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Quello che Dice la Gente

È davvero così importante tenerne conto?

Quello che Dice la Gente

Quello che dice la gente ha spesso una grande influenza sulla nostra psiche e sul nostro comportamento. Non solo ci preoccupiamo sempre di piacere agli altri ma cerchiamo anche di compiacerli, adeguandoci agli schemi di comportamento più socialmente accettati.

Quello che dice la gente

Molte persone, soprattutto tra i giovani, sono purtroppo un po’ succubi di quello che dice la gente. Una brutta figura, un capo d’abbigliamento sbagliato, un corpo diverso dai canoni estetici o una qualsiasi debolezza diventano un dramma perché espongono ai commenti altrui. Nell’era di Internet poi, queste cose rischiano di ripetersi all’infinito, in video che restano on-line praticamente per sempre.

Quello che dice la gente o potrebbe dire su ciò che siamo o abbiamo fatto è diventato così rilevante che, in alcuni tragici casi, ha portato perfino al suicidio. Il bullismo e il cyberbullismo si alimentano proprio della paura che nutriamo nei confronti dei giudizi negativi degli altri.

È quella stessa paura a portarci perfino a modificare il nostro comportamento, e non sempre in modo positivo. Diventiamo così a tutti gli effetti schiavi di ciò che gli altri giudicano appropriato per noi, perdendo noi stessi e la nostra originalità.

Basta pensare, ad esempio, alla moda. Facendo leva sulle nostre insicurezze, ci spinge a comprare prodotti di cui non avremmo bisogno solo per essere all’altezza del giudizio altrui.

Preoccuparsi di quello che dice la gente porta anche ad adeguarsi ad un sistema che spesso non ci appartiene. Cosa ancora peggiore, ci spinge a compiere delle azioni che non rispecchiano il nostro pensiero né il nostro carattere. Alla fine ci porterà a sentirci inadeguati e mai all’altezza, e lo sai perché? Perché, a ben pensarci, è impossibile piacere a tutti.

Una Storia di Charlie Chaplin su Quello che Dice la Gente

C’è una bella storia di Charlie Chaplin che spiega molto bene questo concetto.

“Una coppia di contadini con il loro figliolo dovevano affrontare un lungo viaggio e l’unico mezzo di trasporto a loro disposizione era un asinello.

Il ragazzino era sull’asinello e i genitori camminavano a piedi quando incontrarono delle giovani donne: «Che ragazzino maleducato, poveri genitori» dissero.

Nel successivo tratto di strada salì sull’asino il padre e raggiunsero degli uomini anziani.  Vedendo la famigliola, gli anziani commentarono: «Che razza di uomo! Lui si riposa e lascia che la moglie e il figlio tirino l’asino e vadano a piedi.»

Arrivati al primo paese, fu il turno della moglie di salire sull’asino. La gente del luogo mormorava: «Che pessima moglie! Il marito lavora tutto il giorno e lei fa andare a piedi lui e perfino il bambino!»

Per evitare altri pessimi giudizi, i tre decisero di salire tutti sull’asino. Ecco che chi li incontrava si sdegnava per il povero asinello, costretto a portare un peso enorme sulla schiena. La famiglia arrivò a destinazione a piedi. Le persone li guardavano e sussurravano: «Che idioti, hanno un asino e vanno tutti e tre a piedi!»”.

Questa storia fa riflettere.

Quello che dice la gente preme sulle nostre insicurezze e ci rende deboli e manipolabili.

In realtà ognuno di noi, se resta fedele a sé stesso e ai propri principi, è “giusto” così com’è. Nessuno dovrebbe avere alcun timore del giudizio degli altri né preoccuparsi troppo di quello che dice la gente. Chi vuole criticarti troverà sempre un motivo per farlo, chi invece è abituato a non giudicare non lo farà neppure davanti a ciò che tu ritieni imbarazzante o sbagliato.

Siamo tutti meravigliosamente diversi e, proprio per questo, molto importanti per la varietà della vita e del mondo.

Lettura consigliata: Che t’importa di ciò che dice la gente? di Richard P. Feynman e Ralph Leighton

Che t'importa di ciò che dice la gente?

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18 Commenti

  1. Ciao, se si dai retta alla gente non sarai mai libero del tuo pensiero, del tuo modo di essere , di agire io resto così come sono fiera del mio carattere e delle mie idee.
    La gente come dice la storia di chaplin ( che già conoscevo) avrà sempre qualcosa da ridire.
    Buona settimana
    Rakel

    1. Esattamente. Magari si può riflettere su ciò che ci viene detto se questo può servire a migliorarci, per tutto il resto meglio far finta di essere sordi! 😉
      Ciao, grazie per essere passata, buona settimana.

  2. R.A.Heinlein per mezzo di uno dei suoi personaggi (personalmente il mio preferito) disse: “moltissime nevrosi possono essere fatte risalire allo sguazzare nei guai di miliardi di sconosciuti”. Parafrasando, o quasi, potrei dire che moltissime nevrosi derivano dall’ascoltare i pareri di chi ci circonda. Mi sono emancipato da questa situazione quando ho iniziato a capire che il mio parere su me stesso è sicuramente più importante di quello di chiunque altro….punto.
    Non è stato un cammino facile ma alla fine paga, e lo fa piuttosto bene.
    Scusa la lungaggine, buona giornata!
    PS: conoscevo la storia, ma non sapevo fosse di Chaplin.

    1. È vero, non è un percorso facile perché, fin da piccoli, siamo educati a piacere a tutti. Le critiche possono essere un motivo per crescere e migliorare oppure una strada spianata per l’insicurezza e il perenne fallimento. Sta a noi distinguere e scegliere come reagire.
      Grazie, buona giornata anche a te!

  3. Ammetto di ascoltare molto quello che dice la gente di me, tanto da starci molto male in alcuni momenti. Ció si lega al normale desiderio di essere accettato e anche un po “amato”.

    Ma gia accettato sarebbe qualcosa 🙂

    È difficile proprio fregarsene di quello che dicono gli altri di te, almeno per me. Questo è un punto su cui devo lavorare molto.

    1. A me è bastato pensare che quello che dice la gente parla più di loro che di me. Chi ha l’abitudine di criticare lo farà sempre, a prescindere da chi sei e da cosa fai. Mentre chi non ha l’abitudine di farlo non ti giudicherà, e se lo farà, magari, potrà esserti d’aiuto per migliorare.
      Puoi correggerti, se lo vuoi davvero. Non hai bisogno dell’approvazione di nessuno né per essere accettato né, tanto meno, per essere amato. Anzi! Più si cerca di omologarsi e minori sono le possibilità di trovare qualcuno che ci apprezza e ci ama per ciò che siamo davvero.
      Buona serata.

  4. Centratissima la storia di Charlie Chaplin su ciò che dice la gente .Proprio ieri facevo questa osservazione con un amico ,sembra che siamo costantemente infelici,quotidianamente si parla e si straparla e quanto è difficile lavorare su se stessi prima di esporre le proprie idee.

    Poi oggi disabituati alle riflessioni e vivendo nell’era della velocità e delle amplificazioni da palco social , diventa tutto fuori controllo.

    Se ci soffro ?Tanto ma non tanto su ciò che dice la gente,quanto per una brutta forma di autodistruzione.Credo che i social e la rete in generale non vengano ben usati , soprattutto da chi dice che ne fa buon uso e sei non sei d’accordo si parte sempre con quel qualcosa da descriminare, che poi magari finisce sempre verso qualcuno .

    Io penso che un limite di riservatezza è doverosa anche per rispetto alle persone che amiamo,oltre che a noi stessi .Sto un po’ confondendo se il post che postiamo sia piatto che mangeremo o se ci mettiamo direttamente noi in pasto per dare modo alla gente di s/parlare.Non vedo responsabilità soprattutto verso noi stessi e percepisco un gran vuoto esistenziale perché si cerca di occupare nei modi più distanti il concetto di amore.Concetto per cui ogni incontro con la “gente” può essere un incontro
    anche con se stesso costruttivo e non distruttivo .La mia solita utopia…oppure mi dirai che tutto è nostra scelta e responsabilità certamente ,nella gente volente o nolente ci siamo anche noi,poi si può stare anche con la propria autenticità spesso invisibile agli altri ,che non vuol dire omologarsi ma rispettare la propria essenza ,la propria natura.

    Buona serata

    1. È innegabile, la rete non viene usata bene, almeno dalla maggioranza delle persone. Quello che postiamo è sicuramente una parte di noi ma più che darlo in pasto alla gente stiamo cercando un dialogo. La gente che poi ci commenterà e che quindi instaurerà un rapporto con noi dipende molto da cosa postiamo. Chi pubblica foto in costume da bagno sarà commentato da persone interessate a quel target e sarà criticato in merito al suo aspetto. Chi scrive di neuroscienze avrà sicuramente un altro genere di commentatori e un altro genere di critiche. In tutti i casi, però, effettivamente quando non la si pensa allo stesso modo spesso si trascende fino all’insulto e perfino alla discriminazione. Alla gente non piace avere qualcuno che lo costringa a riflettere su ciò che pubblica. Inoltre è molto meno faticoso mandare a quel paese qualcuno piuttosto che aprire un confronto. I tempi sono quello che sono, molto fumo e poco arrosto. Bisogna sempre tenere a mente che ci sono ancora molte persone a cui piace approfondire e capire, che sono pronte a confrontarsi senza alcun pregiudizio. Bisogna semplicemente avere il coraggio di andare avanti per la propria strada.
      A presto.

  5. Grazie come sempre mister loto,il tuo commento è riuscito a focalizzare le mie riflessioni e danno anche un bel senso di speranza nel finale,in cui sai che ci credo.Ma anche alla fine del tuo post è racchiuso un messaggio simile e importante.Ecco forse viviamo in una società fatta da gente che ci induce ad essere un po’ “selettivi” o forse in fondo lo siamo sempre stati anche in modo inconsio,dal momento in cui si parla di amici veri ,di persone affini a noi
    .Ma tu mi hai pure insegnato qualcosa d’importante ,qualcosa che prende sempre forma e spazia in un concetto di “bellezza” .Io tutto sommato penso esista in tutto e anche in quelle persone così tanto distanti da noi.Diciamo che è difficile mettersi umanamente nello “spirito” di Leopardi …essendo affascinato lui stesso dalla bellezza del creato e da questa profonda ricerca interiore che lo porta a capire e a lasciare anche a noi quel “messaggio” di possibile esistenza nel coltivare buoni sentimenti per poter riuscire a scorgere quel fiore nel deserto!

    Riesco ad affrontare tematiche pesanti ,di giudizio e pregiudizio ,fino ad un certo punto :)Poi mi rendo conto che sto dando spazio a qualcosa che toglie tempo al bello,ecco su questi punti io riesco a stare molto a lungo.E sappiamo che non parliamo del nuovo modello di auto ,di vestito destinato a consumarsi velocemente,ma a qualcosa di eterno su cui non si è mai smesso né mai si smetterà di valorizzare proprio per la sua capacità di affascinarci,e di correggerne tutte le brutture attraverso quella tecnica un po’ più datata che valorizza la parte naturale, raschiando la superficie e non aggiungendo sopra una patina di colore per valorizzarne la superficie…anche perché questa a lungo e al minimo urto tenterà a scalfirsi e a fare emergere la parte sottostante ,no?

    Mi sono allontanata dal giudizio della gente ,puoi perdonarmi?:))

    Buona giornata

    1. La bellezza di quel fiore interiore esiste potenzialmente in tutti perché in ognuno di noi ne è piantato il seme. Il punto è: quanto lo innaffiamo? Gli abbiamo preparato il terreno giusto per fiorire? Purtroppo, a volte, scopri che quel seme non riesce a crescere o che ha dato vita a una piantina piccola e fragile, senza fiori né frutti, che rischia ogni giorno di essere spazzata via dal vento del vuoto interiore.
      Quello che possiamo fare, per noi e per gli altri, è cercare sempre di proteggere e curare quella pianta per permetterle di fiorire.
      Buona giornata.

      1. Come sempre ,sono affascinata dalle tue belle risposte.
        Mi dispiace uscire un po’ fuori post oggi,e me ne scuso ,ma cercherò di fare combaciare le mie riflessioni a questo stesso post ,sperando di riuscirci .

        Avevo messo da parte dei bulbi lo scorso anno ,dimenticando la procedura della dimora,nel terreno e innaffiando seppur di rado .Sa cosa è successo ? Passando un giorno da quell’angolo ho notato queste strane fioriture ,nessuno le aveva innaffiate, né luce ,ne terreno solo la “forza”della loro natura aveva svolto ugualmente una bella funzione.Ho pensato che questo fenomeno potrebbe avvenire in tutte le persone ,senza luce ,senza sostegno e nutrimento dal terreno,senza acqua,anche nell’abbandono possono rifiorire se si affidano alla natura.Voglio dire che esistono modalità di vita che non conosciamo ,molto più grandi di noi e che portano anche ad un senso orientato alla felicità.

        Questo discorso rientra nell’influenza che possano avere gli altri sulla nostra pianta.Quegli altri sono :La Gente!

        “Ammetto di ascoltare molto quello che dice la gente di me, tanto da starci molto male in alcuni momenti. ”

        Perché il suono di queste parole mi suona sempre familiare?Quale scienza,quale spiegazione esiste ,quale strategia tecnologica sta dietro al saper Riconoscere una persona se non la forza dell’Amore?!Chiamiamola ,natura,dio , spiritualità ,ma siamo in un campo dove anche i bulbi fanno la differenza o no?

        1. Assolutamente sì. Se riflettiamo davvero su queste tematiche ci accorgeremo che non basta una vita per capire tutti i meccanismi che girano intorno alla nostra esistenza… e pensa che in molti credono che la propria vita non abbia alcun senso!
          Ciao.

  6. Nel mio commento precedente non avevo commentato la storia riportata, giá la conoscevo ed è molto significativa: fai come ti senti di fare, tanto gli altri avranno sempre da ridire. Molto bella questa storiella.

    Mi piace poi il discorso dei bulbi fatto da Lara, che la vita è piu grande anche di tante cose e riesce sempre a nutrire le sue creature nei modi piu strani ma senza fargli mancare niente. Questo discorso è molto bello, come se esistesse una mano invisibile che ci aiuta sempre e ci sostiene e come dici tu, ci nutre in modi e maniere invisibili agli altri.

    Alcune persone, come Maradona, hanno il dono che dove passano toccano cuori e questo è piu forte di tutto il resto, rimane per sempre. L’amore dato supera anche situazioni negative o scelte sbagliate, perchè l’amore e la passione sono piu forte di tutto e per questo Maradona è cosi amato: tra l’altro, è sempre stato se stesso, nel bene e nel male, sempre fregandosene di quello che pensavano gli altei, di tanto in tanto riconoscendo di aver fatto qualche cavolata ma ha toccato tanti cuori, fatto piangere tutti per la sua scomparsa cosi come faceva piangere per qualche suo gol incredibile… Sicuramente è un esempio di chisa “fregarsene di quello che pensa la gente” ma non da strafottente, semplicemente seguendo il proprio cuore.

    1. Maradona è stata una persona molto criticata perché molte sue colpe erano evidenti, per sua stessa scelta. Sicuramente ci sono persone al mondo che hanno fatto cose molto peggiori ma nessuno lo sa e, magari, queste sono considerate senza macchia.
      Il punto è che nessuno può sapere cosa Maradona o altre persone hanno avuto nel cuore e quale fosse il loro ruolo nel mondo. Nessuno sa cosa hanno dovuto provare, come si sono sentiti, quanto hanno amato, quanto hanno sofferto, cosa hanno rimpianto e di cosa si sono pentiti.
      Dovremmo tutti imparare a parlare degli altri un po’ meno e a guardare più noi stessi.
      Buon fine settimana.

      1. Si, forse non era chiaro che stavo parlando bene di Maradona 🙂 che ha toccato tanti cuori e regalato emozioni!

        Ritengo che egli abbia amato molto e questo suo amare e donarsi facendo alla grande quello che sapeva fare, il suo schierarsi sempre per il popolo e con il popolo … sia una cosa grandissima. Il suo vivere di cuore… è amato perchè ha amato molto. A chi tanto ama, tanto si perdona. A chi tanto dá, tanto si perdona. Ció che ha dato di bello, di cuore, ha superato anche gli aspetti oiu difficili della sua vita. Intendevo questo.

        Buon week end

        1. Sì, l’avevo capito, ma volevo sottolineare il fatto che nessuno può giudicare un’altra persona perché nessuno può sapere davvero cos’ha dentro…

  7. Come hai detto i premessa, sono i giovani ad essere maggiormente succubi di ‘ciò che dice la gente’. Credo dipenda dal fatto che la loro personalità è ancora immatura, e le certezze siano ancora ‘in costruzione’. Sta a noi genitori rassicurarli sul fatto che non c’è niente di sbagliato in loro, e anche chi ostenta sicurezza e forza non è detto spesso lo è solo in facciata. Certo una buona cerchia di amici aiuta. Per gli adulti invece credo sia una questione di fragilità mai risolta, il bisogno di consenso, il voler piacere per paura della solitudine. Poi si arriva al punto dove sono arrivata io con l’età: il ‘chissenefrega’. Ma la strada e lunga e lastricata di sassi. Buona festa

    1. Sì, anche io penso che dipenda molto dall’età e devo dire che mi rattrista vedere adulti preoccuparsi tanto di quello che dice la gente, è sicuramente una forma di immaturità o, come hai scritto tu, di fragilità irrisolta.
      Ciao, buona festa anche a te!

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