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Lingue e Dialetti

Meglio difendere le proprie radici o adottare una sola lingua?

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Lingue e Dialetti

Quando penso a lingue e dialetti mi viene sempre in mente un episodio biblico risalente al XII secolo a.C. È quello in cui si racconta di Babele e della sua famosissima torre. Stando alle parole della Bibbia, in quel periodo, “Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole” (Genesi 11. 1-9).

Lingue e dialetti

Ad un certo punto però, i babilonesi decisero di innalzare una torre altissima. Volevano costruire qualcosa che arrivasse fino al cielo, quasi a raggiungere Dio. Volevano farlo per farsi un nome e distinguersi da tutti gli altri abitanti della terra, per superbia o forse pura vanità.  Il loro progetto venne però bloccato da Dio in un modo imprevisto ed originale. Confuse il modo di comunicare dei babilonesi con lingue e dialetti diversi tra loro. A questo punto le persone non riuscirono più a capirsi tra loro e si disperdessero su tutta la terra.

Ai nostri tempi, nonostante l’inglese sia tacitamente elevata a lingua universale, altre lingue e dialetti molto diversi tra loro continuano ad esistere.

Viaggiando per l’Italia, mi è capitato di constatare di persona situazioni davvero bizzarre. Esistono diversi paesi che, distanti tra loro solo due o tre chilometri, usano parole molto diverse per chiamare la stessa cosa. In Italia vi sono anche regioni in cui si parlano dialetti completamente differenti. Capita così che se gli abitanti di città distanti tra loro un’ora di automobile dovessero comunicare tra loro esclusivamente nel proprio dialetto, non si capirebbero.

Lingue e Dialetti, Qualche Riflessione

Mi viene spontaneo pensare alla natura degli esseri umani ed alle motivazioni che sono alla base della nascita o dell’uso di lingue e dialetti diversi.

Perché l’umanità ha avuto ed ha ancora bisogno dell’esistenza di tante lingue e di così tante sfumature di dialetti? Probabilmente questa necessità è dovuta al desiderio dell’animo umano di potersi riconoscere in qualcosa che gli appartiene. Le parole che usiamo in qualche modo ci rappresentano e sicuramente ci ricordano costantemente le nostre origini.

Sicuramente, come era anche in origine, l’utilizzo di una sola lingua renderebbe la vita più agevole a tutti. Eviterebbe il sorgere di equivoci di varia natura, legati appunto all’uso delle parole o ai vari suoni tipici dei termini dialettali.

Basta guardarsi intorno per vedere un mondo caratterizzato da violenze, incomprensioni, intolleranze e diseguaglianze. Forse l’impiego di una sola lingua, contribuirebbe a rendere più facile la comprensione di usanze e religioni diverse dalle proprie.

Le nuove generazioni puntano tutto sull’inglese. I giovani infatti, non sono interessati a lingue e dialetti che non gli permettano di viaggiare e conoscere il mondo attraverso una comunicazione universale.

Tu cosa ne pensi? Ritieni importante la differenza del linguaggio per un riconoscimento culturale o preferisci l’impiego dell’inglese che facilita la comprensione globale?

Lettura consigliata: Dialetto, dialetti e italiano di Carla Marcato

Dialetto, dialetti e italiano

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14 Commenti

  1. n on credo che con una sola lingua globale si sarebbe più pacifici ma solo più comprensivi.
    pensa che tra me e Lucca ci sono 34km e la differenza tra la parola
    Babbo da noi e papa da loro
    Papa da noi è uguale cornuto
    Noi siamo una enclave Montagna Pistoiese dove parliamo un perfetto italiano e siamo motivo di studio con ricercatori persino alla Danimarca che ci fanno parlare e registrano il tutto

    1. …non mi stupisce! Del resto la Toscana è la patria della nostra lingua, dato che ha avuto come luogo di nascita la città di Firenze! 😉
      Buona giornata, a presto.

  2. “Potersi riconoscere in qualcosa che gli appartiene”, proprio così è! Ecco… avevo già lasciato un commento a questo articolo, ma purtroppo pare andato perso.
    Ti ringraziavo per le riflessioni che mi ha spinto a fare e che riproverò a riacriverle qui.
    Personalmente, a me non dispiace che esista una lingua, l’inglese, utile per viaggiare per il mondo, tra l’altro è anche vero che la scuola in Italia non mi pare tanto ferrata a insegnarti la materia; la mia prof entrava in classe per leggersi un libro e ci lasciava così… e se da un lato ci facilitava con altre materie da studiare, oggi ci si ritrova danneggiati da quella sua mancanza. Infatti vanno molto di moda i corsi per imparare le lingue, ma per quelli buoni bisogna pagare e non tutti hanno le stesse possibilità.
    Tornando al dialetto, io sono affezionatissima al mio! Ma la ritengo anche come una cosa molto “intima”, tant’è che lo parlo solo con coloro con cui ho una certa confidenza; c’è da dire che in dialetto ci sono frasi che tradotte in italiano non rendono poi più, per questo sarebve carino che lo parlassero tutti! Ma poi, se vogliamo, abbiamo introdotto una seconda lingua per far sì che ci capissimo tutti… ma non è forse vero che, anche parlando una stessa lingua, a volte delle incomprensioni nascondo comunque? Questo perché alla fine la lingua è solo un “mezzo”, ma bisogna anche saperlo utilizzare, magari con il cuore! Direi che allora entrano in gioco tanti altri fattori.

    1. Credo che tu abbia saputo esprimere perfettamente quello che ognuno di noi sente. Il dialetto è qualcosa di “intimo” , che ci lega alle persone che ci conoscono meglio e che, magari ci hanno visto crescere. allo stesso tempo però, oggi sentiamo la necessità di aprirci al mondo, alle altre culture, a chi è tanto diverso da noi da parlare una lingua diversa… e per questo abbiamo bisogno di una lingua “di mezzo”, parlata e conosciuta da tutti. Alla fine, comunque, hai ragione nel dire che quello che conta è utilizzare la comunicazione per mezzo del cuore. I bambini sanno farlo benissimo, tanto che, anche se parlano lingue diverse, alla fine riescono a trovare sempre il modo di capirsi e giocare insieme!
      Ciao, buona serata e grazie per aver riscritto il tuo commento.

  3. Quello dei bambini è un esempio perfetto 😀 non ci avevo pensato!
    Buona serata anche a te Mr. Loto 🌸
    Mi faceva piacere riportare quello che sentivo di dire, curiosa anche della tua risposta.

    1. Mi spiace, non so nemmeno io cosa possa essere accaduto. Adesso faccio un controllo approfondito di tutto il sito per capire cosa c’è che non va.
      Comunque, dato che questo tuo ultimo commento è arrivato regolarmente, forse era un problema passeggero! 🙂
      Ciao, a presto.

      1. Sì penso fosse un problema passeggero. Dicevo solo che ho sempre pensato molto anche io sui dialetti e sulle varie lingue. Sul “limite” di poter comunicare e sulla difficoltà di capirsi fra persone di stati diversi. Se ci pensi anche in Italia abbiamo dialetti diversi regione per regione. Qui da me in Trentino ci sono dialetto in Val di Non, dialetto in Val di Fiemme e sono diversi da quello che si parla a Trento. Ho sempre trovato la cosa strana e per certi versi un limite ma se ci si vuol far capire ci si riesce comunque. Sereno fine settimana

        1. Pensa che in Italia abbiamo anche una lingua nella lingua. Sapevi che il sardo è classificata come lingua? È considerata autonoma dai sistemi dialettali italiani, francesi e spagnoli e quindi classificata come idioma a sé stante.
          Ciao, buon fine settimana!

  4. Meglio difendere le proprie radici o adottare una sola lingua?

    Beh “adottare” non sarà mai la radice …ma può essere un modo intelligente per avvicinarsi al cuore degli altri se gli altri non riescono ad avvicinarsi al nostro!
    In fondo quale migliore linguaggio universale esiste per comunicare se non quello dell’Amore!

    Saluti…

    1. Assolutamente vero! Capire le parole è importante per una buona comunicazione ma è agli intenti che dobbiamo guardare… con il cuore! 😉
      Ciao, ti auguro un lieto fine settimana.

  5. Da che mondo e mondo i dialetti esistono, ma vedo che le nuove generazioni non lo parlano. A scuola viene insegnato l’inglese e credo che il futuro sarà la lingua adottata per il linguaggio globale

    1. Anche io penso che si stia andando verso questa direzione. Tra l’altro l’inglese sta letteralmente fagocitando l’italiano, anno dopo anno. Non c’è un solo italiano che non usi vocaboli inglesi nel suo linguaggio quotidiano, anche quando i termini in italiano non mancano per definire ciò di cui si sta parlando. Sarà quel che sarà!
      Passa un lieto fine settimana o un buon week-end come dicono tutti! 🙂

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