Società

Vivere nella Mediocrità

La società mette a tacere le nostre infinite possibilità

La maggior parte della gente, e perfino dei giovani, oggi sceglie di vivere nella mediocrità. Nonostante nessuno di noi sia progettato per questo, il mondo attuale non è altro che un inno all’ordinarietà.

Vivere nella mediocrità

È sufficiente osservare, nella nostra vita quotidiana, le persone che ci circondano ma anche noi stessi: tutto è sempre nella media. E se abbiamo sempre avuto la convinzione che la mediocrità sia la norma mentre l’eccellenza una rarità, è assolutamente necessario che iniziamo a cambiare idea.

Vivere nella mediocrità non è nel nostro DNA biologico né, tanto meno, nella nostra matrice spirituale, siamo fatti per l’eccellenza!

Pensi che non sia così? Pensa al tuo corpo. Si auto ripara e può essere sottoposto a condizioni incredibilmente estreme, può flettersi, contorcersi, svilupparsi e migliorarsi. Siamo noi a scegliere come nutrirlo e rafforzarlo, decidiamo noi fino a che punto lo vogliamo spingere.

Lo stesso discorso vale per Il nostro spirito, che è capace di elevarsi a Dio o qualunque altra massima perfezione spirituale riusciamo a pensare. Siamo in grado di concepire grandi ideali, di darci la capacità di superare qualunque ostacolo … non è forse eccellenza questa? Siamo noi che lo facciamo tacere per vivere nella mediocrità senza troppi fastidi.

Ma se siamo predisposti alla grandezza, perché ci accontentiamo? Il problema di fondo è che il mondo premia sempre l’ordinarietà, la norma, ciò che rende tutti uguali.

Il Mondo ci Spinge a Vivere nella Mediocrità

Se ti sembra improbabile, cerca di mettere da parte per un attimo i preconcetti che ci hanno sempre insegnato. Molti di quelli che vengono considerati dai più grandi artisti, scienziati o personalità non avevano doti così eccezionali. La maggior parte di loro sono stati solo un po’ più agevolati dai casi della vita.

Purtroppo, le persone che non vogliono rassegnarsi a vivere nella mediocrità e coltivano davvero l’eccellenza, vengono spesso malviste da tutti gli altri. Chi sovrasta in capacità e intelligenza la massa nei campi di loro competenza o semplicemente come persone, viene sempre ostacolato dalla società.

Viene criticato aspramente dalla gente assuefatta all’ordinarietà. Molto più spesso di quanto si pensi, chi cerca di elevarsi viene odiato, perfino ucciso o costretto ad uniformarsi al modello “nella media”.

Non ci viene mai concesso di sviluppare un pensiero diverso da quello più comune. Addirittura oggi le proprie potenzialità fanno paura, soprattutto ai giovani. Aspirare ad essere migliori ci fa sentire “diversi “e può anche portare ad essere isolati dal mondo in cui viviamo.

Ma noi non siamo progettati per vivere nella mediocrità! Pensa, agisci, prega, vivi tendendo all’eccellenza, non accontentarti di essere solo l’ombra di chi potresti essere. Non lasciare che l’ordinarietà intorno a te spenga l’eccellenza che c’è dentro di te, la grandezza per la quale sei progettato.

Abbiamo bisogno di smettere di vivere nella mediocrità per riscoprire, senza paura, le enormi possibilità che ognuno di noi ha dentro di sé. Stanno soltanto aspettano di essere coltivate con dedizione e cura.

Lettura consigliata: Programmati per perdere di Lorenzo Paoli

Programmati per perdere: Contro la grammatica della mediocrità

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15 Commenti

  1. Si un po è vero, il mondo spinge verso la mediocritá perche anche una corsa sfrenata e una gara a chi è il migliore (in tutte le discipline), deve essere mediata e contrappesata anche da un’attenzione particolare agli ultimi.

    Credo che molta colpa di cio, sia dovuta al sistema capitalistico imperante: siamo tutti schiavi dei soldi e solo pochi fortunati non lo sono riuscendo ad ottenerne facendo cio che amano, ed essendo fortunati di amare un’attivitá che puó procurargli uno stipendio.

    Oggi la “paura” dilaga forse come non mai. Siamo di fronte ad una disumanizzazione della societá complessa e anche un po velata – non visibile a tutti – ma tremenda e a cui nessuno puó sottrarsi.

    Possiamo peró sottrarci con la nostra testa e provare a tenerla fuori da questa cappa oscura, di cui fa parte anche “il pensiero unico” e la “mediocritá” senza possibilitá di scegliere come vivere le proprie giornate ed il tempo che, di per se, sarebbe un dono.

    1. Sono d’accordo, l’unico modo per opporci a questo sistema è occuparci di migliorare noi stessi. Ma migliorarci non come ci hanno abituato a pensare, cercando di diventare più magri, più belli, più ricchi o più famosi. Dovremmo cercare un miglioramento su tutt’altro piano. Correggere il nostro carattere fino a diventare la migliore versione possibile di noi stessi, mettere amore in ciò che facciamo e cercare di essere i migliori in questo, sforzarci di essere felici e, di conseguenza, illuminare il mondo con le nostre capacità e la nostra gioia, ecco cosa dovremmo cercare tutti di fare!
      Ti saluto con un passo illuminante di un discorso di Martin Luther King tenutosi nella New Covenant Baptist Church nell’aprile del 1967:
      Se vi toccasse di fare gli spazzini, dovreste andare e spazzare le strade nello stesso modo in cui Michelangelo dipingeva le sue figure; dovreste spazzare le strade come Handel e Beethoven componevano la loro musica. Dovreste spazzarle nello stesso modo in cui Shakespeare scriveva le sue poesie. Dovreste insomma spazzarle talmente bene da far fermare tutti gli abitanti del cielo e della terra per dire: “Qui ha vissuto un grande spazzino che ha svolto bene il suo compito.”

      1. Credo che ogni miglioramento abbia senso. Anche quelli estetici, che poi non sono solo estetici. Se si è messo su 20 kg in più, è perchè si è diventati “pigri” e spesso la prigrizia fisica porta a quella mentale, e vice versa. Perdere 20kg per qualcuno può voler dire lasciare sulla strada tutto il di più che ci si è attaccato addosso, e che non dovevamo trattenere, perchè non ci serviva. Tutto dipende dal significato che diamo alle cose, quale significato ha per noi le cose che facciamo. Per questo sono daccordo con te che uno spazzino, ha il suo piccolo grande compito nel mondo.

  2. -Lo stesso discorso vale per Il nostro spirito, che è capace di elevarsi a Dio o qualunque altra massima perfezione spirituale riusciamo a pensare.

    Ma questo per molti è uno stato di alienazione?… o è la realtà stessa alienata?

    .Siamo in grado di concepire grandi ideali, di darci la capacità di superare qualunque ostacolo … non è forse eccellenza questa?

    Si… lo è ,ma solo nel momento in cui si arriva sulla strada della consapevolezza dell’Amore.

    -Siamo noi che lo facciamo tacere per vivere nella mediocrità senza troppi fastidi.

    Sento che in quel tacere esista la paura di amare o di non riuscire a meritare l’amore.

  3. Sono d’accordo: le pressioni sociali e anche familiari spesso ci spingono verso il basso, per vari motivi. Bisognerebbe comunque, per quanto possibile, cercare di diventare la migliore versione di se stessi, senza accontentarsi. Io dico spesso che occorre cercare di volare alto, nel senso di sviluppare appieno tutte le proprie potenzialità.

    1. Proprio così, invece ci ritroviamo spesso a scoraggiare perfino i giovani… !
      C’è sicuramente bisogno di un cambiamento culturale, serve maggiore fiducia nel futuro e nelle proprie capacità.
      Ciao, ti auguro una buona serata.

  4. Ci sono persone che spiccano e persone che per quanto ci provino non spiccano e non spiccheranno mai. Penso a me, faccio mille cose e male tutte quante o “alla meno peggio”. Non sono destinata forse a superare la mediocrità. E’ un pensiero che mi “perseguita” da anni. Tanti anni, veramente. Cucinare sì me la cavo ma non spiccherò mai per le mie doti in cucina. Suonare la chitarra? Ok ci sto provando ma non sarò mai Eric Clapton. Ho provato a ricamare, ci riesco ma non sarò mai brava ad esempio come mia cognata. Me la cavo anche a cucire ma … sempre “alla meno peggio”. Correre uguale, sono lenta e i miei amici hanno risultati mentre io arrivo sempre ultima. Chissà se troverò mai quella cosa in cui riesco a spiccare anche io. Serena giornata

    1. Ma sai Ely, il concetto di uscire dalla mediocrità non significa per forza essere la migliore in assoluto e nemmeno la migliore tra le persone che conosci; significa fare sempre le cose nel migliore modo che possiamo farle! E poi, bisogna sempre ricordare che ci sarà sempre qualcuno al mondo più bravo di noi e qualcuno meno bravo di noi. 😉
      Ciao, buona serata.

      1. Quello hai ragione 🙂 però mi piacerebbe una volta sentirmi dire che sono stata “la migliore”. Va beh … 😉 mi va bene anche così. Un saluto

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