Comportamento

Il Senso del Dovere

L'eccesso può rovinarti la vita

Il Senso del Dovere

Quando si incontra qualcuno che ha il senso del dovere molto sviluppato si tende ad identificarlo come una persona affidabile e matura. Chi dispone di questa qualità ha una grande consapevolezza dell’impatto che le sue azioni hanno su sé stesso e sulle persone che ha intorno.

Il senso del dovere
Il Senso del Dovere

Si sente sempre responsabile delle conseguenze del proprio operato ed è, senza alcun dubbio, un individuo con la testa sulle spalle. Non è un caso che fin da piccoli in molti vengono educati a fare sempre del proprio meglio a scuola e nello sport, a non deludere mai la mamma e il papà, a comportarsi bene con i fratelli più piccoli e via dicendo.

Chi ha il senso del dovere è infatti un amico, un partner e un familiare ideale, perché è sempre attento ai bisogni di chi ha accanto. Allo stesso modo, è un cittadino esemplare e certamente molto ambito in tutti i campi lavorativi. Non si tirerà mai indietro davanti ad una richiesta del suo datore di lavoro o alle necessità della propria professione. Questo perché percepisce come un obbligo morale fare sempre ciò che è giusto.

Essere una persona con il senso del dovere è senza alcun dubbio un merito, soprattutto nella nostra società in cui il menefreghismo è all’ordine del giorno. Ho sempre scritto di quanto sia importante avere dei valori morali, seguire la propria coscienza e sviluppare la giusta responsabilità nei confronti del mondo.

Qual è allora il problema?

Il problema è che, molto spesso, chi ha una coscienza così forte da impedirgli di fare una cosa “sbagliata” diventa profondamente infelice. Di solito finisce con il sentirsi sfibrato da tutte quelle responsabilità che, in fondo, nessuno gli ha mai chiesto di assumersi.

Come il Senso del Dovere può Renderti Infelice

Chi ha il senso del dovere molto spiccato si sente sempre moralmente obbligato a fare o non fare qualcosa. A un certo punto, tutti sacrifici a cui si sottopone liberamente diventano un circolo di pensieri che non gli permettono più di vivere in pace.

Qualche esempio pratico. Se fa gli straordinari al lavoro per portare a termine un progetto nei tempi stabiliti, si sentirà in colpa per il tempo che ha tolto alla propria famiglia. Se però dedica alla propria famiglia il tempo che ritiene appropriato, si sentirà in colpa per aver trascurato il lavoro che doveva portare a termine.

Se esce con gli amici sapendo di doversi alzare presto l’indomani per studiare, penserà che avrebbe dovuto essere già a letto e non in una pizzeria a guardare la partita. Se però va a letto presto, si sentirà in colpa per aver declinato l’invito degli amici che vede già così poco.

Insomma, quando il senso del dovere è eccessivo, ti porta a vivere un continuo e sfibrante dualismo interiore. Non sei mai dalla parte giusta, il tuo pensiero è sempre altrove. E così non si è mai presenti a sé stessi.

A volte, per evitare questa situazione, si scivola perfino nel più assoluto e deleterio immobilismo.

C’è anche chi, ad esempio, all’idea di adottare un cane è più triste per i cani che resteranno nel canile che felice per quello che potrebbe salvare. Così, spesso finisce per non adottare alcun cagnolino… con profondi sensi di colpa e un’orribile sensazione di impotenza.

Cosa Fare?

La soluzione, come dicevano gli antichi, sta nel mezzo.

È giusto cercare di fare del proprio meglio ed è anche giusto saper distinguere il bene dal male. Quello che può diventare deleterio è soffrire per ciò che, con tutta la buona volontà, non si riesce a fare. La vita è fatta di scelte che ci impongono spesso situazioni in cui è difficile dare delle priorità. Il punto è che bisogna riuscire a stabilire ciò che riteniamo più importante in quel momento. Poi è necessario tenere fede a quell’impegno senza pensare all’opzione a cui stiamo rinunciando perché altrimenti non avremo mai pace, nemmeno facendo sempre la cosa giusta.

Se tutti, usando il senso del dovere in modo equilibrato, adottassero un solo cane dai canili, questi luoghi sarebbero sempre vuoti.

Lettura consigliata: Responsabile sì, colpevole no! di Yves-Alexandre Thalmann

Responsabile sì, colpevole no! Il giusto approccio al senso di responsabilità

Tasto Amazon

Articoli correlati

22 Commenti

  1. Equilibrio ci vuole. Tutto qua. E “fare sempre quel che è giusto” ti permetterà di lavorare abbastanza ma di occuoarti anche dei tuoi svaghi e della tua famiglia. Senso del dovere non fa per forza il paio con ottusità.
    Piccolo appunto: non comincia ad esserci troppa pubblicità da te? 😉

    1. Il problema è che, spesso, “quello che è giusto” non è così facile da stabilire… bisogna riuscire a dare delle priorità e, per chi vorrebbe fare tutto, non è affatto facile.
      Per quanto riguarda la pubblicità, io non ho cambiato nulla, Google la mette in automatico.
      Ciao, buona settimana.

  2. Quale pubblicità? Io non vedo niente ^_^
    Nel leggere, Mr Loto mi hai fatto venire in mente l’angoscia che provavo da ragazza quanto sentivo impellente la necessità di aiutare un/a amico/a in difficoltà e non ci riuscivo.. non volevano. Mi sentivo quasi in colpa per questo. Ma me ne sono fatta presto una ragione, capendo che non puoi aiutare chi non vuol essere aiutato. Altra cosa che ho imparato è che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile.
    A me piace lavorare con entusiasmo, trarre soddisfazione da ciò che faccio, quasi mi autoalimento, e questo in qualsiasi lavoro, dal più umile a quello più qualificato che mi è capitato di fare (e ne ho fatti diversi). Questo, mi sono accorta, spinge alcune persone che non hanno il senso della misura ad approfittarne: offri loro il dito e ti prendono la mano, il braccio… e ho imparato anche a dire di no.
    Credo che bisogna avere il senso e la misura delle cose e chiedersi: è proprio necessario? Che cosa sono disposta a sacrificare di me stessa, del mio tempo, per e della mia famiglia? E per che cosa? E aprire bene gli occhi e soppesare bene le proprie scelte, pro e contro. Una volta suggerii a un amico un metodo che io ormai faccio a mente: di dividere in due un foglio e di scrivere da un lato i pro dall’altro i contro così da fare chiarezza e dare un certo ordine ai pensieri. Aiuta molto.
    Poi sbagliare è umano, non si può essere perfetti, servirà per un’altra volta.
    Sai, prima del Covid mi sentivo di aver raggiunto un buon equilibrio psico-fisico, anche se rimanevano alcune cose da assestare. Poi ho dovuto cambiare tutta la mia giornata per aiutare degli anziani rimasti soli all’inizio della pandemia, mentre i figli erano chiusi in casa in quarantena. Ho dato molto, con il cuore, ma dopo qualche mese sentivo che non ce la facevo più e stavo subendo dei danni sia al corpo che alla mente. Ho dovuto prendere delle decisioni e dare priorità ad alcune cose, e meno ad altre, e pian pianino ho recuperato senza per questo lasciare in balìa qualcuno. Ora sto a posto, però ogni giorno non manco di chiedermi: è necessario?
    Qual’e la tua priorità? La prima è quella di fare esercizio fisico in contatto con la natura, specie in questo periodo così ansiogeno. Sto meglio.
    Ah! Guardo pochissima TV e quasi niente i Social…
    Sento già i primi segni della primavera… lo sentite che sta arrivando?

    1. È molto importante cercare di trovare il proprio equilibrio e mantenerlo… ma come diceva Einstein, ” La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.” Bisogna sapersi evolvere in base alle diverse situazioni, a volte difficili, che l’esistenza ci mette davanti. Non si può infatti essere d’aiuto a nessuno se si ha prima di tutto rispetto per sé stessi. Attenzione, parliamo di rispetto e cura ma non di egocentrismo o vanità! 😉
      È bello che lavori con entusiasmo, significa che hai scelto la strada lavorativa più adatta alle tue inclinazioni naturali, ed è un bene che hai imparato che non si può aiutare chi non vuole essere aiutato e anche a dire di no. Purtroppo a volte è necessario, anche se può far male.
      Per illuminare la strada degli altri dobbiamo, prima di tutto, poter splendere…. proprio come il sole primaverile!
      Buona settimana.

  3. “…per chi vorrebbe fare tutto, non è affatto facile…
    …Attenzione, parliamo di rispetto e cura ma non di egocentrismo o vanità!…”
    Ah! Ma qua il discorso cambia… Chi è, Superman?
    Scherzi a parte, a una persona che conosco, che non spegne mai lo smartphone perché se per caso lo cercano… ho detto: si lavora per vivere, non si vive per lavorare!!
    E poi bisogna vivere il presente altrimenti si collezioneranno molti rimpianti a cui non si potrà porre rimedio, perché non si può tornare indietro.
    “…hai scelto la strada lavorativa più adatta alle tue inclinazioni naturali…” 😁davvero credi che una donna alla mia età possa scegliere? In Italia, di questi tempi? Ho solo ripiegato su ciò che la realtà offre a una come me, solo che invece di lamentarmi e piangere sulle mie disgrazie cerco di dare un senso a ciò che faccio, e a guardare al bicchiere mezzo pieno, infondo ho una buona salute ed energie sufficienti. E questo è già molto.

    Bello anche il sole invernale, specie all’alba quando dipana la nebbia, il gelo punge le guance e il cielo si colora di rosa…
    Ricambio gli auguri di una buona settimana.

    1. È ancora più bello che tu svolga il tuo lavoro cercando di essere positiva, nonostante tutto. E sai perché? Perché è un merito, non una fortuna! 😉
      Ciao, a presto.

  4. Più che senso del dovere ho il senso di intervenire dove posso agire con la massima libertà, dunque toccare con “mano” la fiducia del fatto o persone dove una vocina mi dice il senso del dovere se questa “vocina” dentro di me non c’è, non può venire fuori questo pensiero.
    Mio caro Mr. Loto …… Ma una vocina molto forte mi dice ……… Oziare il più possibile quasi a non respirare.
    Sorrido.
    Buona serata

    1. Quella “vocina” a cui ti riferisci, in alcune persone è così forte da non dare pace mentre in altre invece, ahimè, è del tutto assente! 😉
      Oziare và bene, purché non diventi l’unico scopo della vita…
      Ciao, buona serata.

  5. L’importante è esserci.
    No ti posso assicurare che nonostante la mia età preistorica sono nel mio piccolo attivo. Nei momenti giusti c’è questo senso del dovere.
    Credo sia normale per un essere umano possedere questo senso del dovere e non solo questo.
    Rinnovo i saluti di una buona serata.

    1. Anche io pensavo che questo senso del dovere fosse “normale” negli esseri umani… ma ultimamente sto scoprendo che non è così. O forse che in molti non lo ascoltano.
      Ciao, a presto.

  6. Praticamente anche il concetto che è dentro al “senso del dovere” può peccare di eccesso,e sapendo che ogni forma di eccesso ricade nel dannoso, tanto vale esercitarsi verso l’equilibrio.

    Ma di quale “equilibrio” parliamo se oggi tutto pende e tende al consumo ,alla mercificazione,alla velocità, alla prostituzione del pensiero su una strada atta ad illudere la libertà di un corpo che annienta lo spirito?

    Ma a questo mi viene in soccorso una pagina…”cosa sono i valori morali”,pare che li stiamo sempre più perdendo o sostituendo con dell’altro,e automaticamente quel senso del dovere può ricadere anche in una forma di eccesso,di sovraccarico per chi nonostante fosse più presente a se stesso lo avverte come un bisogno di cui si fa doppiamente carico e che ne percepisce altri non colmano.
    Un esempio; sento spesso dire che non bisogna vivere in funzione del lavoro,ma in maniera opposta anteponendo la vita e il vivere al lavoro.Ma la nostra attuale società cosa ha scelto ?Da che parte sta?Se non hai denaro come corrispettivo di un lavoro riesci a vivere?Che funzione hanno i valori morali in tutto questo ?Cosa sono i valori morali?Come capire la necessità di un equilibrio tra cosa e cosa?Ma la domanda che più di tutte mi preme… è questa:perché esiste cosi tanta infelicità nel mondo ?…e se c’entra qualcosa anche negli eccessi ,nella dispersione dei valori morali e in un bisogno di equilibrio che implicitamente si affaccia nel mondo interiore di ognuno di noi su cui non mostriamo tanto interesse?

    Uno spunto forse da cui partire qui…

    “Anche se pensiamo di sapere cosa sono i valori morali, non sempre afferriamo il loro significato e la loro importanza.
    I valori morali sono necessari alla felicità.
    Cercare la felicità è nella nostra natura ma spesso ci comportiamo in modo da essere infelici senza nemmeno accorgercene.
    Di solito però, chi nutre sentimenti negativi si abitua a tale condizione e non riesce a fare altro. Nemmeno riconoscendo la sofferenza che deriva da questo atteggiamento negativo.
    È per questo motivo che la mente deve essere addestrata ai valori morali.
    Cosa sono i valori morali? Sono tutto quello che è positivo per il nostro spirito. È invece da considerarsi immorale tutto quello che, alla lunga, danneggia il nostro spirito.
    I valori morali aiutano il nostro spirito a raggiungere quell’equilibrio interiore che chiamiamo felicità.”

    Commento lungo il mio,ma non è facile sintetizzare tanti post in comune:)

  7. Non me ne parlare di sto maledetto senso del dovere. Non sai quante volte anche se non stavo bene sono venuta a lavoro o quante volte anche se non avevo voglia di fare una cosa la facevo per amicizia o per amore. Alle volte vorrei impormi di volermi un pò più bene e pensare a ciò che mi fa stare bene anziché pensare al dovere o agli altri. Ma sono così… è molto difficile cambiare. Serena giornata

    1. Chi ha un senso del dovere così spiccato fa effettivamente molta, molta fatica a cambiare. Ma quando questo eccesso di coscienza ci impedisce di essere sereni o di vivere nel presente è importante riuscire a modificare un po’ il proprio atteggiamento. Non dico che di punto e in bianco bisogna fregarsene di tutto e di tutti ma un po’ di cura e protezione di sé stessi è davvero necessaria.
      Un caro saluto.

  8. Il senso del dovere. Il mio pensiero è andato ai miei genitori che hanno vissuto con non poche difficoltà la loro giovinezza, che ha coinciso col periodo fascista. Oltre alla povertà e alla fame, hanno dovuto affrontare ingiustizie per non aver ceduto al ricatto nazifascista, senza tessera fascista eri trattato diversamente a scuola, non potevi avere un lavoro regolare, avere cibo, spesso occorreva nascondersi, e così via.
    Superata questa fase la loro vita è sempre stata modesta, fatta di riti e ritmi regolari. Per es. mia madre ogni specifico giorno della settimana preparava un determinato cibo, e il tutto si ripeteva la settimana dopo e quella dopo ancora. Le uniche eccezioni di mangiare qualcosa di diverso erano le festività o per qualche regalo di parenti o vicini. Questo pianificare le permetteva di gestire meglio l’economia domestica facendosi bastare le entrate mensili, calcolando prima le uscite.
    In famiglia c’era chi andava a scuola e dopo i compiti aiutava in casa, chi lavorava e contribuiva alle necessità della famiglia. Tutto aveva un certo ordine, ognuno aveva il senso del suo dovere. Se scattava il contatore dell’Enel il più vicino lo andava a riattivare senza aspettare che i genitori ne facessero richiesta, se serviva qualcosa in casa si andava a prenderlo, anche a piedi, si ubbidiva insomma.
    Ora la vita è molto più facile, abbiamo tutto a portata di mano, ma puntiamo più sullo scaricabarile, si è perso quel senso di orgoglio nel sentirsi utili, di contare qualcosa.
    Ammetto che allora la vita era un po’ monotona, rigidamente precostituita, ora si può scegliere, seguire i propri gusti, godere di piccoli cambiamenti, rivoluzionare anche la propria vita… ma stiamo già da un po’ esagerando dall’altro lato: l’eccesso. Si spende prima di aver guadagnato (tanto puoi pagare 2-3 mesi dopo, ci viene detto, ma comunque devi averli i soldi, poi), si compra più di quel che serve (era in offerta…) per poi buttarlo (eh già, la scadenza era breve), suona il campanello? …qualcun altro andrà a rispondere. Anche l’amore è diventato merce, si cerca la persona più adatta a soddisfare i propri bisogni e se non corrisponde, via, si cambia.
    C’è alla base un certo menefreghismo. Una mancanza di rispetto, anche una certa arroganza e prepotenza, specie in chi si crede migliore e magari si trova in una posizione di potere. Pubblicamente si arriva persino a minacciare e a ricattare chi non si adegua a chi detiene il potere. Si invita a mettere gli uni contro gli altri, a dividere, a combattere chi “non la pensa come noi”, si spinge a fare i delatori, proprio come al tempo del fascismo (il passo è breve).
    Si sposta l’attenzione più sul personaggio piuttosto a ciò che dice.
    Questo poi, l’avrà fatto il suo dovere?
    Stamattina una breve corsetta; poi mi sono resa utile, ho aiutato in una situazione un po’ difficile e il tutto è filato liscio, per il momento. La giornata è stata piena mi aspetta un bel sonno ristoratore. Sentirsi apposto con la coscienza è un bene impagabile
    Buonanotte a tutti

    1. La chiave di tutto è proprio questo, sentirsi apposto con la propria coscienza. Per alcuni è estremamente facile perché la voce della cosceinza non la sentono nemmeno, per altri è molto difficle perché hanno una coscienza talmente forte che non si accontenta mai. Bisogna trovare la pace che è esattamente al centro tra ciò che è buono per noi e ciò che è giusto.
      Un saluto.

  9. nella mia vita il senso del dovere è sempre stato una costante, che ha viaggiato in coppia con il suo socio “senso di colpa”,
    come spiegato bene nel post.
    un pochino sono migliorata, ma quando sei stato educato in un certo modo cambiare è difficile.

    1. È vero, l’educazione che si riceve conta moltissimo in questo tipo di stato d’anima e per “rieducarsi” in tal senso ci vuole molta volontà… e perfino il percorso verso lo stare meglio porta inizialmente dei sensi di colpa!!
      Ciao, buona serata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

 

Back to top button