Religione

Il Peccato Esiste

Negare la realtà fa soltanto male

Il Peccato Esiste

Stiamo vivendo in un’epoca in cui si sta dimenticando che il peccato esiste. Negli ultimi anni si fa sempre più prepotente e martellante l’idea che nessuno di noi abbia delle colpe perché ormai queste vengono catalogate come esperienze. Praticamente ci stanno inculcando l’idea che commettere delle brutte azioni fa parte dell’essere umano e che, addirittura, servono per crescere.

Il peccato esiste

Cosa ancora più preoccupante è che si cerca sempre di giustificare il male, andando a cercarne i motivi e ricoprendolo di significati, a volte perfino nobili, che in realtà non ha. L’esempio lampante di questo lo vediamo in quasi tutti i film in cui i cattivi vengono compresi e quasi discolpati. Si arriva a provare empatia e perfino tenerezza nei loro confronti. Nemmeno ai bambini spieghiamo più che il peccato esiste. Anche nei cartoni animati e nelle fiabe i cattivi sono stati edulcorati e ammorbiditi.

Il peccato esiste ma anche la chiesa sembra averlo dimenticato. Va bene la misericordia che è un valore cristiano per eccellenza, ma è anche necessario far capire alle persone le proprie colpe e gli effetti che queste hanno sul loro spirito.

Non è un caso che da quando il clero trascura questo importante argomento il peccato abbia cambiato veste nell’immaginario collettivo. All’inizio si è trasformato in un crimine per poi diventare un complesso psicologico o un disturbo emotivo. Ormai non ci sono più peccatori ma soltanto pazienti!

Il Peccato ci Consuma Dentro

Oggi le persone peccano di continuo, spesso in modo grave, e nemmeno ci fanno più caso. L’idea del peccato è obsoleta ma in compenso Il male è socialmente accettato.

C’è una cosa che, però, la maggior parte della gente moderna non considera. Non solo il peccato esiste ma ha anche un effetto terribile sulla nostra mente e a volte sul nostro corpo.

Quando pecchi la tua anima si comporta come un osso rotto, fa male perché non è più integra, come dovrebbe essere. E allora soffriamo e ci sentiamo a disagio ma, non riconoscendo la nostra colpa, la maggior parte delle volte non capiamo il perché. Così cerchiamo di placare o ignorare questo dolore, magari con l’alcool, la compagnia e il divertimento. Spesso lo mascheriamo facendo finta che sia tutto giusto e a posto, illudendoci che passerà. Quando però restiamo soli, sobri e in silenzio, la nostra colpa è ancora lì a far male.

L’atteggiamento moderno nei confronti della vita è quello di spingerti direttamente tra le braccia di quel dolore, perché nessuno ha più colpe! Il peccato? Roba da preti e da vecchiette bigotte! Tutto è concesso nel nome del piacere e dell’ego.

Invece il peccato esiste eccome, ma non è la cosa peggiore del mondo. Tutti pecchiamo in un modo o nell’altro. La cosa peggiore del mondo è negare che il peccato esista. Perché se non ammetti le tue colpe non potrai mai ripararle né essere perdonato e quindi guarire da quella sofferenza interiore.

Lettura consigliata: La pace dell’anima. Psicanalisi e teologia cristiana di Fulton John Sheen

La pace dell'anima. Psicanalisi e teologia cristiana

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11 Commenti

  1. Credo che stavolta – per dare peso specifico maggiore al post – ti sia allargato troppo. Il peccato, il male, esistono si, e tanto cinema e letteratura ci si crogiolano proprio, lo esaltano e tentano di spaventare ma affascinando, creando empatia e, in tanti casi, purtroppo, emulazione.
    Non possiamo giustificarci in alcuna maniera. Fare il bene, voler bene, sarebbe l’atteggiamento migliore, ma tante negatività premono in noi. Dobbiamo fare pulizia dentro, perché la luce non arriva da fuori, ma deve uscire da noi.

    1. È proprio questo il punto, per “fare pulizia” abbiamo bisogno di sapere cos’è che ci sporca dentro e abbiamo indicazioni molto chiare proprio nel concetto del peccato… di cui però oggi è quasi tabù parlare! Eppure evitare di peccare sarebbe il modo più facile per non spegnere mai quella luce che abbiamo dentro e a cui tu, giustamente, ti riferivi.
      un saluto.

  2. Io credo che sia di fondamentale importanza fare esperienza in prima persona dell’errore, del male e del peccato. Questo non significa compiere un delitto o un crimine grave ovviamente.
    Ma è fondamentale arrivare da soli alla stessa constatazione che riporti: il male corrompe ed indebolisce spirito, anima e carattere.

    Dico questo perché l’alternativa sarebbe quella di ubbidire ciecamente ai comandamenti che i nostri padri ci hanno tramandato.
    Si potrebbe obbedire, certo. Ma tu non saresti presente con il tuo spirito e la tua anima.
    Saresti solo uno che ubbidisce, una persona assente.

    Provo a spiegare meglio che intendo.
    Se tu prendi un ladro e lo metti in carcere, certamente non ruberà.
    Solo se prendi un ladro e lo metti in banca puoi vedere se ruberà o meno.
    Deve volerlo lui, altrimenti non c’è salvezza.

    E per arrivare a “volere” la strada è solo quella dell’errore fatto in prima persona, a mio avviso.

    Altro discorso è la questione cinema.
    Sono d’accordo con te, se parliamo di film rivolti ai bambini / ragazzi.
    Loro hanno bisogno di una divisione netta: il cattivo è cattivo, il buono è buono, questo è male, questo è bene.

    Ma quando si cresce si deve fare uno sforzo aggiuntivo perché la realtà non è così semplice e lineare.
    L’obiettivo non è giustificare il male, ma è quello di comprenderlo e superarlo.

    1. Sant’Agostino si chiedeva che senso avesse apprendere con l’esperienza ciò che si poteva evitare con l’intelligenza. Anche secondo me non ha senso andare a cercare il male, commettendo dei peccati, quando ci è stato detto che non porta a nulla di buono. Tra l’altro, se ci riflettiamo bene, possiamo capire anche da noi che certi comportamenti ci sporcano interiormente. Quando commetti qualcosa di nacosto, ad esempio, dentro di te sai che è sbagliato, ma lo fai lo stesso perché ti lasci tentare dall’idea che quell’azione ti porti qualcosa di vantaggioso nell’immediato. Poi si cercano mille giustificazioni per placare le coscienze… e in questo l’uomo moderno è un vero campione!
      È vero, la verità non è mai così lineare (ne ho parlato perfino nel post precedente!) ma il male non va mai giustificato. Mai. Perché messi in una banca ci sarà quello che magari ha fame e ruba e quello che, pur avendo fame, non ruberà mai.
      Ti ringrazio per l’interessante spunto di riflessione e ti auguro una buona serata.

      1. Si è vero: l’intelligenza ti da l’opportunità di fare esperienza nel teatro della tua immaginazione.
        Nel pensiero mi vedo compiere una certa azione e mi immagino le conseguenze.
        Il pensiero nasce in realtà proprio per questo scopo: valutare una mossa prima di compierla davvero.

        Io credo nel proverbio: “errare è umano, perseverare è diabolico”.
        E’ giusto compiere i propri errori, è giusto fare le proprie esperienze, anche se altri ti hanno detto di non farle. E’ un grande modo per crescere.
        Poi devi essere intelligente nel valutare queste tue azioni sbagliate e non ripeterle di nuovo.

        Resto dell’idea che il giusto erede è colui che si riappropria degli insegnamenti ricevuti dai padri.
        Se si rispettano comandamenti e precetti solo per paura della punzione oppure solo perché “così è stato detto e così è giusto fare” non funziona, a mio avviso.
        Se si rispettano comandamenti e precetti perché si è capito in prima persona e sulla propria pelle il perché di quella regola, allora è tutta un’altra storia: quel comandamento l’ho fatto mio e non è più neanche un comandamento.
        Ovviamente non mi riferisco ad azioni gravi (omicidi, etc.): se ci è stato detto che un fungo è velenoso sarebbe da stupidi voler assaggiare quel fungo solo perché “bisogna fare esperienza in prima persona”.

        Comunque molti di quelli che chiamiamo comandamenti, sono in realtà constatazioni.
        Solo per fare un esempio cristiano: “non giudicare per non essere giudicato” è qualcosa di sperimentabile sulla propria pelle.
        Prova a giudicare e vedi che succede: sarai molto severo e bacchettone con gli altri, ma poi quando sarai tu a sbagliare sarai altrettanto severo anche con te stesso e non ti perdonerai.
        Prova a non giudicare e vedi che succede: essendo compassionevole e “misericordioso” nei confronti degli altri, quando sarai tu a sbagliare, avrai la stessa attitudine anche verso te stesso. Accetterai la tua umanità e la tua fragilità, e potrai perdonarti.

        Grazie a te per questo scambio di vedute.
        Anche se non si è d’accordo su tutto, è comunque bello confrontarsi e mettere in discussione le proprie idee.
        Buona serata!

        1. Tu hai scritto che è giusto compiere i propri errori, è giusto fare le proprie ESPERIENZE, anche se altri ti hanno detto di non farle e che questo è un grande modo per crescere. Io invece penso che può succedere di fare degli errori, è umano e tutti ne facciamo, proprio perché evidentemente abbiamo bisogno di quell’ESPERIENZA per capire cose a cui non riusciamo ad arrivare con l’intelligenza. E l’intelligenza non comprende soltanto la capacità di immaginare le conseguenze delle nostre azioni, ma anche quella di valutare i consigli e le esperienze degli altri.
          Quindi, sempre secondo il mio punto di vista, non sono le esperienze e gli errori a farti crescere, ma la capacità di rinunciare a determinate cose perché hai capito che potrebbero danneggiarti.
          E comunque, se ci fai caso, ultimamente anche l’omicidio ha iniziato ad essere giustificato e perfino considerato un diritto.
          Buona giornata.

  3. Il male purtroppo esiste ed è sempre esistito, di generazione in generazione l’essere umano “è peggio”. Io nel mio piccolo cerco amici, cerco di aiutare, Madre Teresa di Calcutta ed è pure stata criticata … Gesù se è esistito ed è stato ucciso. Chissà perché l’essere umano insegue il “tesssooro” anziché il bene e il benessere degli uni e degli altri? Si potrebbe stare bene tutti … serena serata …

    1. Sì, è strano come così tante persone cedano alla tentazione del male per avere piacere, soldi, potere… tutte cose destinate a non durare, mentre il nostro spirito sarà con noi per sempre!
      Buona serata anche a te.

      1. Me lo chiedo spesso anche io il perché si sceglie il male anziché il bene. Concordo con te … la nostra anima verrà con noi ovunque e ci saremo per sempre … serena nottata

  4. Io credo nell’esempio, nel.dialogo che può portare alla scoperta di ciò che è bene e ciò che è male. Non si parla più di peccato, e forse è un male, ma i nostri ragazzi devono distinguere il bene dal male, se ne deve parlare a casa, a scuola…certo poi ognuno fa le proprie esperienze dalle quali può trarre le proprie considerazioni ma ci deve essere una guida , si deve riflettere sulle proprie azioni, prima che queste causino danni irreparabili. Inutile parlare poi di disagi psichici, cercare giustificazioni, ecc…bisogna pensarci prima ! Saluti

    1. Sono d’accordo, una guida sarebbe di grande aiuto ma… dove sono le guide oggi? I genitori sono più problematici dei figli, gli insegnanti sono stanchi di sopperire alle mancanze delle famiglie, i personaggi famosi sono dediti esclusivamente al proprio culto, i rapporti di amocizia e quelli interpersonali in generale sono sempre meno autentici, i libri più letti sono quelli frivoli che non insegnano niente!
      Per questo è così importante capire ed accettare che certi comportamenti sono dei peccati, che condannano la nostra anima e il nostro benessere interiore per sempre. Sono linee guida chiare che aiutano ad andare avanti nella vita con la schiena dritta.
      Buona domenica.

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