Funghi

Chroogomphus rutilus

Un fungo commestibile di scarso valore gastronomico

Funghi Commestibili

Chroogomphus rutilus

Il Chroogomphus rutilus è un fungo commestibile ma non molto ricercato perché considerato di scarso valore gastronomico a causa della mancanza di gusto.

Chroogomphus rutilus - Chiodetto

Photo Credit: Amadej Trnkoczy@Flickr

Il fungo fu descritto per la prima volta nel 1774 da Jacob Christian Schaeffer che gli diede il nome Agaricus rutilus. Nel 1964 il micologo americano Orson K. Miller trasferì questa specie al genere Chroogomphus.

Il termine Chroogomphus deriva dal greco gomphos che significa grande chiodo. Per questo motivo il fungo è anche noto con il nome volgare chiodetto. Rutilus invece è latino e significa rosso acceso, una definizione azzeccata per questi funghi dal cappello brillante e lucido.

Aspetto

Il Chroogomphus rutilus ha un cappello che può raggiungere i 13 cm di diametro. La sua forma è inizialmente sferica con umbone centrale per poi divenire convessa e infine appianata. Il suo colore è molto variabile e va dal marrone rosso ramato al marrone nocciola. Nelle giornate di sole il cappello acquista una lucentezza metallica mentre con la pioggia diventa vischioso.

Le lamelle sono spesse, abbastanza distanziate e decorrenti sul gambo. All’inizio sono dello stesso colore del gambo mentre con l’invecchiamento diventano più scure fino a diventare nerastre.

Il gambo, di forma cilindrica e con la base appuntita, può raggiungere i 12 cm di altezza. La sua superfice è leggermente viscida e irregolare. Il colore è simile a quello del cappello, tranne alla base dove assume una colorazione più chiara.

La carne del Chroogomphus rutilus è soda e di color ocra arancio negli esemplari giovani, più scura in quelli vecchi. Il suo sapore è praticamente nullo.

Chroogomphus rutilus - Chiodetto

Photo Credit: Amadej Trnkoczy@Flickr

Habitat del Chroogomphus rutilus

Il fungo cresce in prossimità dei pini a due aghi come il Pino silvestre e il Pino marittimo. Fa la sua comparsa dall’estate al tardo autunno.

Commestibilità

Come accennato all’inizio di questo articolo, si tratta di un fungo commestibile ma di scarso valore in quanto privo di gusto.

Osservazioni

Attenzione a non confondere il Chroogomphus rutilus, soprattutto da giovane, con gli esemplari di Cortinarius speciosissimus, un fungo dagli effetti mortali. In alcuni casi può essere confuso anche con il Cortinarius orellanus, un altro fungo mortale. A causa di questa possibilità di confonderlo e visto che si tratta di un fungo di scarso valore, meglio evitarne la raccolta.

A volte le lamelle del fungo possono divenire di color verdastro, questo significa che il fungo è stato attaccato dal Penicillium glaucum, una muffa che viene usata per produrre certi tipi di formaggio.

Il fungo viene usato a scopo farmaceutico. Secondo gli studi l’estratto di polifenoli del Chroogomphus rutilus ha rivelato un’attività antiossidante, antinfiammatoria e citotossica con differenze significative tra i campioni provenienti da diverse località. (1)

Chroogomphus rutilus – Chiodetto

Attenzione:

La classificazione dei funghi e della loro relativa commestibilità vanno affidate a micologi esperti o al personale specializzato degli enti sanitari competenti. Informazioni errate o atteggiamenti superficiali in merito potrebbero arrecare gravi danni da intossicazione o avvelenamenti anche mortali. Non consumare funghi se non si ha l’assoluta certezza della loro commestibilità. Le immagini riportate sul sito www.mr-loto.it sono puramente indicative, si tenga presente che gli stessi funghi da un anno all’altro o da un luogo ad un altro possono presentarsi sotto forme e sfumature di colori leggermente diverse.

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