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Psicologia

Collegare Mente e Cuore

Quello che serve per cambiare il mondo

Collegare Mente e Cuore

Chissà perché ci sono così tante persone che fanno fatica a collegare mente e cuore. Alcuni riescono a sentire emotivamente le cose sbagliate, restandone colpiti e magari commuovendosi. Quando però si tratta di agire razionalmente per creare un cambiamento positivo, non tengono conto del loro sentire.

Collegare mente e cuore

Accade però anche il contrario. Altri infatti capiscono razionalmente quello che non va bene ma ne mantengono un discreto distacco emotivo. Questa incapacità di collegare mente e cuore fa sì che l’indifferenza prenda il sopravvento, impedendo qualsiasi buona azione.

È da un po’ di tempo ormai, che assisto infatti a questa terribile discrepanza che non è soltanto una mancanza di coerenza. Qui manca proprio la capacità di fare due più due, di legare dei concetti che potrebbero anche sembrare distanti ma non lo sono.

Prima era un comportamento esclusivo della politica. Si spingono le persone a ragionare a compartimenti stagni perché questo aiuta a semplificare i concetti. All’elettore si chiede solo di essere a favore o contro un argomento, in modo che i partiti possano spartirsi i voti.

Poi ci si sono messi i Media, ormai quasi totalmente al servizio della politica. Le notizie sono così veloci da non permettere di collegare mente e cuore. Tutto viene vissuto su un’ondata emotiva che dura pochissimo e non permette alcun ragionamento in merito.

Adesso però, anche le persone comuni parlano e non connettono. È impressionante vedere quanta gente non si rende conto di quello che dice.

Facciamo qualche esempio pratico.

Si fa Fatica a Elaborare i Sentimenti

Sento moltissimi giovani difendere giustamente il pianeta dall’inquinamento e i cambiamenti climatici. Il problema è che lo fanno solo a parole. Quasi nessuno di loro, infatti, rinuncia a viaggiare in aereo o a mangiarsi una bella bistecca. Eppure ormai è ben risaputo che il traffico aereo in costante crescita e gli allevamenti intensivi hanno un impatto importante sull’ambiente.

Osservo l’incapacità di collegare mente e cuore anche in molte persone che dicono di amare gli animali. Quelli che si sconvolgono per il Festival di Yulin in cui si macellano cani e gatti, come se conigli e agnelli sentissero meno dolore. Oppure quelli che si indignano quando viene abbattuta una famiglia di cinghiali in città ma non pensano che quando la caccia è aperta è all’ordine del giorno.

Vogliamo parlare di immondizia e inceneritori? Tutti parlano di situazioni intollerabili e sono contrari agli inceneritori, com’è giusto che sia. Poi ti guardi intorno e vedi una moltitudine di gente che usa e getta, che butta le cose integre e funzionanti perché non sono più di moda. Pensano forse che la loro spazzatura sparisca come per magia? O credono che siano solo gli altri a sporcare?

Ed esistono migliaia di altri esempi di come non si riesca più a collegare causa ed effetto e a raffrontare sé stessi con gli altri.

Quando le azioni non corrispondono ai pensieri che manifestiamo risultiamo ridicoli. E, al momento, la situazione mi appare sconfortante.

È necessario collegare mente e cuore per capire che i nostri comportamenti possono fare la differenza, le parole no.

Lettura consigliata: Essere e agire di Anne Givaudan e Daniel Meurois

Essere e agire

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21 Commenti

  1. Ci sono modi diversi per arrivare alla stessa destinazione,strade percorribili e ripercorribili 🙂

    Abbiamo talmente perso l’attitudine a fidarci di ciò che sentiamo che tendiamo a ritenere chi lo fa una persona sciocca o, semplicemente, piuttosto ignorante.

    Ma a cosa serve attraversare questo mondo splendido senza metterci il cuore, senza, cioè, avere i mezzi per osservare e comprendere questa bellezza? È davvero una scelta intelligente rinunciare a quel che sentiamo irrazionalmente per rincorrere delle mete razionali?

    Che poi metterci il cuore non significa dimenticarsi di avere un cervello. Significa dare modo anche alla parte più recondita di noi, che sfugge alle definizioni logiche, di esprimersi e di avere uno sbocco tangibile nella realtà. Perché a reprimere sempre quella parte si vive male, si diventa infelici contro ogni logica e, nel peggiore dei casi, ci si ammala.

    Il benessere di una persona e del pianeta non dipende soltanto dai numeri, dai guadagni e da tutto ciò che la razionalità ci insegna a valutare. Dipende anche da ciò che quella singola persona prova, sente e ha bisogno di esprimere quotidianamente a sé stesso ed agli altri.

  2. Hai mai pensato che forse il cuore pompa solo sangue ed i sentimenti sono un lato ben visibile del cervello? Certo diverrebbe tutto meno poetico ma non mi sento affatto di escluderlo.. 😉

    1. … ma quanto è bello giocare con le parole, eh! In effetti avrei dovuto scrivere “collegare una parte del cervello con l’altra” sarebbe stato più preciso, forse avrebbe anche reso meglio l’idea.
      Ciao Franco!

  3. Eh sì c’è poca coerenza ma non so se sia per superficialità più che per “pigrizia”. Nel senso che le persone non ci pensano e magari sono convinte di comportarsi a modo e secondo ideali puri. E magari invece come dici tu a parole sono bravi ma nei fatti un pò meno. Serena giornata

  4. Ciao Mr Loto, quoto in pieno ciò che hai scritto, bravissimo come sempre, cogli sempre in pieno gli argomenti più attuali e le giuste riflessioni da fare in merito. Più fatti e meno parole, meno “indignazione social” e più gesti concreti per “migliorare il mondo”, nel proprio piccolo. Anch’io ho parlato nel mio ultimo post del “valore del silenzio” in quest’era in cui tutto e tutti sembrano ergersi a giudici… complimenti di cuore. Alla prossima!

    1. Grazie, mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo! Certe cose bisogna dirle affinché anche i più distratti se ne accorgano.
      Ti auguro una buona giornata.

  5. Se liberi la tua mente ti accorgerai che il tuo cuore deve dirti qualcosa

    È vero quanto dici ,è paradossale quel che emerge tra il dire e il fare,sotto molti aspetti meglio tacere… che non vuol dire acconsentire ma semplicemente non farne parte e ritirarsi in un religioso silenzio.Ho usato il termine “religioso”,anche qui si aprono scenari rumorosi,è colpa sempre di qualcosa ,è colpa sempre di qualcuno,salvo poi farsene un esame di coscienza individuale.E se il problema fossi io?Se vivessi di sconnessione tra mente e cuore?

    E mo inizio a pensare troppo,e quando penso troppo la mente vive in una sorta di prigione e non mi da modo di ascoltare il cuore ,che vuol dirmi qualcosa ..La mente ha delle funzioni importanti,recepisce,riceve segnali e il cuore che collocazione ha?Il cuore dona!

    Perché allora questo circuito si interrompe e si innescano meccanismi non sincronizzati?
    È un po come l’orologio con le lancette ,ore e minuti…se si inceppano o si sovrappongono le due lancette(Cosa che succede quando devo cambiare la batteria al mio orologio a muro)il tempo si interrompe,smette contemporaneamente il ticchettio,finchè non viene ristabilito quel senso di energia.
    Pianeta,tempo e energia sono collegati indistintamente ad una pompa che io chiamo :cuore!Se il cuore smette la sua funzionalità e non dona sangue(energia) tutto il sistema entra in collasso ,va in arresto.Ma l’uomo che fa in questo caso,attraverso la scienza sperimenta la sostituzione,il trapianto di quest’organo da soggetto a soggetto e si direbbe che l’esperimento è ben riuscito.Quanti trapianti,quanti “donatori di cuore” per ridare vita a chi è attaccato al filo di chi la speranza non ce l’ha più.

    Quante “menti”brillanti,saper sostituire un cuore in un altro corpo ristabilendo energia.Un successo saper collegare la mente al cuore!…peccato che nemmeno questo ci basta.Abbiamo le deforestazioni in Amazzonia e gli allevamenti intensivi ,(ma anche qui a pichi passi da casa nostra)dove un altro tipo di energia che chiamo “denaro”riesce a soggiogare la mente e il cuore di chi si compiace del progresso!

    Hai ragione su tutto ,ci lamentiamo e poi facciamo l’ esatto opposto.
    Ricordo ancora un mio vecchio “attacco” che trovava sconnesso il senso spirituale del tuo blog con tutte le forme pubblicitarie che remavano contro ad una natura che dobbiamo difendere,ma beneficiando di forme insetticide tossiche per distruggere le colonie delle formiche.

    I paradossi ci sono ovunque è trovo bellissimo che vengano messi in luce ,solo così li smascheriamo.

    …provengo da una “cultura” dove gli animali venivano allevati in modo naturale e naturale diventò il modo di mangiarli,solo in seguito ho ridotto il consumo ,grazie ad una autoconsapevolezza acquisita da un senso di libertà interiore.Praticamente quella vocina interiore proveniente dal cuore che non si da ascolto per questioni mentali e ambientali.

    Se vogliamo iniziare a ” cambiare “qualcosa,iniziamo proprio con le parole,prendendo coraggio ognuno e ammettendo uno stato di incoerenza tra dire e fare, che ci vede chi più chi meno tutti colpevoli.Perlomeno sappiamo di dire la verità…tema che ci sta a cuore!

    Grazie mister,ho tentato di smuovere un po le cose sperando che sia costruttivo per tutti noi:) 🙂

  6. Non so a cosa vi riferiate di previso, ma leggendo questo post mi sono tornati alla mente due ricordi.
    Uno è il ricordo di un frate, credo fosse di un convento di frati minori cappuccini, vestiva un saio e indossava scalzo dei sandali, aveva una rada chioma e una lunga barba bianca, girava a piedi per i paesi e sì e no una volta all’anno tornava a “bussare” alla porta offrendo il suo sorriso, qualche preghiera e buone parole di incoraggiamento. Accettava qualche piccola offerta, si capiva che era un uomo buono. Adoravo la sua semplicità e l’empatia che trasmetteva. Da molti anni ormai non ho più potuto beneficiare di questa presenza che rimane vivida più che mai nel mio ricordo. Tra le pagine di un libro tengo ancora il santino che mi allungò l’ultima volta che lo vidi. Mi piacquero molto le parole che vi lessi allora, sul finire degli anni novanta, s’intitolava: Tacere. Quasi una premonizione per i tempi che ci aspettavano. L’ho tirato fuori qualche tempo fa per condividerlo sul blog, come spunto di riflessione, quale è stato per me. Poi ho scoperto, grazie al web, che è un pensiero di San Giovanni della Croce.

    Un altro ricordo è quello di una zia acquisita, alla quale ero emotivamente molto legata, e di sua sorella e del loro maldestro tentativo di tirare il collo a una gallina per farla arrosto. Se avesse potuto parlare…
    Assistei alla scena costernata. E sapete che vi dico? In quel preciso momento capii che mai sarei riuscita a fare una cosa simile con le mie mani! Forse sta proprio lì il punto: occhio non vede cuore non duole.
    È come per la salute fisica e psichica, per apprezzarla e ridimensionarsi occorrerebbe ogni tanto fare visita negli ospedali per capire…
    Viviamo in un’epoca di opulenza e potremmo benissimo se non togliere, almeno moderare decisamente il consumo della carne, tornare ad allevamenti più rispettosi e preservare l’ambiente.
    “…piuttosto muoio di fame!” dissi allora. Facile a dirlo, ma la vera fame suppongo sia terribile, noi non la conosciamo a differenza di una parte di popolazione nel mondo. Abituati come siamo non saremmo certo in grado di dominarla, saremmo disposti a tutto pur di placare quei crampi che chiedono cibo, quell’arsura alla bocca che chiede acqua, non avere nulla per sedarla…
    Pensiamoci.
    Buona serata

    1. Come hai giustamente detto, la fame vera è un’altra cosa… e certamente perfino la caccia, a cui sono assolutamente contrario oggi, avrebbe un altro significato perché necessaria al sostentamento. Tutte le creature combattono per sopravvivere. Il punto è che oggi la caccia è solo uno sport crudele e gli allevamenti intensivi servono a soddisfare la nostra golosità, non certo il nostro sostentamento! Quanta carne e salumi finiscono nella spazzatura! E nessuno in quei resti vede tutte le sofferenze che ci sono dietro. Eppure oggi è facile trovare dei filmati girati nei mattatoi o negli allevamenti… ma la gente non vuole vederli per evitare di doverci pensare quando tragugia l’ennesimo hamburger! E questo discorso vale in tutti i campi….
      I primi segni del nostro comportamento menefreghista e scellerato stanno iniziando a farsi sentire. Sarà quando dovremo iniziare a combattere contro le carestie che, forse, impareremo a ridimensionare le nostre voglie.
      Provo molta tristezza per le nuove generazioni che si troveranno a pagare i conti.
      Ciao, a presto.

      1. Io della caccia serbo tanti bei ricordi di mio padre, cacciatore alla vecchia maniera. Si accontentava di quei pochi esemplari concessi dai regolamenti e, ti confesso che a quel tempo, erano gli anni sessanta, servivano proprio per portare in tavola quel qualcosa in più di necessario. Mia madre molte volte mi ha detto che doveva ingegnarsi per fare sì che si mangiasse abbastanza. Non a caso eravamo tutti piuttosto magrolini… Mi è capitato spesso ultimamente di raccontare che nella mia famiglia durante la settimana, a parte il sabato, la sera si cenava solo con una scodella di latte e pane vecchio. Il pranzo invece prevedeva sempre un primo e secondo piatto per dare energia a chi lavorava o tornava da scuola. Ma la sera no, tanto, dopo il Carosello si andava tutti a nanna.
        Come sono cambiate le cose…
        Comunque mio padre ha sempre criticato quei cacciatori che appena vedono muovere delle foglie sparano, a tutto, a volte anche tra di loro come è capitato, o razziano negli orti, nei frutteti senza alcun rispetto, facendo anche danni. Se vuoi divertirti a sparare vai nei Tiro a segno, no?
        Non va sottovalutato però che i cacciatori una volta avevano un ruolo importante per l’equilibrio dell’ambiente. Qui numerosi colombi stanno facendo disastri; una volta inserite le gazze per ridurli di numero visto che distruggono i loro nidi e rompono le loro uova, ora sono queste ultime ad essere troppe; così si sono moltiplicati corvi e cornacchie che però si mangiano i semi nei campi… Anni fa sono state inserite le gabbie per catturare i colombi e spostarli… ma poi tornavano, alla fine si è risolto con una battuta di caccia.
        Penso ai cinghiali di Roma, che sono animali anche piuttosto pericolosi quando li si incontra, specie se hanno i piccoli. Perché non si provvede a ridurli di numero? Visto poi che per nutrirsi cercano tra la spazzatura, altro annoso grosso problema di Roma.
        A proposito della spazzatura abbandonata nelle strade, mi era stato riferito un po’ di anni fa che a Roma era stata convocata una persona del nord Italia, esperta nel campo della raccolta differenziata e del riciclo dei rifiuti, che poi ha ricevuto minacce di morte ed è stata invitata ad andarsene.
        Certo che, la capitale, dovrebbe essere d’esempio per le altre città italiane, dovrebbe essere motivo d’orgoglio abitarla. Invece prevalgono altri interessi, evidentemente, a discapito di tutti.
        Ricambio i saluti

        1. … è proprio qui il problema!
          Quando ci interessa di più avere ciò che desideriamo egoisticamente piuttosto che ciò che è giusto, le cose non possono andare bene, in nessun campo.
          Ciao, buon fine settimana.

  7. Collegare mente e cuore vuol dire essere coerenti sia con se stessi che con gli altri, ciò è cosa da pochi. Ma è ancora più raro trovare persone che si rendano conto e ammattono la non coerenza dei propri comportamenti, senza nascondersi dietro scuse e giustificazioni.

    1. Quanto hai ragione! Purtroppo l’umiltà è una virtù in via di estinzione e senza ammettere le proprie mancanze non è possibile migliorare in alcun modo.
      Buon fine settimana.

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