Riflessioni

Bisogno di Attenzione

L’attenzione è una manifestazione d’amore

Bisogno di Attenzione

Abbiamo tutti bisogno di attenzione. Non è sempre semplice insicurezza, questa necessità non è una patologia da curare come in molti vogliono farci credere.

Bisogno di attenzione

Prima di tutto viviamo in una società in cui predomina l’egoismo, che ci convince quotidianamente che gli altri contano meno di noi. Ad aggravare la situazione c’è poi il modo in cui usiamo la tecnologia. Tutto va velocissimo, sappiamo a grandi linee ciò quel che accade nel mondo in modo istantaneo ma non approfondiamo nulla. Scorriamo la vita degli altri con un dito sullo schermo senza alcuna empatia.

Il naturale bisogno di attenzione di ogni essere vivente è ormai tutto riversato nei social. Facciamo tutti un po’ a gara per ricevere più like e aumentare i nostri follower. E dato che nel mondo virtuale si condividono prevalentemente le cose belle, l’invidia sta diventando il sentimento più diffuso.

Perfino le relazioni sentimentali sono ormai spesso svuotate di significato. Si riempiono le chat di frasi d’amore per poi non riuscire nemmeno ad alzare lo sguardo dallo smartphone quando si è insieme.

Il bisogno di attenzione è ormai così grande in tutti noi da spingerci verso gli eccessi. C’è chi si mette sempre in mostra per essere visto e chi, al contrario, diventa sempre più chiuso per imparare a bastarsi da solo.

E poi ci sono i bambini. I bambini non sanno manifestare le loro necessità emotive. Lo fanno con i capricci, con le parolacce, con la cattiveria verso i loro compagni. Nei casi più gravi sviluppano perfino dei malesseri fisici. Ma i genitori, invece di comprendere il naturale bisogno di attenzione dei propri figli, lo ignorano. Sono troppo presi da sé stessi.

Il Bisogno di Attenzione Dura Tutta la Vita

Un bambino ha bisogno di essere visto. Non è un caso che al parco o in spiaggia si sentano così spesso i piccoli gridare “Mamma/papà, guardami!” mentre compiono qualche piccola grande impresa. Eppure ai bambini si parla senza guardarli negli occhi, si impartiscono punizioni senza spiegargli dove hanno sbagliato. Non si considera quasi mai il loro bisogno di un confronto alla pari.

Il bisogno di attenzione diventa così una vera e propria fame d’amore durante l’adolescenza. In questa fase si è disposti a tutto per dimostrare agli altri la propria presenza. I capelli colorati, i tatuaggi e i piercing sono un modo di attirare l’attenzione molto più che una moda. Anche in questa fascia d’età, così delicata, la famiglia è la grande assente dei nostri giorni. L’autolesionismo, le droghe, i disturbi alimentari e il bullismo sono gli amari frutti dell’incapacità degli adulti di far sentire i ragazzi amati, belli e speciali quali effettivamente sono. Sono come fragili fiori di campo e fa malissimo vederli appassire nell’indifferenza o peggio, recisi violentemente dalla loro giovane vita.

Nemmeno gli anziani sono ormai degni del nostro tempo. Relegati in ambienti solo per loro, con la falsa scusa di farli stare meglio, passano i loro giorni a ricordare il passato, nell’attesa di una breve visita o di una telefonata. Il loro bisogno di attenzione si infrange sulla freddezza di figli e nipoti che assolvono il dovere di visitarli in modo frettoloso e annoiato.

Cerchiamo di darci maggiormente agli altri.

Quando siamo con qualcuno spegniamo il cellulare, mettiamo per un attimo da parte i nostri impegni e dedichiamoci soltanto a quella persona.

Tutti abbiamo bisogno di sentirci importanti per qualcun altro e tutti gli esseri viventi hanno il diritto di sentirsi amati per ciò che sono.

Lettura consigliata: L’occhio del genitore di Giuseppe Maiolo

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14 Commenti

  1. Io vado sul sicuro ……… non ho argomenti interessanti da proporre, dunque quell’uno commento già mi basta e mi gratifica.
    Ma in tal proposito noto anche nelle persone non tutte per fortuna che non voglio essere al centro di un’attenzione, a nessun livello.
    Ma giusto ciò che dici ……. vedere una coppia ad un tavolino ma con gli occhi e mente al telefonino.
    Una buona serata

    1. Ormai è diventata la norma ignorare chi si ha davanti per occuparsi dello smartphone. Ma non è l’unica forma di distacco e freddezza dei giorni nostri. Purtroppo le relazioni sono diventate quasi un’incombenza e forse, paradossalmente, solo i giovani riescono, tra di loro, a trovare il giusto equilibrio.
      Un saluto.

  2. Il tuo articolo pone l’accento su un grave problema del nostro tempo: l’incapacità di ascoltare gli altri e di dedicare agli altri parte del proprio tempo. Quando i genitori non hanno più tempo per ascoltare i propri figli, per interessarsi a ciò che fanno e per guardarli negli occhi, ecco che le situazioni possono precipitare e diventare anche gravi. lo stesso si può dire dei figli, che non hanno più tempo da dedicare ai genitori anziani. Il mondo del lavoro fa la sua parte chiedendo sempre più tempo e sempre più impegno, lasciando le persone stanche ed incapaci di pensare ad altri che a se stessi. Che dire: si riuscirà mai a risalire la china e a tornare ad essere più umani e meno egocentrici?

    1. È una domanda che mi pongo da molto tempo. Non è mai troppo tardi, l’umanità ha dimostrato di saper ricominciare molte volte nel corso della storia, confido quindi che questo accada di nuovo, magari prima di un evento scatenante grave che ci costringa a farlo… per sopravvivere!
      Un caro saluto.

  3. Eh sì non è una società come quelle di una volta. La famosa tazzina di zucchero, i giochi in cortile con gli altri bambini … il cellulare se sono con marito e figlia o i miei non lo guardo. Spesso non rispondo nemmeno se mi chiamano a meno che non sia urgente. Richiamo quando ho modo. Gli affetti prima di tutto. Serena giornata

      1. Non lo sono perché abbiamo deciso che ci sono cose più importanti. Social, cellulare … che poi social per sfogare la rabbia contro agli altri. Per fortuna riesco ad estraniarmi da queste cose e conservare l’importanza delle persone. Sereno fine settimana

  4. Buongiorno Mr, Loto…giusto: tutti, sin da piccoli avvertiamo il bisogno di attenzioni e, forse, da aduti ne pretendiamo ancor di più. Credo che la cosa più giusta per una coppia sia lo scambio reciproco di stima, di affetto e di piccole attenzioni. E per quanto riguarda il prossimo? I tempi sono cambiati e l’egoismo, la cura maniacale per il proprio giardino è cresciuta a dismisura e, purtroppo, ognuno pensa a sé, nel completo disinteresse dei problemi altrui. Un articolo molto interessante ik tuo, che porta a riflettere…complimenti e buona giornata.

    1. Il problema a cui nessuno pensa quando cura soltanto il proprio giardino è che se tutto intorno c’è il deserto prima o poi diventa difficile annaffiare anche le proprie piante….
      Ti ringrazio per l’apprezzamento e ti auguro una buona settimana.

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