Funghi

Cuphophyllus pratensis

Un fungo sempre più raro minacciato all'inquinamento

Funghi Commestibili

Cuphophyllus pratensis

Il Cuphophyllus pratensis è un fungo commestibile molto sensibile allo stato ecologico dell’ambiente in cui vive. Per questo motivo, a causa dell’inquinamento, in alcuni paesi è diventato un fungo molto raro da trovare e una specie a rischio di estinzione.

Cuphophyllus pratensis

Photo Credit: Amadej Trnkoczy@Flickr

Il suo nome deriva dai termini latini cupho e phyllus che significano rispettivamente ricurvo e lamelle, proprio a indicare la forma ricurva delle lamelle. Pratensis significa invece dei prati per il suo habitat tipico dei prati. È anche noto con il nome Igroforo dei prati.

Questo fungo è stato classificato in diversi modi prima di assumere il nome attuale. Nel 1796 il botanico William Withering lo chiamò Agaricus claviformis. Nel 1801 il suo nome venne cambiato in Agaricus pratensis.

Nel 1914 il micologo americano William Alphonso Murrill trasferì il fungo al genere Hygrocybe e gli assegnò il nome scientifico Hygrocybe pratensis. È solo dal 1985 che questa specie è stata trasferita al genere Cuphophyllus dal micologo francese Marcel Bon.

Aspetto

Il cappello del Cuphophyllus pratensis può raggiungere i 10 cm di diametro. Il suo colore può variare dal giallo albicocca acceso al giallo opaco. Nei giovani esemplari la forma è globosa convessa per poi diventare più appianata col tempo.

Le lamelle sono larghe e spaziate di colore biancastro sfumato dello stesso colore del cappello.

Il gambo, che può raggiungere un’altezza di 6 cm, è cilindrico e di colore bianco negli esemplari giovani. All’inizio è duro e sodo poi, con l’invecchiamento, diventa cavo e il suo colore diventa simile a quello del cappello ma con tonalità molto più chiare.

La carne del cappello è arancione chiaro mentre altrove è biancastra. La carne del Cuphophyllus pratensis è senza odore o sapore particolari.

Habitat

Il fungo cresce tipicamente nei prati o nelle radure al limitare dei boschi di latifoglie. In Italia lo si può raccogliere da metà autunno fino all’inizio dell’inverno. Il Cuphophyllus pratensis cresce nelle zone temperate. Lo si può trovare in Europa, Australia, Nuova Zelanda, Asia, Nord Africa e in America.

Cuphophyllus pratensis

Commestibilità

È da molti considerato un ottimo fungo commestibile che si accompagna bene sia alla carne che al pesce. Non può essere consumato crudo ma va sempre cotto per circa mezz’ora, scartando la parte finale del gambo.

Poiché è un fungo molto ricco d’acqua, può essere cucinato nella sua stessa acqua. Basta mettere un po’ di sale e pepe in una padella bollente e poi aggiungere i funghi da cuocere.

Curiosità

Grazie al suo colore particolare è un fungo che difficilmente può essere confuso con altre specie. I meno esperti potrebbero confonderlo con il velenoso fungo dell’olivo, anche se quest’ultimo ha anche il gambo e le lamelle arancioni.

A lungo si è pensato che questi funghi si nutrissero delle radici morte degli alberi. Ora si pensa che ci sia una sorta di relazione reciproca tra i Cuphophyllus pratensis e i muschi.

In Germania, Polonia e Repubblica Ceca, il fungo appare nelle lista rossa dei funghi minacciati.

Cuphophyllus pratensis

Attenzione:

La classificazione dei funghi e della loro relativa commestibilità vanno affidate a micologi esperti o al personale specializzato degli enti sanitari competenti. Informazioni errate o atteggiamenti superficiali in merito potrebbero arrecare gravi danni da intossicazione o avvelenamenti anche mortali. Non consumare funghi se non si ha l’assoluta certezza della loro commestibilità. Le immagini riportate sul sito www.mr-loto.it sono puramente indicative, si tenga presente che gli stessi funghi da un anno all’altro o da un luogo ad un altro possono presentarsi sotto forme e sfumature di colori leggermente diverse.

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