Psicologia

Amare Sé Stessi

Come si fa ad avere amor proprio?

Amare Sé Stessi

Sembra assurdo pensare che oggi in molti, soprattutto giovani, facciano fatica ad amare sé stessi. Viviamo nell’era dell’egocentrismo e per questo possiamo avere la falsa percezione che tutti si amino fin troppo.

Amare sé stessi

Il punto è che pensare sempre e solo al proprio ego non significa necessariamente volersi bene. Al contrario, spesso l’unico obiettivo delle persone di questo tipo è piacere agli altri. La ricerca dell’approvazione e dell’ammirazione sociale genera una montagna di insicurezze personali di molti tipi.

Quelli che capaci di amare sé stessi, al di là del giudizio altrui, sono davvero pochi. Si cura ossessivamente la propria immagine e il proprio corpo, si rincorre uno status social sempre più alto e si vivono esperienze illudendosi di farlo per il proprio bene.

In realtà amare sé stessi non significa affatto rincorrere obiettivi di questo tipo ma essere onesti al 100% su chi siamo, come ci sentiamo e di cosa abbiamo bisogno.

Dobbiamo imparare ad essere i nostri migliori amici perché spesso, senza nemmeno esserne consapevoli, siamo nemici di noi stessi. Ci interessa di più che gli altri ci amino del nostro amor proprio.

Qualcosa di veramente difficile da fare è rinunciare all’idea di essere perfetti e iniziare il viaggio per riuscire ad essere semplicemente ciò che sei. Non hai idea della pace interiore che deriva dall’essere autentici. La tua psiche infatti imparerà ad abbracciarti così come sei e smetterà di farti sentire inadeguato perché non sei come pensavi che avresti dovuto essere.

Per amare sé stessi è bene iniziare a concentrarsi meno sull’approvazione degli altri e più sulla propria. Riconosci le tue qualità e sii gentile con i tuoi limiti. Perdonati gli errori del passato perché anche le persone migliori a volte sbagliano, è umano.

È Tempo di Imparare ad Amarsi

Fatto questo, sei già a buon punto. Per proseguire nella direzione giusta, ti lascio 6 piccoli suggerimenti pratici.

  1. Sii totalmente onesto con te stesso. Ascolta la tua voce interiore. Devi sempre chiederti se quello che stai facendo è in linea con i tuoi valori e le tue necessità.
  2. Sii grato per quello che sei e per quello che hai. Non otterrai sempre quello che vuoi e non sarai sempre esattamente dove vorresti essere. Eppure ci sono molte persone che non avranno mai quello che hai tu in questo momento.
  3. Affronta i cambiamenti necessari. Se qualcosa andava bene per te fino a ieri non significa che devi per forza continuare a farlo. Puoi diventare la migliore versione possibile di te stesso, se lo vuoi.
  4. Fai ogni giorno qualcosa che ti rende felice. Non c’è niente di egoistico nel dedicare un po’ di tempo a qualcosa che, semplicemente, ti riempie di gioia.
  5. Smetti di prendere tutto troppo sul serio. Ridi di te stesso e della vita, soprattutto quando le cose non sono come vorresti. Sdrammatizzare aiuta sempre a vivere meglio.
  6. Sii gentile con gli altri. Quelli che sanno amare sé stessi nel modo giusto sono sempre umili, generosi e gentili con gli altri. La nostra accettazione degli altri riflette la nostra accettazione di noi stessi. La capacità di vedere il potenziale degli altri riflette la nostra capacità di vedere il potenziale in noi stessi. Lo stesso vale per il perdono. Ringrazia le persone maleducate, cattive e difficili, sono un ottimo promemoria per evitare di comportarsi allo stesso modo!

Lettura consigliata: Felicità e Autostima di Chiara Marchitelli

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11 Commenti

  1. Buonasera mister pensando alle statistiche di tempo fa, leggevo il 36% dei minori di 35 anni è alcolizzato, drogato o mosso da idee violente.
    Non so se è cambiato la cosa in questi ultimi tempi.
    Da noi si dice così: per fare un buon vecchio bisogna fare un buon giovane o viceversa

    1. Sono statistiche allarmanti che dovrebbero farci riflettere sul tipo di società che abbiamo costruito. Troppa gente oggi non si vuole bene. 🙁
      Un caro saluto.

  2. Mi chiedo se davvero tutti coloro che vivono nell’egocentrismo ne siano consapevoli,io spero che sia un segnale che prima o poi coglieranno o che perlomeno esistano buoni esempi che reindirizzano al rispetto e all’amore verso se stessi.

    Condivido tutti i punti tracciati e nell’ultimo ci vedo un passo del vangelo che guida sulla strada della verità…

    Ma anche il titolo stesso del post ,cos’altro è se non una dimostrazione della parola di Dio attraverso i comandamenti…

    Buona giornata:)

    1. Si dice che vediamo il bruscolino negli occhi degli altri e non la trave nei nostri… probabilmente è difficile accorgersi dei propri difetti. Sicuramente però ci si accorge quando non si è in pace con sé stessi. È a questo punto che bisognerebbe fare un po’ di sana autoanalisi iniziando a volersi bene, non con piaceri e adulazioni ma con disciplina e coraggio.
      I Comandamenti e il Vangelo sono sempre attuali perché l’anima delle persone e le sue necessità non sono cambiate nei secoli.
      Ciao Lara, a presto.

  3. Penso proprio che facciano proprio fatica ad amarsi questi ragazzi. Anche la mia in questa fase delicata di adolescenza. Magari le suggerisco i tuoi punti … così che possa “allenarsi” ad amarsi di più. Serena giornata

    1. Parla con lei e non avere timore o vergogna di affrontare anche temi spirituali. A volte ai ragazzi manca proprio quel lato della vita che dà un senso a tutte le cose.
      Un abbraccio a entrambe.

        1. C’è un’età in cui quasi tutti i ragazzi si allontanano dalla religione… ma tutti hanno bisogno di nutrire il proprio spirito con concetti un po’ più alti della materialità a cui la nostra società li ha abituati.
          Buon fine settimana.

  4. “Si dice che vediamo il bruscolino negli occhi degli altri e non la trave nei nostri… probabilmente è difficile accorgersi dei propri difetti.”

    S.Agostino discorso 82
    1. 1. Nostro Signore ci esorta a non rimanere indifferenti ai peccati che possiamo commettere gli uni contro gli altri, non cercando che cosa rimproverare ma badando a quel che si deve correggere. Egli infatti afferma che uno ha lo sguardo acuto, per togliere la pagliuzza dell’occhio d’un suo fratello, se non ha una trave nel proprio occhio 1. Ma che cosa vuol dire questo? Cercherò di farlo capire brevemente alla Carità vostra. La pagliuzza nell’occhio è la collera; la trave nell’occhio è l’odio. Ebbene, quando uno che ha l’odio rimprovera un altro ch’è in collera, vuol togliere la pagliuzza dall’occhio d’un suo fratello ma n’è impedito dalla trave che porta nel proprio occhio. La pagliuzza è l’inizio d’una trave, poiché quando la trave nasce è una pagliuzza. Innaffiando la pagliuzza la si fa arrivare ad essere una trave; alimentando l’ira con i cattivi sospetti, la si fa diventare odio.

    Che meraviglia non trovi?

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