Funghi

Come Riconoscere l’Amanita phalloides

Ecco come riconoscere uno dei funghi più pericolosi al mondo

Come Riconoscere l’Amanita phalloides

Per chi ama raccogliere i funghi nei boschi è di fondamentale importanza saper riconoscere l’Amanita phalloides. Questo fungo infatti, noto anche con il nome di amanita verdognola, è un fungo che una volta ingerito non lascia scampo.

Come riconoscere l'Amanita phalloides
Come riconoscere l’Amanita phalloides

Il suo veleno è altamente tossico e al momento non esiste un antidoto che possa neutralizzarlo. Sia la cottura, sia il congelamento, sia l’essiccazione, non sono in grado di disattivare il veleno. Abbiamo già parlato in modo approfondito del suo veleno in questa pagina.

Purtroppo è sufficiente un piccolo pezzetto del fungo per uccidere un uomo adulto. Per tale motivo questo fungo non va mai raccolto né tanto meno mischiato in un cestino insieme agli altri funghi raccolti.

Il veleno dell’Amanita phalloides attacca le cellule del fegato causandone la necrosi e in seguito la morte. Per avere la speranza di salvarsi bisognerebbe intervenire entro breve tempo dall’ingestione del fungo. Purtroppo i sintomi di avvelenamento subentrano dalle 12 alle 48 ore dall’ingestione del fungo.

In tutti i casi comunque, la salvezza avviene tramite emodialisi o trapianto del fegato. Vediamo ora come riconoscere l’Amanita phalloides.

Riconoscere l’Amanita phalloides

Come riconoscere l'Amanita phalloides

Photo Credit: Seattle Roamer@Flickr

Per prima cosa è bene sapere che in Italia questo fungo velenoso cresce nei boschi in estate e in autunno. Lo si può trovare nei boschi di latifoglie, con preferenza sotto a querce e castagni ma anche nei boschi di conifere.

Veniamo ora al suo aspetto e al colore in particolare. Come abbiamo scritto in precedenza, il fungo è anche noto come amanita verdognola, proprio ad indicare le sfumature di verde che il suo cappello può assumere durante le varie fasi dello sviluppo.

Possiamo dire che il suo colore può variare dal verde giallognolo negli esemplari giovani, al verde marroncino/grigio in quelli più vecchi. Quando è ancora giovane il cappello ha una forma globosa poi, con l’invecchiamento, assume una conformazione spianata.

Le lamelle sono bianche, nettamente separate dal cappello e mediamente fitte. Il gambo è bianco con venature dello stesso colore del cappello. Alla base è presente un vistoso bulbo bianco che contraddistingue le amanite dalla maggior parte degli altri funghi.

Come riconoscere l'Amanita phalloides

La sua carne è bianca e, una volta che il fungo viene rotto, mantiene inalterato il suo colore. L’Amanita phalloides ha un leggero odore fungino negli esemplari giovani. Quando il fungo invecchia il suo odore ricorda quello dell’ammoniaca. Alla luce di queste nozioni vediamo ora in breve come riconoscere l’Amanita phalloides.

Riconoscere l’Amanita phalloides

La buona notizia è che esiste solamente un fungo commestibile con cui può essere confusa l’amanita verdognola. Il fungo in questione è la Russula heterophylla o colombina verde. Bisogna però puntualizzare che tale confusione può essere fatta dai meno esperti e in determinate condizioni. Il verde di questo fungo infatti, è di una tonalità nettamente differente da quella dell’Amanita phalloides. Inoltre, a differenza dell’amanita, sul gambo non è presente l’anello e nemmeno la volva alla base.

Il consiglio è che quando nel bosco trovi un fungo verdognolo, con l’anello sul gambo e il bulbo alla base dello stesso, non lo devi nemmeno toccare. Tieni presente che gli esemplari adulti possono perdere l’anello ma, malgrado questo, il fungo resta sempre molto riconoscibile.

Attenzione: se sei alla ricerca dell’ovulo buono, o Amanita caesarea, non raccogliere mai gli ovuli quando sono ancora chiusi. In questo caso infatti è non è possibile riconoscere l’Amanita phalloides.

Come Riconoscere l’Amanita phalloides

Attenzione:

La classificazione dei funghi e della loro relativa commestibilità vanno affidate a micologi esperti o al personale specializzato degli enti sanitari competenti. Informazioni errate o atteggiamenti superficiali in merito potrebbero arrecare gravi danni da intossicazione o avvelenamenti anche mortali. Non consumare funghi se non si ha l’assoluta certezza della loro commestibilità. Le immagini riportate sul sito www.mr-loto.it sono puramente indicative, si tenga presente che gli stessi funghi da un anno all’altro o da un luogo ad un altro possono presentarsi sotto forme e sfumature di colori leggermente diverse.

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