Comportamento

Essere Timidi è un Problema

La timidezza ti impedisce di essere chi sei davvero

Essere Timidi è un Problema

Affermare che essere timidi è un problema può essere visto come un’accusa, ma non è così. La timidezza viene spesso confusa con la sensibilità e, anche se a volte coincidono, non sono esattamente la stessa cosa. Infatti mentre la sensibilità dà un valore aggiunto alla vita, pur magari amplificandone il dolore, la timidezza crea soltanto degli ostacoli.

Essere timidi è un problema

In poche parole, essere timidi è un problema perché condiziona la personalità di un individuo. La buona notizia è che, contrariamente ad alcuni altri tratti del carattere, la timidezza può essere modificata con la forza di volontà.

La timidezza si manifesta normalmente con esitazione, insicurezza, impaccio, sensazione di inadeguatezza, senso di pudore. Essere timidi è un problema anche quando questa sensazione nasce da qualcosa di positivo e racchiude in sé un senso di rispetto verso il prossimo portato all’eccesso.

Tutte le persone timide, infatti, si ritrovano ad avere difficoltà di socializzazione e a vivere ogni incontro con gli altri come un esame. Chi ha questo problema, a causa di un perenne senso di inadeguatezza, tende ad evitare di attirare l’attenzione su di sé o anche solo di interagire con gli altri. La paura che guida questo comportamento è semplicemente quella di essere giudicato.

Di solito la timidezza è tipica dell’età giovanile, momento della vita durante il quale la personalità non è ancora formata. In questo periodo della vita manca l’esperienza necessaria per affrontare tutte le situazioni sociali che la vita propone. Possiamo quindi considerare accettabile e certamente comprensibile sentirsi impacciati e insicuri quando ancora non si è adulti.

Quando Essere Timidi è un Problema

Essere timidi è un problema quando la timidezza si protrae oltre l’età giovanile. Durante la crescita, infatti, una persona si trova, quasi sempre per necessità, a dover affrontare situazioni che la costringono, volente o nolente, a cambiare. Io stesso da ragazzo sono stato timido fino a quando, per necessità lavorative, ho dovuto mettere da parte questo mio limite in un solo giorno.

Essere timidi è un problema serio quando si protrae nell’età adulta, proprio perché condiziona in modo negativo la nostra vita. Convincendoci che la timidezza sia parte di noi, in realtà non permettiamo alla persona che realmente siamo o vorremmo essere di venire fuori.

Il primo passo per allontanare questa forma di insicurezza dal nostro modo di essere è quello di diventare consapevoli delle proprie possibilità e capacità. Per farlo, dobbiamo trovare il coraggio di metterci in gioco, rischiare e sperimentare cose nuove. Mettiamo da parte la paura di fare brutte figure perché la gente è meno interessata a noi e ai nostri comportamenti di quanto crediamo!  È questa la parte più difficile, l’ostacolo che bisogna sforzarsi di superare per lasciare tutti i timori alle nostre spalle.

Tra l’altro, se ci pensi, essere timidi è un problema che alimenta sé stesso perché è un paradosso. Chi è timido cerca di passare inosservato per non attirare l’attenzione e il giudizio degli altri. Eppure, in un contesto sociale come il nostro, è proprio la timidezza ad attirare l’attenzione e i giudizi degli altri.

Lettura consigliata: La timidezza non esiste di Davide Fabris

La timidezza non esiste: Il manuale completo con strategie pratiche per dire addio alla timidezza

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12 Commenti

    1. Hai detto bene, occorre solo lavorarci sopra… e per farlo bisogna avere la consapevolezza che i certi limiti devono essere superati! 😉
      Un saluto.

  1. Sai che mi chiedo anche se la timidezza non fosse una qualità piú che un “problema”?

    Perchè si esclude che non sia nel nostro stesso sistema il problema, che tende a premiare l’omologazione piú che le differenze caratteriali?

    Perché dovrebbe lavorarci su la persona timida per essere simile all’altro e non l’altro decisamente piú sfacciato per evitare di mettere in ridicolo qualcuno che compensa altre qualità che magari il non timido non possiede?

    Perchè non si dovrebbe lavorare sul rispetto del prossimo come problema?

    Il problema è che vige e vince la legge del piú forte , perché é l’uomo stesso il suo bene e il suo male , colui che fa le ” leggi”, il suo stesso problema.

    Ho conosciuto persone timide e speciali sai caro loto:)

    1. Anche io conosco persone timide e speciali ed è per questo che la timidezza mi appare come un problema. La bellezza e le qualità di queste persone restano spesso chiuse dietro ad una coltre difficilissima da dissipare.
      Non si tratta di rispetto che, ovviamente, è dovuto a tutti. Non si tratta neppure di omologazione perché la timidezza non esprime chi sei ma, al contrario, ti impedisce di farlo.
      Perché, secondo me, i timidi dovrebbero lavorarci sopra? Perché, come ho spiegato nel post, la timidezza è una limitazione ma può essere superata. Chi è timido sa bene quanto questa condizione possa complicarti la vita, le relazioni e il lavoro.
      Sostengo da sempre che tutti dovrebbero lavorare ogni giorno per diventare la migliore versione possibile di sé stessi… e questo vale anche per le persone troppo spavalde. In medio stat virtus!
      Tutti possiamo diventare migliori.
      Buona serata.

  2. Ah quanto ci ho lavorato e ci lavoro ancora! E sai quanto la timidezza possa condizionare una pianista? Suonare in pubblico era sempre un supplizio… Quando ho iniziato ad insegnare, con le prime supplenze a 19 anni, venni poi a sapere che gli alunni, delle superiori, mi avevano soprannominata “La prof. timida”. Però mi avevano voluto bene e non mi avevano reso la vita difficile, erano affettuosi. Ma ho dovuto ben lavorare su me stessa per fare l’insegnante per più di 40 anni! La mia timidezza si è trasformata in pazienza.
    Da ragazza avevo letto un romanzo di G. Anguissola, “Violetta la timida” una ragazzina che, spronata da una sua insegnante, si prefiggeva di vincere tutte le sue paure cercando in sé tutto il coraggio possibile per affrontarle. Devo dire che quel libro mi era stato utile.

    1. Immagino tutte le difficoltà che hai avuto, per un musicista, un artista in generale, è ancor più dura perché gli viene richiesto per lavoro di “aprirsi” e lasciar trasparire quello che ha dentro.
      Chissà che “Violetta la timida” possa essere d’aiuto anche ad altri ragazzi! 😉
      Buon fine settimana.

  3. La timidezza è proprio una brutta cosa. Da giovane sono stata anche io timida, col tempo e la presa di coscienza di me stessa sono cambiata molto.

  4. Io ero e resto, una persona timida e insicura , però, col tempo e con le prove della vita, ho imparato a tirare fuori la grinta quando serve (per non farmi mettere sotto i piedi ) e a credere nelle mie capacità. Sono pure molto sensibile, per niente ci rimango male, per poco sorrido. Son fatta così. Saluti.

    1. Ognuno ha le proprie inclinazioni naturali verso la timidezza o la spavalderia, ciò che conta è riuscire a gestirsi al meglio, non lasciandosi condizionare la vita per via della propria natura.
      Buona giornata!

  5. Mi hai fatto pensare a mio figlio. Da adolescente ha sempre avuto problemi a legare con i suoi coetanei e spesso prediligeva la compagnia degli adulti. Finita la scuola ha dovuto vincere la sua timidezza affacciandosi all’ambito lavorativo. Ha interiorizzato le sue difficoltà soprattutto nelle situazioni nuove e nei cambiamenti causandosi problemi fisici. Adesso è un giovane uomo che si è fatto strada, apprezzato dai capi e dai collaboratori. Ha dovuto lottare ma i risultati sono arrivati, rendendomi orgogliosa di lui.

    1. È bello sentire storie di questo tipo. Superare la timidezza non è per niente facile e spesso è un percorso doloroso… ma premia sempre! 🙂
      A presto.

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