Riflessioni

L’ignoranza è Pericolosa

È peggio della cattiveria ed è l’origine di tutti mali

L’ignoranza è Pericolosa

La maggior parte delle persone della nostra epoca non si rende conto che l’ignoranza è pericolosa. In un periodo storico in cui l’abbondanza di informazioni superficiali o incomplete ci dà la falsa convinzione di sapere, è necessario fermarsi a riflettere.

L'ignoranza è pericolosa

Partiamo dall’etimologia della parola ignoranza. Il termine deriva dal latino in-gnarus e significa letteralmente “che non sa”. Il non sapere è spesso un muro invalicabile nelle persone, soprattutto se queste non sono consapevoli o non vogliono ammettere la loro non conoscenza.

Per capire che l’ignoranza è pericolosa partiamo da un esempio pratico. Ti è mai capitato di discutere di un argomento che conoscevi bene con qualcuno che, erroneamente, era convinto di saperne più di te? Se ti è successo, avrai certamente notato come i toni si alzino estremamente in fretta e si scivoli facilmente versi gli insulti. Pensare di sapere genera aggressività, conoscere davvero dona invece una certa quiete interiore.

Lo stesso vale per la cattiveria che, così come le persone veramente malvagie, certamente esiste a prescindere dall’ignoranza. Non tutte le persone malvagie e le azioni cattive, però, hanno come causa una reale scelta. L’ignoranza è pericolosa perché, molto più spesso di quanto si creda, può generare cattiveria.

Non sapere ci spinge verso azioni inconsapevoli e quindi rischiose, ci rende superbi e di conseguenza senza alcuna possibilità di miglioramento. Senza conoscenza diventiamo incapaci di fare le scelte giuste per la nostra vita ma anche nei confronti di chi ci circonda. Senza contare che l’ignoranza è la madre di molte paure.

L’Ignoranza è Pericolosa a Livello Sociale

Purtroppo chi non sa o, peggio, pensa di sapere ma si sbaglia, diventa insensibile di fronte ai mali del mondo perché non li interpreta correttamente. Questo fa sì che il male si diffonda indisturbato perché si pensa addirittura che sia un bene.

L’ignoranza è pericolosa perché gli approfittatori e i detentori del potere economico e politico conoscono questo meccanismo molto bene. Loro amano e alimentano la disinformazione delle masse perché in questo modo è più facile manipolarle e spingerle verso le loro truffe.

I media hanno cercato per anni di alimentare la confusione generale, soprattutto nella nostra Italia. Un popolo che non conosce come stanno le cose non alza la testa, spende di più e si fida ciecamente di ciò che gli propini.

Abbiamo lasciato che questo buio si insinuasse dentro di noi, perdendo interessi intellettuali ma anche entusiasmo e voglia di conoscere. Ed è proprio da qui che partono i principali problemi della società e dell’individuo.

La bella notizia è che tutto può cambiare, anche se siamo stanchi e abbiamo già perduto la curiosità e l’entusiasmo per quello che ci circonda. Possiamo scegliere di informarci, di conoscere, di viaggiare, di fare qualcosa che non ci porta soldi ma ci arricchisce lo spirito. Possiamo iniziare a coltivare la cultura, l’arte e la bellezza in generale anche se non l’abbiamo mai fatto prima. Da una sola piccola fiammella di conoscenza (vera) può propagarsi un piccolo fuoco e poi un grande incendio che arriva anche agli altri.

L’ignoranza è pericolosa perché si può anche morirne, prendiamo dei provvedimenti!

Lettura consigliata: Sotto il segno dell’ignoranza di Paolo Iacci

Sotto il segno dell'ignoranza

Tasto Amazon

 

Articoli correlati

23 Commenti

  1. Il brutto è che troppo spesso non si può “scegliere” di informarsi. La scuola non è garantita a tutti. La vita costringe a crescere in ambienti disadattati e senza possibilità di ricevere quell’educazione e quella cultura indispensabili. Poi c’è chi sceglie di farsi manipolare, per pigrizia e per sport. E in un battibaleno diventa no vax. Brutti tempi.

    1. Dissento. La cultura e l’informazione sono una scelta, oggi più che in passato. Certo, ci persone più fortunate e altre meno, che magari non hanno avuto la possibilità di studiare o di avere un’educazione ma, da adulti, tutti possiamo scegliere. Quanto tempo viene buttato sui telefonini per giocare o spiare le vite degli altri e quanto per studiare e verificare le fonti di certe notizie? Nella maggior parte dei casi è la pigrizia mentale che ci frega.
      Un saluto.

      1. Hai ragione, ma ho pensato d’istinto alla fetta di mondo immensa che non solo non può studiare, ma neanche mangia. Poi abbiamo società opulente come la nostra, dove la scelta di studiare e “crescere” fa parte anche dei nostri optionals. Anche se scuola e genitori, purtroppo, non vanno più in sintonia. Quando ero adolescente e portavo a casa brutti voti, partiva la punizione. Ora più facile che parta la denuncia per l’insegnate. Mancano collaborazione e unità d’intenti. Possiamo scegliere, come giustamente sottolinei, ma i condizionamenti e i cattivi esempi portano fuori strada. Risottolineo: brutti tempi.

        1. La mancanza di buoni esempi è perfino peggio dei condizionamenti. Purtroppo oggi la maggior parte degli adulti si comporta da adolescente…
          🙁

  2. Infatti non guardo i media, non mi fido di nessuno e amo pensare con la mia testa. Questo non mi rende esente da errori o non mi fa più saccente ma cerco di informarmi, di capire, di mettermi in discussione. Ci provo per lo meno … serena giornata

    1. Fai bene. Ricorda sempre, però, che per pensare correttamente con la propria testa c’è bisogno di conoscenza. È quindi assolutamente basilare informarsi da fonti attendibili e saperne abbastanza.
      Infatti, ultimamente, vedo che si sta perdendo l’umiltà di accettare e ammettere di non sapere. Quando non si sa, basta ritrovare la fiducia nelle persone che hanno fatto studi mirati per anni su argomenti che non si può pensare di conoscere leggendo un paio di articoli su internet. A volte mi vergogno per le persone che intavolano accese discussioni con esperti su argomenti che non conoscono minimamente… ed è uno spettacolo molto frequente!
      Ciao Ely, buona giornata anche a te.

      1. Sì certo solo che la TV e i media non sono proprio ascoltabili in questo momento in particolare. Leggo online … ma è difficile filtrare.

  3. “Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere”. (Umberto Eco)

    Eco poi aggiungeva che il web sarebbe un vero e proprio “dramma” perché promuoverebbe “lo scemo del villaggio a detentore della verità”. Per rimanere in questo “campo” ovvero internet, da grande fautore sin dalla sua nascita, mi sento di affermare, con profondo rammarico, che questo “mezzo” ha creato e continua a creare più danno che valore. Basti pensare che i giovani leggono sempre meno libri e gli strafalcioni grammaticali e ortografici abbondano.
    Il discorso è lungo… la responsabilità è sociale… Fatto sta che, meno si legge, meno si apprende e meno si conosce, più l’ignoranza cresce e con essa la cattiveria, e questo è uno dei mali più grandi di questa epoca.

    1. Hai ragione, il discorso è lungo. La lettura è importantissima per farsi una cultura ma “conoscere” significa anche avere una corretta percezione e interpretazione della realtà circostante e questa è un’altra cosa che, purtroppo, spesso oggi manca. Continuo però a pensare che la “colpa” non sia di internet quanto piuttosto delle persone che usano internet senza cognizione di causa. Perfino i ragazzi, se avessero a fianco una guida intelligente, saprebbero sfruttare le infinite risorse che la rete può offrire senza caderne in trappola. Quello che manca più di tutto, oggi, è il senso di responsabilità. 🙁
      C’è da dire che la nostra è un’epoca “di passaggio”, tra la prima televisione a colore e il mirabolante mondo delle connessioni senza fili. Mi auguro che le generazioni a venire trovino il giusto equilibrio anche nell’uso della tecnologia.
      Buon fine settimana.

      1. Si hai ragione, mi sono spiegato male. Il “mezzo” internet in mano a persone senza cognizione di causa crea “danno” non il mezzo stesso che invece usato “bene” può creare valore.
        Buon fine settimana

  4. È molto chiara l’ignoranza a cui fa riferimento nel post e dove va a sfociare ma esiste secondo me anche quel tipo di ignoranza più innocua ,quella delle mie precedenti generazioni ,ad esempio, che pur non avendo titoli di studio e privi di ulteriori conoscenze ,questa ignoranza non li portava alla cattiveria e alla pericolosità di oggi paradossalmente proprio tra chi dispone di più acquisizioni culturali!

    A tal proposito mi rammento sempre un passo di D’ Avenia che dice:”
    La cultura non ha nulla a che fare con il consumare oggetti culturali: ci si illude che consumando più libri, più musica, più quadri, si acquisirà più cultura. Conosco persone che consumano tantissimi oggetti culturali, però questo non le rende più umane, anzi, spesso finiscono con il sentirsi superiori agli altri.

    Cultura vuol dire stare nel campo, farlo fiorire, a costo di sudore. Significa conoscere la consistenza dei semi, i solchi della terra, i tempi e le stagioni dell’umano e occuparsene perché tutto dia frutto a tempo opportuno”.

    Non è forse questa incapacità di stare nel campo (di tutti poi) e farlo fiorire a costo di sudore ,la pericolosità della vera ignoranza ?

  5. Assolutamente sì, oggi c’è anche questo tipo di ignoranza che rende le persone “sterili” nel senso che non si è capaci di far fiorire nulla, né un orto né un sentimento autentico. Spesso però, per raggiungere la sensibilità necessaria a capire questo bisogna partire dalla conoscenza in senso lato. Chi ignora non si accorge nemmeno delle proprie mancanze. Le precedenti generazioni sapevano di non sapere e questo rendeva la gente umile, pronta a cogliere tutto ciò che poteva dall’esperienza altrui… oggi invece siamo tutti convinti di sapere, ed è questo che ci frega!
    Ciao Lara, ti auguro una buona settimana.

    1. Esattamente… l’ignoranza,quella dannosa fa perdere il senso di umiltà o non lo farà addirittura mai acquisire,che poi questa umiltà ha un senso talmente speciale da portare la persona anche ad una sana curiosità …direi costruttiva perché si basa anche su un concetto di sensibilità tale da renderci più recettivi verso gli altri e il creato,e quindi esseri migliori.

      Hai menzionato un orto (che fortunatamente posseggo) e conosco i benefici che dona sotto infiniti aspetti… è praticamente l’ attuazione della vera cultura di cui parla D’Avenia ,non solo vista come metafora .

      Nel post successivo anche l’ ignoranza ha la sua responsabilità,ma la gravità resta negli approfittatori e speculatori delle debolezze umane…che rubano soldi pensando di arricchirsi e ignorantemente si immiseriscono spiritualmente!

      Per me questo non è mai stato un blog come un altro, è una “fonte” attendibillissima e ben ramificata(post di richiamo intendo),grazie e buona serata:)

        1. Tutte false paure perché ignorando non si può né stare bene davvero né essere all’altezza. Per quanto riguarda il doversi impegnare, la vita stessa è impegno, è solo una questione di scegliere a cosa dedicare le nostre energie.
          Un lieto giorno anche a te!

  6. L’ignoranza è un vera e propria piaga. Le persone ignoranti, in senso buono, spesso sono vittime di ciarlatani, e di questo abbiamo parecchi esempi. Poi ci sono gli ignoranti nei sentimenti, gli insensibili, gli arroganti, che con aggressività cercano di sopraffarti perchè pensano sempre di aver ragione. Nell’epoca dei ‘pazienti’ del ‘dottor google’ tutti si sentono scienziati e spesso non sono altro che divulgatori, a loro volta, di fake news, soprattutto adesso, nel particolare momento che stiamo vivendo. L’ignoranza è una ‘malattia’ difficile da curare, proprio perchè restringe la mente e rende le persone poco disposte ad aprire gli occhi. Si puo’ combattere? forse, ma i fatti dimostrano che in giro ce n’è davvero tanta. Un saluto

    1. Quanto è vero! Purtroppo durante questa pandemia abbiamo tristemente assistito al lato più pericoloso dell’ignoranza, quello che mette a rischio la salute non solo di sé stessi ma anche degli altri. Speriamo di cavarcela, nonostante tutto.
      Ti auguro una buona serata.

  7. …che poi anche questa è “conoscenza” 🙂

    “Non nella conoscenza è la felicità, ma nell’acquisizione della conoscenza.”
    (Edgar Allan Poe)

    Scusate la mia intromissione ..

    Serena giornata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Back to top button