Psicologia

Adeguarsi al Cambiamento

Dobbiamo stare al passo dei tempi che cambiano

Adeguarsi al Cambiamento

I tempi cambiano e molte persone non riescono ad adeguarsi al cambiamento, sono psicologicamente impreparate. Nell’ultimo ventennio le nostre società si sono trasformante più velocemente che mai e, grazie alle nove tecnologie, sono in continua evoluzione. Queste variazioni sono così importanti e profonde che inevitabilmente travolgono la nostra vita e adeguarsi al cambiamento non è sempre facile.

Adeguarsi al cambiamento

Per secoli gli esseri umani si sono tramandati le informazioni più importanti per la sopravvivenza. In passato si imparava tutto dall’esempio dei più anziani. Ogni lavoro era stato svolto ugualmente milioni di volte, ogni gesto ripetuto invariato per ottenere lo stesso certo risultato. In questo modo non si metteva mai in dubbio il proprio operato perché i genitori, e prima di loro i nonni, avevano sempre fatto così.

Molte vecchie tecniche di lavoro sono state soppiantate dalle nuove conoscenze, molti mestieri si stanno estinguendo per lasciare spazio ad altri che prima non esistevano. Eppure ancora oggi è molto diffusa l’usanza di tramandare il proprio lavoro ai figli. Per quanto possa sembrare romanticamente giusto, questa oggi un’abitudine controproducente. Molti giovani si vedono incitati a continuare una professione per questioni familiari anche quando sono giustamente proiettati verso i lavori del futuro. Spesso sacrificano le loro naturali inclinazioni per non deludere dei genitori che non sanno adeguarsi al cambiamento dei tempi.

Lo stesso accade per molte abitudini in generale. Quante volte facciamo qualcosa nel modo in cui ci è stato insegnato senza rifletterci sopra, senza valutare un altro metodo, un nuovo procedimento?

Ci teniamo strette le nostre abitudini per pigrizia o per la paura di sbagliare. Così le nostre potenzialità, il nostro ingegno e la nostra creatività vengono rase al suolo!

L’Importanza di Adeguarsi al Cambiamento

A tal proposito avevo letto una storiella che fa riflettere e che recitava più o meno così:

“Una bambina aiutava la mamma in cucina a preparare il tacchino ripieno. Vedendo che la madre tagliava le estremità prima di infornarlo, le chiese perché lo facesse. «Me l’ha insegnato la nonna, si fa così» rispose la madre.

La bambina, incuriosita da una pratica che le pareva insensata, chiamò la nonna e le fece la stessa domanda. «Si è sempre fatto così, l’ho visto fare alla mia mamma» rispose sua nonna.

Dato che la bisnonna era ancora viva, la bambina andò a trovarla e le chiese il perché di quella ricetta. «Semplice, ai miei tempi i forni erano più piccoli di quelli di oggi e per farci entrare il tacchino ero costretta a tagliarne una parte.»”

La convinzione che “si è sempre fatto così” significhi non cambiare, ci fa perdere di continuo ben più di qualche pezzo di tacchino!

Adeguarsi al cambiamento è vitale a fronte delle grandi innovazioni che, grazie al progresso tecnologico, si stanno sviluppando in tutti i campi della nostra vita. Dovremo imparare velocemente a improvvisare di più, e perfino a inventarci nuovi lavori. La ripetizione delle solite cose e delle solite idee non basta più perché molti lavori stanno scomparendo.

Pensa a quanti giornali in meno si vendono da quando si possono consultare le notizie on-line. Oppure a come si prenotino voli e alberghi da casa senza andare nelle agenzie, e si stampino le foto dalla nostra fotocamera digitale senza fotografo. Tutto questo non deve scoraggiarci.

Se i tempi cambiano, adeguarsi al cambiamento è sempre possibile. Teniamoci attivi dando di più, informandoci e usando la testa per rimanere sempre al passo con la società in cui viviamo.

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11 Commenti

  1. moderni o obbligati a campare?
    Ci sono dei lavori che non possono essere cambiati come quelli di tanti artigiani da banco.
    Artigiani che sono stati costretti cambiare abuon 2021nche i risultati spesso lasciano a desiderare, vedi gli idraulici
    Nell’industria come sai sempre più velocità e la furia spesso…
    Bello cambiare non annoia e aumenta l’attenzione ma chi pensa alla soddisfazione di chi produce?
    Auguri

    1. I lavori frutto dell’artigianato saranno sempre importanti perché nessuna industria può fabbricare prodotti che siano belli e curati come quelli fatti a mano. L’improvvisazione è un’altra cosa e magari, con il passare del tempo, può diventare esperienza. La soddisfazione di chi produce può esserci sempre, è una questione di cuore! Del resto, caro Andrea, chi non si adegua subito prima o poi ci sarà costretto e allora sarà molto più difficile.
      A presto!

  2. Mi sono adeguata velocemente alle nuove tecnologie, ho scoperto di esserci portata ormai un ventennio fa, quando ancora esistevano le connessioni analogiche. L’ho fatto prima per divertimento, poi per lavoro. Ma dopo 20 anni constato con disappunto che persone molto più giovani ed istruite di me sono restie ad utilizzare le nuove tecnologie, anche se oramai farne a meno ti taglia fuori da parecchi settori. Anch’io avrei dovuto seguire le orme del padre, restando nell’azienda di famiglia, ma per mio carattere sono sempre stata un po’ ribelle e me ne sono andata in cerca di altro. Me la sono cavata, erano altri tempi. Oggi probabilmente sarei finita sotto un ponte o peggio. Non mi sognerei mai di obbligare un figlio a seguire una strada che non si è scelto. Buona domenica

    1. Anche io ho notato che ci sono giovani incapaci di usare le nuove tecnologie e, ancor più grave, che ci sono giovani che le usano per esclusivamente per divertirsi e non per qualcosa di produttivo o per imparare cose nuove.
      Per quanto riguarda la tua storia personale, non credo affatto che oggi saresti finita sotto a un ponte. Quando una persona sa usare le proprie risorse in modo intelligente se la cava sempre. 😉
      Buona domenica.

  3. il cambiamento è uno dei temi a me piu cari, avendo costantato sulla mia pelle che nella vita l’unica vera costante è “il cambiamento”.

    Cambia il modo di fare le cose, non sempre il contenuto che rimane la vera cosa importante, a parte il mezzo.

    Per anni la frase “si è sempre fatto cosí” è stata combattuta da molti, compreso me, e lo trovavo sacrosanto. Ritengo peró che in questo momento storico, probabilmente sta tornando di moda positivamente la frase “si è sempre fatto cosi” … ovvero che sia un buon tempo per tornare a vivere come facevano magari i nostri nonni, con le glaline vicino casa in campagna, vivendo anche di quello che offre un orto e degli animalj. E non c’è niente di male in questo, che è tutto in parte lontano dalla tecnica e dalla tecnologia ma chi vive cosi, oggigiorno, ritengo sia davvero padrone del mondo e del suo destino. Tutti gli altri dipendono tantissimo dal sistema.

    Chiaro che anche vive cosi in campagna non puo esimersi completamente da tutto il resto, ed indirettamente dipendono anche loro e sfruttano i miglioramenti tecnici generali, pero non vivono in balia come altri “delle onde mosse e del cambiamento continuo ed impazzito della tecnologia”, che trovo essere uno dei mali del mondo.

    Nonostante io viva di tecnologia, non posso essere cosi contento e sereno per dove ci stia portando, forse proprio anche perche vedo le insidie che puo generare.

    Dunque in questo momento storico, concludo, credo che il cambiamento da surfare sia un ritodno alla “origini” forse un po campagnole ma genuine e sincere.

    Ti faccio un esempio: sono stato a cena da una coppia di amici. Sai cosa mi hanno servito? Pasta fatta in casa da loro, con uova delle loro galline e sugo bianco di carne. Pandoro fatto in casa… di cosa stiamo parlando? 🙂 Costoro sanno cosa significa vivere, e comprendere quale sia il cambiamento necessario oggi.

    1. Il genere di cambiamento di cui parli non è tanto un “tornare indietro” quanto piuttosto un ritorno ai valori e alla semplicità. Non è la tecnologia ad essere un male, sono gli uomini che usano male la tecnologia ad essere un problema. Perfino coltivare un terreno oggi può essere molto più facile del passato, proprio grazie alle nostre nuove risorse. Abbiamo bisogno di riscoprire quello che sappiamo fare, al di la del battere su una tastiera… ma questo possiamo farlo senza necessariamente rinunciare a tutto ciò che è stato fatto negli ultimi anni, soltanto trovando il giusto equilibrio. Credo che per noi il grosso problema sia che siamo la prima generazione che ha avuto a che fare con cambiamenti così importanti e così veloci, dobbiamo ancora prendere le misure (ed è ora di iniziare a farlo)!
      Ciao, buona domenica.

  4. Eh sì effettivamente è difficile adattarsi al cambiamento in generale. Anche io stento. Interessante la storia della bambina … effettivamente certe volte non ha senso spesso prendere per buono quello che si è sempre fatto e quella storia ne è l’esempio lampante. Serena giornata

      1. Sì si vive tanto spesso “in automatico”. E la segregazione di marzo scorso dovrebbe averci insegnato a non farlo … solo che gli automatismi spesso sono duri da togliere. Serena giornata

        1. È vero, ci sono dei percorsi mentali che è difficile cambiare se non si diventa realmente consapevoli di come si vive.
          Buona giornata anche a te!

          1. Infatti 🙂 proviamoci … a tentare si fa solo bene e magari ci si riesce anche 😉 serena giornata

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