio. Certo, le brave persone esistono ma, dato che hanno più svantaggi che vantaggi in questo loro modo di essere, non sono molto furbe.

Personalmente invece, sono certo che tutto quel che ci circonda e la vita stessa non sono frutto del caso. Se osservo la natura e le vicende degli uomini, ci vedo un grande progetto che va ben oltre le nostre capacità di comprensione.

Per questo, secondo me, Chi ha permesso l’esistenza delle persone cattive l’ha fatto sicuramente con uno scopo preciso, non certo a caso.

Il punto di vista religioso sostiene che Dio usa i malvagi per mettere alla prova e temprare le brave persone. La loro anima così, passando attraverso le prove alle quali l’iniquità di questa terra ci sottopone, può guadagnarsi il diritto all’eternità, insieme a Dio.

Il punto è che le brave persone esistono, anche se si trovano a convivere con quelle cattive. Nessuno, ovviamente, può sapere con assoluta certezza quale sia il motivo. Tu cosa ne pensi?

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33 Commenti

  1. Io credo che in ogni persona conviva sia il bene che il male, la differenza la fa la scelta che si fa tra appunto il bene e il male. Il male è sicuramente guidato dall’ego, mentre per il bene c’è bisogno anche di una certa intelligenza emotiva per tirare fuori il meglio di sé; forse è per questo motivo che esistono più persone malvagie che buone, perché essere buoni richiede uno “sforzo”, ma che tra l’altro viene ripagato rispetto allo “sforzo” di odiare che, comunque, nuoce anche a se stessi. Ma chi odia, e fa quindi del male, credo abbia spesso bisogno di aiuto, solo che non può essere aiutato se prima un poco non si aiuta anche lui (il famoso detto “aiutati che Dio ti aiuta”). E, a proposito di Dio, io credo che si debba scindere il pensiero che le persone credenti siano buone rispetto a quelle atee più inclini, perciò, a far del male: ho conosciuto persone credenti che facevano gesti cattivi e persone atee invece molto sensibili.
    Questo è il pensiero. Grazie per la riflessione! 🙂

    1. Condivido il tuo pensiero, tutto abbiamo un il bene e il male dentro di noi, è solo una questione di scegliere a cosa dare maggiore spazio.
      Ci tengo a precisare che nel mio post non volevo far intendere che gli atei sono cattivi e i credenti buoni, volevo solo evidenziare il diverso approccio che hanno questi due tipi di persone rispetto al fatto in sé: gli atei pensano che tutto sia casuale mentre i credenti ci vedono un progetto preciso. Conosco anche io atei più “cristiani” di certi cattolici…
      Ciao, a presto!

  2. Ma! A questo punto dovremmo chiederci perché esisto il chiaro e lo scuro, il dolce e il salato, l’alto e il basso, il freddo e il caldo, il morbido e il ruvido, il forte e il debole, il grasso e il magro…Forse per tutto è necessario un rovescio della medaglia. Forse discendiamo da Caino e Abele e, da quel tempo, i geni buoni e cattivi si sono trasmessi. Forse è la vita stessa che ci ha forgiati in un certo modo. Chi ha ricevuto e visto tanto amore da bambino diventerà un buono, chi ha visto solo cattiveria, è stato maltrattato, diventa a sua volta cattivo. Ricordo che un nipote, diventato sergente da militare, mi disse che i suoi superiori lo avevano molto maltrattato durante l’addestramento, perché un soldato che era stato trattato duramente sarebbe stato a sua volta duro con i sottoposti. ( inutile dire che, finita la naja, il nipote lasciò l’esercito) Oltre ad una certa predisposizione genetica, credo che buoni o cattivi si diventi, a seconda dell’educazione ricevuta e degli esempi avuti in giovane età.

      1. Il chiaro e lo scuro, l’alto e il basso e via dicendo sono tutti termini fisici, necessari a definire la materia. Per le questioni immateriali, secondo me, il discorso è un po’ più complicato e merita una riflessione. Siamo sicuri che la cattiveria sia genetica e quindi ereditaria? Ho conosciuto figli buoni di genitori davvero cattivi e viceversa.
        Siamo sicuri che la cattiveria sia il frutto delle proprie esperienze? Nei soprusi e nella violenza sono cresciuti molti Santi.
        È un grande mistero sul quale mi piace interrogarmi anche se, come su molte altre questioni, difficilmente raggiungerò una risposta.
        Ciao, buona settimana!

  3. C’è un testo antichissimo che non appartiene ad atei o credenti , ma agli uomini. Non appartiene a nessuna religione .
    Fino a quando gli uomini faranno distinzioni tra bene e male , atei e credenti , ecc. non avranno visto che tutto è bene. Anche il male che arriva per farci consumare le lacrime e operare il distacco che non è assenza di amore , ma totalità: tutto non ha causa ma ha un fine che è quello di conoscere se stessi , non come uomini , ma come gocce di un oceano che hanno la stessa qualità dell’oceano , ma non la vedono , nè la esperiscono .
    Un brano di quel testo dice questo:
    “Prima che l’occhio possa vedere, esso deve disabituarsi alle lacrime.”

    Colui che disprezza il malfattore e che prega i santi, nel modo comunemente praticato, ancora non ha disabituato il suo occhio alle lacrime. Brucia tutte le lacrime nella volontà di aiutare! Non piangere sul povero: riconosci la sua condizione e aiuta! Non brontolare sul male, conoscilo e tramutalo in bene. Le tue lacrime intorbidano la pura chiarezza della luce. Quanto meno sarai sensibile, tanto più le tue impressioni saranno delicate. Il suono diventa chiaro all’orecchio quando la chiarezza non viene disturbata dall’incanto, quando, entrando nell’orecchio, non incontra simpatia o antipatia.

    1. Sicuramente tutto ciò che hai scritto racchiude una profonda saggezza, ma gli uomini sono davvero molto lontani dal raggiungere la capacità di disabituarsi alle lacrime.
      Oggi, ad esempio, penso a Zohra Shah, bambina di otto anni uccisa di botte perché aveva liberato due uccellini in gabbia di proprietà dei suoi “datori di lavoro”. Non ho pianto per lei ma il mio cuore è con lei e oggi è molto turbato dalla violenta crudeltà alla quale assisto quotidianamente.
      Penso che tutto, anche la cattiveria, abbia un senso? Si, anche se non lo capisco. È proprio per questo che cerco di riflettere e confrontarmi con voi su temi di questo tipo.
      Grazie.

  4. Mi chiedo spesso come possa vivere tranquillo e sereno una persona diciamo cattiva cioè in se la somma di tante pessime inclinazioni: l’invidia, la gelosia, la perversione, la violenza, il godere del male degli altri, come il parlare male di tutti, pessimisti…non ne ricordo altre di inclinazioni malvagie.
    Cosa c’è di più bello di essere ricordati come belle persone.
    Non mi sovviene nessuna storiella ma quella del paradiso e dell’inferno si
    Nell’inferno grande tavolata piena di ogni ben di Dio da mangiare ma i commensali cattivi tutti con posate lunghissime e non in grado di autolaimentarsi per saziare la proprie fame
    Nel paradiso la stessa scena ma i Santi l’uno imbocca l’altro in allegria e gioia

    1. Anche io me lo chiedo spesso. Nel male si sta male ma sembra che chi lo pratica non se ne renda conto. Un altro grande mistero da sbrogliare.
      Conoscevo quella metafora sull’inferno e il paradiso… è molto bella e sarebbe anche un modo perfetto di vivere su questa terra! 😉
      Ciao, a presto.

    2. Buongiorno Andrea,
      Cosa c’è di più bello di essere ricordati come belle persone?
      Esserlo senza aspettarsi di essere ricordati.
      Non esiste il male , la cattiveria è solo amore trattenuto . Occorre che vi siano le condizioni per lasciarlo scorrere. E si puo’ iniziare a farlo con noi stessi.

  5. Io penso che Dio ci ha creati come persone libere e quando non seguiamo Lui facciamo il male. Ci sono le persone buone ma purtroppo è diffusa la mentalità negativa e quindi si parla sempre di chi fa il male. Io dico sempre che anche nei telegiornali dovrebbero raccontare di più le cose belle che accadono, invece per fare notizia… Fa più rumore un albero che cade invece di una foresta che cresce.

    1. Hai proprio ragione. Quando poi gli alberi che cadono sono parecchi, quelli che continuano a crescere rigogliosi scompaiono proprio alla nostra vista.
      La tua similitudine mi ha ricordato che le brave persone, in fondo, sono molto più numerose di quelle cattive… e stamattina avevo bisogno di qualcuno che me lo ricordasse, quindi ti ringrazio.
      Ti abbraccio e ti auguro una buona settimana.

  6. Io credo che la fede possa servire a renderci più buoni ma tanti fedeli proprio così buoni non sono, è difficile non essere umani e quindi smettere di sbagliare. Penso però che ci sono atei ai quali magari la fede non serva per essere buoni. Nel senso che sta a te come persona decidere quale delle “vocine” ascoltare, se il bene o il male. Io vado a messa perchè mi piace sentire parlare di bene, di bontà ma ho una fede tutta mia nel senso che credo che Dio sia amore e non esista “fisicamente” o come entità un Dio ma ognuno di noi facendo del bene porta Dio fra le persone. Sereno inizio settimana

    1. La fede aiuta ad essere buoni ma soltanto chi fondamentalmente lo è già. Ci sono molte persone che dicono di credere in Dio ma non lo onorano con loro operato e altre che dicono di non crederci ma gli rendono onore ogni giorno con i loro comportamenti buoni e altruisti. L’unica vera differenza sta nel modo in cui si interpreta la presenza su questa terra di persone buone e persone cattive.
      Tu a cosa pensi sia dovuto, al caso, alla libertà, a un progetto o a qualcos’altro ancora?
      Ciao, buona settimana.

      1. Penso sia dovuto alla libertà che ci è stata data di essere come scegliamo, al famoso libero arbitrio sostanzialmente. Serena giornata

  7. Volevo scrivere delle cose ma poi ho visto il film di Mandela. Mi hanno colpito tante cose…

    Poteva scrivere solo due lettere all’anno, alla donna che amava e che cresceva i loro figli, quotidianamente, con dedizione ed Amore.

    Pauroso. Roba da toglierci la fame per una settimana, a pensarci bene. Ma ha resistito. Un leone. Roba che a pensarci… Paragonato a tante piccole difficolta che ci capitano, la sua storia è tremenda. Due mogli (cosa che non sapevo), alcuni figli, reclusione durissima.

    Cmq le cose che volevo dire le dico lo stesso. Ovvero che tutti abbiamo bene e male dentro di noi. A volte emerge l’uno e a volte emerge l’altro. Peró inizoare a praticare il bene, ci fa creare un’abitudine a praticarlo e allo stesso modo, purtroppo, accade praticando “ció che è male”. I vizi… Dagli spago e ti divoreranno. Patrimoni, relazioni, e ti sfasceranno tutta la vita. Non bisogna aspettare a provare di capire cosa sia “bene praticare”, non aspettiamo un giorno di piú. Praticare comportamenti che “è male praticare”, ci creano l’abitudine di “pensare sempre male degli altri” finendo per non credere piu che esista il bene, pensando che siano tutti cattivi e male intenzionati nei nostri confronti, non sinceri, forse perchè siamo noi che non siamo sinceri e finiamo di pensare cosi degli altri. Al contrario, praticando ció che è bene, in primis verso noi stessi, riusciremo ad avere fiducia negli altri negli altri e nella vita, a fidarci di qualcuno e anche della vota stessa che ci offre ogni giorno nuove opportunita.

    Detto questo, quanta stima per uomini come Mandela. Penso che a guardare le loro vite, non puó che venire voglia di dire ” se ce l’ha fatta lui con tutte queste difficoltá, probabilmente enormemente piu grandi delle mie quotidiane, allora ce la posso fare anch’io, che certo ho delle difficolta da vivere, affrontare e superare”. Qualsiasi cosa accada, non molliamo, per favore.

    1. Molto belle le tue riflessioni. Ho in casa l’autobiografia di Mandela, scritta in carcere, non l’ho ancora letta ma me ne hai fatto venire la voglia… preferisco sempre i libri ai film, perché mi danno il modo di prendermi il tempo per riflettere sulle parti che mi colpiscono.
      Fortunatamente al mondo ci sono persone forti e positive che ci ispirano ogni giorno a non mollare. Ecco cosa dovremmo sempre cercare di essere anche noi, degli esempi positivi per gli altri! 😉
      Ciao, buona giornata.

  8. “Sulla terra buoni e cattivi esistono da sempre”… È sempre importante questo ” sottotitolo” (non so se si possa usare questo termine) nei tuoi post ,perché lo percepisco sempre come un segnale da cui partire e poter seguire…incamminandosi su sentieri che spesso conducono alla stessa strada.

    Dunque è vero ,da sempre
    esistono buoni e cattivi ,termini che servono ad individuare le azioni umane più che altro volte al bene e al male.

    Anche io ho sempre percepito che facciamo parte di qualcosa che ha un piano preciso ,un progetto che ha del Mistero su cui spesso cerchiamo di avere spiegazioni con ricerche ,studi ma soprattutto con l’uso della ragione. Ma chi ci dice che questo mistero implica la nostra ragione ?

    Non e forse la Bibbia stessa a metterci in guardia dal credere di poter fare a meno di Dio secondo la nostra capacità di ragionare e di tirare delle conclusioni su questo Mistero?
    Se esiste il bene ed il male un po di ragionamento lo faccio anche io certo…ma il punto è cosa per me è il male e cosa è il bene?Ecco io associo il male al “timore” di qualcosa di immenso che è li sempre presente..
    a farsi sentire e a scuotermi non il corpo ma l’ essenza stessa di me …perché è attraverso quella che si ascolta l ‘Amore, Dio,il bene,la sapienza…

    Siamo messi alla prova ogni momento credo ,persino quando non ce lo spieghiamo e soffriamo per coloro che subiscono il male fisico (esempio cit.il tuo commento).Caro ,la stessa bibbia dice di non avere il timore di chi uccide il corpo perché Mai ucciderà il suo spirito!Anche qui la ragione può ingannarci e piuttosto che temere di essere Visti siamo certi di poter riuscire a vedere noi stessi… Una prova per allontanarsi dal bene o dal male…non ce lo spieghiamo ,non possiamo varcare il mistero perché noi ci siamo dentro tutti e ne facciamo parte credo.

    Buona giornata

    1. Condivido tutto il tuo discorso, non possiamo (forse non dobbiamo!) varcare il mistero. È vero, su questa terra possono uccidere il nostro corpo e non il nostro spirito. Però tendiamo a non ricordare che il nostro spirito possiamo ucciderlo noi quando ci abbandoniamo a compiere il male. Sapevi che i Dieci Comandamenti servono proprio ad evitare quei comportamenti che uccidono lo spirito?
      Nella triste vicenda di Zohra Shah il mio primo pensiero è stato per tutto il dolore che questa bimba ha dovuto subire prima di volare tra le braccia del Signore, ma il mio secondo pensiero è stato proprio per lo spirito delle due persone che l’hanno uccisa. Spero che possano davvero capire quello che hanno fatto e pentirsene sinceramente.
      A presto.

  9. “Però tendiamo a non ricordare che il nostro spirito possiamo ucciderlo noi quando ci abbandoniamo a compiere il male”

    E qui si rientra nel mistero,e leggendo un altro tuo commento mi collego al come possiamo sapere cosa accade davvero nella persona che compie il male pur avendo vissuto nella stessa famiglia con genitori e fratelli ,nutriti dagli stessi valori?

    Mi veniva in mente una parola leggendo in questi giorni questo tuo post ed è *empatia*.
    Sai che anche io ho provato un gran senso di dolore principalmente per questa bambina e non riesco ad “odiare” chi l’ha uccisa pur allontanandomi e non capendone davvero il senso del gesto?

    A questo le leggi in alcuni paesi hanno trovato una risposta ed è la pena di morte…uccidi e ti uccidiamo !

    Anche qui ci si dimentica dello spirito uccidendolo …come se fosse normale che lo stesso male possa rigenerarsi.Lo so sono dei concetti profondi ,dolorosi e difficili.

    I dieci comandamenti ,ne ho discusso con una cara persona in rete e magari si riuscissero a mettere in pratica a livello universale ,perché anche volendo
    decontestualizzare questi comandamenti attraverso il testo di una canzone come quella del grande De André, ci si finisce per scoprire che è sempre e solo l’Amore e la sua forza che rivoluziona il mondo e l’umanità che ne fa parte…ed è su questa strada che esistono i veri “segnali “…(ricordi ne scivemmo?)…ci sono segnali di pericolo ,di divieto ,di indicazione…basta solamente osservare in silenzio e rallentare senza mettersi nella macchina della vita ad alta velocità… Perché quest’ultima proprio nel processo di accelerazione prende tanto e sbagliatamente, in pochi attimi ,investendo e danneggiando anche quelli altrui oltre ai propri…

    Spero di non essermi allontanata dal senso del tuo post …o forse è meglio dire del tuo blog:)

    Grazie e buona serata!

    1. No, non ti sei allontanata, alla fine tutto riconduce alla nostra capacità di dare e ricevere amore, inteso nel più alto senso del termine, come già sai.
      Non possiamo sapere con certezza cosa accada allo spirito di una persona che compie il male ma quello che accade dentro di lei potremo intravederlo se solo, come giustamente scrivi, imparassimo a rallentare e a leggere i segnali. Probabilmente non potremmo fare nulla comunque oppure saremmo in grado di cambiare il percorso di questa persona… chi può dirlo? Sicuramente però, ci sono cose alle quali tutti noi dovremmo fare molta più attenzione.
      Ciao, buona giornata.

  10. Penso che il dualismo di buoni e cattivi come bene e male sia insito in ogni essere da sempre , sta solo in noi e grazie agli insegnamenti ricevuti dai nostri genitori , o educatori , o qualsiasi persona abbia avuto il modo di far parte della nostra crescita , assecondare la parte che prevale di più .
    Le brave persone esistono eccome , sta a noi , fare una scelta nella vita , dopo tante fregature di conoscenze più che cattive , direi finte e false , ci si arriva nel tempo a capire chi seguire e chi no .
    Ne ho scritto un breve pensiero .
    Un saluto Mr.Loto e grazie per essere passato nel blog dell’amico Navigantesenzarotta , dove ogni tanto vi posto qualcosa.

    Buona giornata
    Rosy

    1. È sicuramente vero quel che dici, in ognuno di noi c’è una parte buona e una parte cattiva ed è una nostra libera scelta decidere quale seguire ed alimentare. L’educazione ricevuta conta, ma secondo me non è del tutto determinante, se ci guardiamo intorno vedremo molti casi di ottima educazione familiare e pessima condotta.
      Sarebbe interessante capire cosa spinge gli esseri umani a diventare brave persone e cosa invece le rende irrimediabilmente cattive.
      Hai ragione anche su un’altra cosa. Le persone davvero cattive non sono molte, quelle più diffuse sono quelle false, purtroppo.
      Ciao, buona giornata!

  11. Ricordo di aver letto da qualche parte uno psicologo (mi sfugge il nome) che riteneva che cattivi si nasce, che la cattiveria sia una malattia dovuta alla scarsa capacità empatica. Quando si parla di cattiveria mi viene sempre in mente quella storiella dello scorpione che doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana.. Anche secondo me cattivi si nasce e non lo si diventa per l’esperienze traumatiche, all’ambiente educazione e condizione sulla crescita dell’individuo, se poi la cattiveria come afferma quello psicologo è dovuta dalla scarsa capacità empatica, non saprei dire. Un sorriso!

    1. Proprio qui sta il mistero. Se un esperto della psiche dice che la cattiveria è dovuta alla scarsa capacità empatica, cosa assolutamente condivisibile, bisogna chiedersi perché in alcune persone questa capacità è così scarsa mentre in altre è estremamente spiccata. È dovuto al caso o c’è un’utilità, un senso, in questo? Guardando al tutto, nelle altre qualità umane che alcuni possiedono e altri no ci vedo sempre un equilibrio perfetto… vale anche per la cattiveria?
      Ciao, buon fine settimana.

  12. Salve. Anche io penso che cattivi si nasce. L’ambiente ha sicuramente la sua importanza per lo sviluppo della personalità ma credo che un ruolo fondamentale lo ha il dna.
    Si nasce con determinate caratteristiche fisiche ma anche psichiche.😀

    1. Il dna può trasmettere qualcosa di così immateriale quale è lo spirito o, se preferisci, l’attitudine morale? Non so, a me sembra più probabile che sia da attribuirsi a qualcosa di più incorporeo! 😉

      Ciao, buona settimana.

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