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Le Persone Infelici

Hanno bisogno di un cambiamento che non vogliono

Le Persone Infelici

Succede sempre più spesso di incontrare delle persone infelici. Insoddisfatti della loro vita, questi individui sprecano la maggior parte del loro tempo ad essere tristi e a lamentarsi della loro sfortuna.

Le persone infelici

All’inizio provi sincero dispiacere per loro perché percepisci chiaramente il dolore delle persone infelici. Così provi a renderti utile e a parlare con loro, cerchi di aiutarle a capire perché stanno così male. E loro, nella maggior parte dei casi, ti parlano di tutto quello che non va nella loro vita. Per alcuni è il lavoro, per altri è l’aspetto fisico, la salute, le relazioni sentimentali etc.

Mentre le ascolti, ti fermi a riflettere e ti chiedi perché le cose più ovvie, a volte, sono anche le più difficili da vedere. Quando qualcosa non va bene, la cosa più ovvia da fare è cercare di cambiarla.

Così ti ritrovi a proporre dei piccoli cambiamenti che possano aiutare le persone infelici a ritrovare la strada dell’entusiasmo verso la serenità. Quando si vivono gli ostacoli in prima persona, alcune volte si perde di vista la logica. Ecco perché pensi che sia una buona cosa che qualcuno ti aiuti a vedere come stanno davvero le cose.

È a questo punto che chi dice di essere infelice ti spiazza perché non vuole cambiare nulla della sua vita! Le scuse sono innumerevoli: non posso, non ci riesco, è troppo difficile, perché devo essere io a cambiare, ci penso, te lo faccio sapere domani…

Le Persone Infelici Non Vogliono Cambiare

Non capisco. O le persone infelici non sono poi così infelici oppure l’infelicità è una deliberata scelta.

Chi è infelice sul serio è obbligato a cercare di cambiare la sua vita. Come puoi pretendere, ma anche soltanto sperare, che qualcosa cambi se ti rifiuti di muovere un solo passo in una direzione nuova?

Come possono gli infelici, se sono davvero infelici, aver paura del cambiamento? Cosa può esserci di peggio dell’infelicità?

Dato che questo è un atteggiamento piuttosto diffuso, è bene farsi un esame di coscienza.

Sei infelice se in questo momento non provi gratitudine per quello che hai. Sei infelice se la maggior parte delle mattine ti svegli con l’angoscia di quello che ti aspetta durante il giorno. Sei infelice se non ti senti amato o compreso.

E se sei tra le persone infelici devi cambiare qualcosa. Adesso. Più aspetti e più diventerà difficile riuscire a farlo. Se pensi di non poterlo fare, devi smettere di lamentarti.

O trovi la voglia di provare a cambiare la tua vita o tutto resterà sempre uguale, semplicemente perché sei stato tu a scegliere che sia così.

Lettura consigliata: Infelici e contenti. Sull’arte di rovinarsi la vita di Nerosfina

Infelici e contenti. Sull'arte di rovinarsi la vita

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33 Commenti

  1. ho questa teoria
    metà degli italiani si danno da fare e riescono a vivere decorosamente e a essere sereni e felici anche se nella scala da uno a 10, al sesto o l quinto posti
    l’altra metà è invidiosa e gelosa e si sa che l’invidia e la gelosia è un roditore che corrode il tuo essere
    Poi ci sono gli scontenti cronici e x quelli nulla da fare anche se vincessero 100 milioni

    1. L’invidia è un discorso a parte, il problema sono proprio gli scontenti cronici che, come giustamente dici, non riuscirebbero ad essere felici neppure se tutto nella loro vita fosse a posto… possibile che non siano in grado di curare quest’infelicità partendo dal loro modo di essere? Eppure ad essere infelici non ci si guadagna nulla!
      Ciao, buona settimana!

      1. Beh inutile negarlo non potremmo mai conoscere la felicità se non siamo prima passati un po’ tutti dall’infelicità.Molte volte magari non è nemmeno una scelta è una caduta sugli ostacoli … ed è giusto cadere ,un po’ come i bambini che poi da quella caduta imparano a camminare e a gioire dei loro passi nella leggerezza delle gambe e dei pensieri per arrivare al traguardo della felicità..

        Io associo la felicità e l’infelicità alla consapevolezza e all’inconsapevolezza dell’amore.Diciamo che felicità e infelicità viaggiano matematicamente in modo diretto e inverso alla consapevolezza dell’amore!

        Buona serata

        1. Mi sembra un’ottima associazione. Tutto sta nel capire le dinamiche di ciò che si prova… e molte persone si rifiutano di farlo anche se tutte vorrebbero essere felici.
          Buona serata.

      2. Per me ci sono persone che sono infelici e lo saranno sempre. Qualsiasi cosa facciano nella vita vedono solo il negativo anziché gioire per quello che hanno. Non hanno gli occhi per vedere il bello ma solo il brutto. Serena giornata

        1. La domanda è: se le persone infelici diventano consapevoli del fatto che la loro infelicità dipende da loro, possono cambiare il proprio destino?
          Ciao, buona giornata anche a te.

  2. Beh capita di sentiesi infelici e talmente privi di energie positive, da non avere nemmeno la forza di cambiare qualcosa. Qual è la paura? ti chiedi nel post. Che da male si vada in peggio.

    Non mi vergogno a dire che conosco la sensazione dell’infelicitá e la conosco perche ho provato anche sensazioni di felicita 🙂 quindi mi ritrovo nel fatto che le due facce della stessa medaglia sono certamente collegate.

    Lamentarsi è “prendere nota e dirsi” che “cosí non va, che qualcosa non va”. Credo sia il primo passo verso il cambiamento.

    Sebbene la felicitá sia un concetto un po’ particolare, quantomeno la serenitá va ricercata e preservata. La felicitá potrebbe essere mal scambiata con grandi successi, vittorie importanti, grandi riconoscimenti, pubbliche ovazioni… ma non è questo, sebbene raggoungere importanti traguardi possa essere importante – piu per il percorao da fare per arrivarci che per il successo in se. Scoprire la gioia di vivere ogni giorno quel percorao faticoso, che mette mattone su mattone e costruisce una casa accogliente “dentro” e fuori di noi, questo forse, almeno per me, è sinonimo di felicitá. Che forse chiamerei anche “beatitudine”, che è un qualcosa che non segue classi sociali, religioni o ricchezze o poteri, ma ha altre strade e altre altezze, e pacificazioni.

    Ultimamente nei tuoi post intravedo sempre un tono molto critico nei confronti degli altri e mi dá a volte le stesse sensazioni che alcuni sermoni domenicali (tristi) mi davano quando andavo in Chiesa, anni e anni fa. Sicuramente sono discorsi veri, ma è facile fare le radiografie agli altri, tutti siamo pieni di problemi, insicurezze, paure, difficoltá. Questi sermoni, oltre a sparare un po sulle colpe della gente (piu che colpe spesso “limiti” delle persone), non offrivano mai “una strada alternativa”, non proponevano mai qualcosa di buono da seguire. Nel senso, visto che mi dici di non essere infelice, non perdere tempo su questo, spiegami come e dove trovare la felicitá. Descrivimi un percorso positivo … Mostrami il bello che hai scoperto, visto, sentito. Se vedi la mia infelicita, spero che lo fai perche hai in mente un altro me, un altro noi “bello”, “pieno”, “vivo”: dunque, da dove si comincia? 🙂

    E passo passo, potremo incontrare un po di felicitá.

    1. Mi ha fatto molto ridere il paragone che hai fatto tra i miei post e certi sermoni delle messe domenicali!
      Prima di tutto ci tengo a mettere in chiaro una cosa. Le mie intenzioni non sono quelle di sparare sui limiti o le colpe della gente. Quei limiti e quelle colpe sono anche le mie. Quello che cerco di fare, a volte rischiando di essere frainteso, è spingere il lettore a farsi delle domande, a volte provocandolo un po’.
      Viviamo nell’epoca dei “consigli per gli acquisti”, della moda che ci dice come vestirci, delle playlist in base ai nostri gusti, dei navigatori che ci portano dritti alla destinazione, dei quattro salti in padella. Non abbiamo più il problema di pensare, di scegliere davvero e di decidere.
      È vitale tornare ad occuparsi di certi tematiche e di porsi certe curiosità, prima di diventare poco più che scimmiette ammaestrate.
      Secondo te, esiste qualcuno al mondo che possa spiegarti dove trovare la TUA felicità? Esiste qualcuno al mondo che possa indicarti il percorso che TU devi seguire per trovare ciò che serve a TE per uscire dall’infelicità? Eh no, caro Lorenzo! Puoi farlo solo e soltanto tu.
      Quello che voglio che tu e le altre persone che leggono sappiate è che è possibile. Si può cambiare la propria vita e persino buona parte del proprio modo di fare… e, quando non si è felici, bisogna farlo! Farlo senza alcuna paura di peggiorare la situazione perché tutte le brutte situazioni, se vengono lasciate in stallo, peggiorano comunque e lo fanno senza che tu faccia nulla.
      Un caro saluto.

      1. @mr.loto

        “Quello che cerco di fare, a volte rischiando di essere frainteso, è spingere il lettore a farsi delle domande, a volte provocandolo un po”.

        Oddio però qui mi pare che quelle domande te le abbia indotte a farle Lorenzo con delle provocazioni finali,nonostante abbia anche scritto la sua visione di felicità.😉

        Sui limiti ,si vive ormai nel no limts:),ma credo di aver colto questa sottigliezza a cui Lorenzo fa riferimento e credo bisogna saper incassare i colpi sapendosene riparare ed elaborarli in modo costruttivo,
        ma Mai restituirli come segno di ritorsione o aggressione verbale o fisica ad un male alla fine inesistente.

        Siamo umani e fragili tutti noi e la felicità o l’infelicità sono tematiche di cui l’uomo si è sempre interessato ,ma sorrido se poi procurano una certa rilevanza di carattere scritturale dove il senso che possa avere per uno è più o meno valido rispetto all’altro e allo stesso tempo renda felici della propria opinione o infelici se quell’opinione non venga considerata.Per questo abbiamo tutti bisogno di *con-dividere* , -dividendo con gli altri tutte le possibili vedute e piccole verità anche al fine di aiutare a conoscere bene soprattutto noi stessi e di migliorare soprattutto attraverso gli altri.Beh ,la bellezza di questo blog è proprio questa visione allargata ,in fondo no?

        @Lorenzo
        Sono “felice” quando vedo e sento i tuoi scritti ,anche questa è felicità per me : )e mi piacerebbe ri -leggere quel blog dove questo è solo un frammento di bellezza: “La felicitá potrebbe essere mal scambiata con grandi successi, vittorie importanti, grandi riconoscimenti, pubbliche ovazioni… ma non è questo, sebbene raggoungere importanti traguardi possa essere importante – piu per il percorao da fare per arrivarci che per il successo in se. Scoprire la gioia di vivere ogni giorno quel percorao faticoso, che mette mattone su mattone e costruisce ,questo forse, almeno per me, è sinonimo di felicitá. Che forse chiamerei anche “beatitudine”, che è un qualcosa che non segue classi sociali, religioni o ricchezze o poteri, ma ha altre strade e altre altezze, e pacificazioni.

        1. @Lara
          Ormai sai bene quanto io creda nella condivisione e nell’importanza di guardare il mondo anche con gli occhi degli altri. Una canzone diceva: “Non esiste prospettiva senza due punti di vista”.
          Buon fine settimana.

          1. Ma certo che ho capito quanto tu creda alla condivisione e te ne ringrazio infinitamente.Alcune volte però capita che ,per comunicare ,devi omologarti a certi modelli oppure rimani “dietro la lavagna” come se dovessi scontare una “punizione” che ti vuole “autentico”…ma non a ciò che senti di essere ma a quel modello.Se questo mi renda infelice,un po si …ma non per me stessa quanto per altri “anonimi” che non è giusto vengano etichettati e generalizzati nella fascia heater…Apparire non è sinonimo di autenticità…un volto e un nome non sono garanzie di verità assoluta,come non lo sono nemmeno gli anonimi certo.Forse l’autenticita’ e la piccola verità stanno proprio nella genuinità del modo di essere e sentire delle persone…persone anonime e non .Ecco quando le incontri queste persone ,provi un senso di “felicità” e pienezza che trasmette benessere al cuore e a tutte le cellule del corpo, perche’ in un certo senso percepisci proprio quell’alchimia che non riescono a contenere tutte le spiegazioni o parole esistenti .Si sente ,punto.

            Le “connessioni” non sono solo tecnologiche ….ma anche spirituali e vanno fatte fluire come segnali emotivi che possono raggiungere chiunque e ovunque…

            Su quella canzone ,ti sei giocato una bellissima carta,ma potevi non omettere la prima frase ,dava più un senso di completezza e non sospensione.😉

            Buona domenica

        2. @Lara mi fa piacere che tu sia “felice” quando leggi scritti che ti trasmettono emozioni e mi fa piacere sapere che ti piace quel che scrivo.

          Sono molte volte che mi fai sentire il calore che hai verso i miei scritti o il mio modo di scrivere e mi viene da risponderti prendendo in prestito parole di uno che credo stia simpatico ad entrambi, che mi perdonerá se uso le sue parole e credo ne sorriderá comprendendone il senso. Lara non preoccuparti per il blog o per i miei scritti… “…hai scelto la parte migliore, che non ti sarà tolta” 🙂 ovvero sei una delle poche persone che apprezza queste cose, perchè dovrei privartene? Prima o poi lo riapriró.

          Di Mr.Loto apprezzo molto la sua apertura al dialogo e anche la sua maestria nel dipanarsi tra commenti talvolta inaspettati forse, ma quello che apprezzo di piú è la possibilitá che mi da di sentirmi accolto dicendo quello che penso realmente, anche se si discosta dal suo pensiero o se lo trova provocante, anche se non era mia intenzione. Un rapporto che si basa sulla veritá, sicuramente puó candidarai ad essere di lunga durata. Al contrario, fingendo di piacerci, anche se perdurassimo a lungo in questo atteggiamento, si concluderá inaspettatamente. Per questo mi sento di poter commentare liberamente (nei limiti di cortesia e decenza chiaramente) ma esprimendo quello che realmente mi suscita quel post, la libertá che Mr.Loto ci concede è di inestimabile valore, cosí come la sua accoglienza fra queste pagine.

          Buon fine settimana 🙂

          1. Ho sorriso per questo commento Lorenzo e te ne ringrazio di cuore.Poi per me potrebbe starci benissimo un unica e bella essenza in due persone che si scambiano di posto…non potrebbe influire sul messaggio che quell
            ” Essenza “di natura è , perché comunque riesce a passare e ad attraversare tutti i tipi di barriere.Grazie!

  3. avevo un paio di colleghi, infelici cronici..non hanno mai provato a fare qualcosa per migliorare la loro situazione e io mi sono allontanata; dopo un po’ basta…

    1. È politicamente scorretto dirlo, ma hai fatto bene. Non si può diventare il cestino emotivo delle persone che si lamentano in continuazione senza però fare nella per cambiare.
      Buon fine settimana!

    1. No, non lo sei. Forse pensi di esserlo, ma non lo sei.
      A volte nella vita serve un po’ di coraggio anche solo per muovere un passo… ma quel passo bisogna trovare la forza di farlo quando è necessario per andare avanti, andare oltre.
      Ti auguro di riuscirci.
      Un abbraccio.

  4. E’ infelice chi guarda continuamente chi ha più di lui, si sentirà sempre troppo brutto, troppo povero, troppo poco realizzato, troppo in secondo piano…è felice chi si guarda intorno e vede le persone che soffrono, che sono meno piacenti, meno interessanti, meno sistemate di lui e ringrazierà per tutto ciò che ha di più. E’ felice chi si pone obiettivi realizzabili e riesce a raggiungerli, è infelice chi si pone obiettivi troppo difficili che non raggiungerà mai. E’ felice chi ama e si sente amato, è infelice chi non sa amare e non è amato…Non sempre, pur volendolo, si riesce a cambiare. Inoltre ho notato che la gente ha molta difficoltà ad ascoltare i consigli degli altri. Preferisce pensare di essere sempre nel giusto e crogiolarsi nella sua infelicità, che è dovuta, sicuramente, agli altri che non comprendono, non condividono, non apprezzano. E poi, magari, è anche una questione di carattere. C’è chi riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede sempre mezzo vuoto. Di questi tempi poi ci sono pure i problemi economici e quelli non sono facili da risolvere. Recentemente, una ragazza che proviene da un paese del Sudamerica e che si era sistemata nella nostra città, per via del Covid ha perso un lavoro e si è vista ridotta ulteriormente un altro part-time tanto da non potersi pagare nemmeno l’affitto. Sola, in un Paese straniero, senza soldi, ha tentato il suicidio.

    1. Hai ragione, è spesso una questione di carattere e non sempre si riesce a cambiare. È sul “pur volendolo” che non sono molto d’accordo, è una questione di consapevolezza. Un conto è non arrivare a capire qual è il problema, un altro è capirlo e non cambiare. Lì c’è una mancanza di coraggio più che di possibilità e, per come la vedo io, è una colpa.
      Per quanto riguarda i problemi economici e la storia della sfortunata ragazza che mi hai raccontato, purtroppo rivela una grave carenza della nostra società: l’umiltà di chiedere aiuto. Ci hanno abituato a pensare che chi è povero o attraversa un momento difficile è un perdente, che in qualche modo si deve vergognare. Così in molti, piuttosto che cercare aiuto, preferiscono perfino togliersi la vita. So cosa stai pensando, che non si può aiutare tutti e che non tutti sono disposti ad aiutare. Non è vero. L’altruismo e la bontà sono molto più vivi di quel che si pensi. Bisogna avere più fiducia negli altri.
      Buona domenica!

    2. Buongiorno kat..chi riesce a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno è “fortunato” e lo metto tra virgolette perché solo in senso figurato..la mente è cosi complessa..lo dimostrano certi atteggiamenti/soluzioni..io ad es ho sempre considerato coraggioso chi riesce a compiere un suicidio..perché ci vuole coraggio a pianificare un simile atto..nella vita i percorsi che ci vengono spianati fin da piccoli non sono per tutti uguali e chissà se poi tutte le nostre scelte dipendono anche da questi..è stato un piacere leggerti..si ha sempre bisogno di parlare🙏

  5. La mancanza di coraggio una colpa..fa rumore e fa male nella mente una tale affermazione/riflessione..altruismo di questi tempi forse..”scavare” molto per “trovare”..
    Grazie per le letture🙏buona domenica

    1. Sì, è la mia opinione e so che può far male. Ma a volte il buono delle persone si deposita sul fondo e c’è bisogno di agitarle un po’ per farlo tornare a galla…
      Per quanto riguarda l’altruismo… nemmeno per le persone buone è sempre facile intuire certe situazioni di bisogno, per questo bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto. Non è una vergogna e non bisogna sentirsi umiliati. Le cose di cui vergognarsi sarebbero ben altre, cose che, in questa società del paradosso, in molti invece fanno e dichiarano senza alcun pudore.
      Mi fa piacere aver avuto l’occasione di scambiarci dei punti di vista, è sempre bello e utile.
      Buona domenica!

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