Religione

L’inferno Esiste

Chi non ci crede rischia di finirci

L’inferno Esiste

Nella nostra epoca non sono molti a credere che l’inferno esiste perché, purtroppo, i temi spirituali e la morale stanno andando in disuso. I genitori non parlano più di questi argomenti con i figli, i sacerdoti sono sempre meno e la scuola tende a mediare con quello che la società impone.

L'inferno esiste

Avevo in parte già affrontato questo argomento parlando del diavolo. A distanza di qualche anno, mi rendo conto che è necessario ricordare che l’inferno esiste perché vedo troppe persone condannare la propria anima senza nemmeno saperlo.

L’inferno è una condizione atroce e spaventosa dell’anima che durerà in eterno. Tale condizione, essendo in una dimensione legata allo spirito, è impossibile da immaginare, figuriamoci da comprendere e descrivere.

L’inferno esiste e chi non ci crede ironizza sul fatto che nessuno è mai tornato indietro per raccontarcelo. In realtà ci sono state esperienze di pre-morte di atei come quella di Gloria Polo e le visioni mistiche di diversi santi e beati.

Le Testimonianze dei Santi

San Giovanni Bosco, Santa Teresa d’Avila, i tre bambini di Fatima, la beata Anna Katharina Emmerick e Santa Maria Faustina Kowalska hanno visto l’inferno. Le loro descrizioni sono sorprendentemente simili e convergono su una dimensione spirituale terrificante, fatta di sofferenze e angosce che non conoscono fine. Ad aggravare la sofferenza c’è la consapevolezza stessa delle anime che quella condizione non cambierà mai.

Basta leggere i racconti dei santi che ne hanno avuto esperienza, per chiedersi se vale la pena vivere senza regole e senza Dio andando incontro alla dannazione eterna.

Suor Faustina Kowalska, l’Inferno Esiste!

“Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l‘inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è.”

Così comincia l’impressionante testimonianza di Santa Faustina. Era l’autunno del 1936 quando venne condotta negli abissi dell’inferno che poi descrisse nel suo diario come un luogo di “grande tortura”, un “fuoco che penetrerà nell’anima senza distruggerla: una sofferenza terribile”. Raccontò che, nonostante il buio, “i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio”. Faustina vide l’inferno diviso in settori in cui ogni anima subisce le sofferenze connesse ai peccati compiuti durante la vita terrena.

C’è un passaggio nel racconto della santa che colpisce profondamente. Dice: “Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno.”

Oggi andiamo contro i Dieci Comandamenti senza farci domande e senza sentirci colpevoli. Perfino i cattolici, che dovrebbero sapere per certo che l’inferno esiste, giocano sulla misericordia di Dio per salvarsi senza merito. I cattolici dovrebbero sapere che Dio è sì misericordioso ma è anche giusto! Dio, attraverso queste visioni, ci sta avvertendo. Dobbiamo pregare, smettere di peccare e convertirci finché siamo in tempo.

Come Gesù chiese ai Farisei come potevano sperare di evitare i castighi dell’inferno, Santa Faustina sentì riecheggiare in lei una voce che le diceva: “La Mia misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia.”

L’inferno esiste, riflettiamo.

Lettura consigliata: Il Diario di Santa Faustina Kowalska di Santa Faustina Kowalska

Il Diario di Santa Faustina Kowalska

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26 Commenti

  1. Dopo il mio post sulle suore, ci sta bene il tuo su San Faustina.. io dico che l’inferno ce lo stiamo addobbando qui sulla terra, guerra dopo guerra, naufragio dopo naufragio, campo di concentramento dopo campo di concentramento.. e continuiamo. Dio ce lo fa vedere in diretta al TG, ma noi niente.

    1. L’inferno, oltre a viverlo e a farlo vivere agli altri sulla terra, ce lo stiamo preparando anche per l’eternità e non soltanto con le guerre, i naufragi e i campi di concentramento, ma anche con mille altri comportamenti individuali a cui, evidentemente, non diamo più particolare peso. 🙁

  2. Verrebbe subito da dire che se non si teme davvero Dio ,tutto diventa lecito , perché torturarsi nel pensare che esista un inferno se posso essere padrone di tutto in vita e godermelo? Che senso hanno allora etica,morale e giustizia?

    Per timore di non giudicare per poi essere giudicati convertiamo in misericordia… mettendoci in salvo senza merito ,abbandoniamo Gesù proprio nel momento in cui Lui ci chiama a discernere il bene dal male,che non è affatto un giudicare.

    “La Mia misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia.”

    Parole illuminanti!

    Buona serata

    1. Esatto. Paradossalmente diamo più importanza a quello che è destinato a finire (il nostro corpo, i beni materiali, il piacere dei sensi, etc) piuttosto che a l’unica parte di noi che è eterna. È un po’ come occuparsi dell’incarto di una scatola vuota. Non serve a niente e, tra l’altro, chi la apre ne resta terribilmente deluso.

      “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?” (Luca 9, 25)

      Buona serata anche a te.

      1. Attinente quel passo di Luca,per me quei passi rappresentano sassi o tasselli indicativi di una strada di salvezza,seguendoli non ci si perde mai ,e più prosegui più ti danno fiducia ,impari perfino a riconoscerli durante il tuo cammino senza esitare.La cosa splendida è che è un a strada aperta a tutti,poi sta ad ognuno imboccarla e proseguire.

        Investire energia nelle polemiche non porta a nulla ,sono d’accordo con quanto scrivi nell’altro commento,io ci sono arrivata a capirlo più lentamente ,fa parte anche questo del cammino in fondo no?:)

        Ah noi umani scegliamo spesso quello che riteniamo percorso facile accettando
        l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso .Lo diceva anche Calvino ,ripreso brillantemente da D’Avenia.

        Grazie per questi post che ci conducono ad interrogativi importanti.

    1. Sì, ne ero a conoscenza e hai fatto bene a scriverlo per quelli che non lo sapevano. Se si comparano le varie religioni si trovano interessanti parallelismi, quasi che la verità venga fuori da prospettive diverse.
      Grazie, ti auguro una buona giornata.

  3. Eccome se esiste l’inferno, ogni volta che c’è una guerra, ogni volta che odiamo anziché ricordarci che siamo tutti fratelli. Ogni volta che non siamo umili. Ogni volta che prevarichiamo. Solo nell’amore scappiamo dall’inferno. Buona giornata

    1. Ogni volta che odiamo non solo creiamo l’inferno sulla terra (che come tutte le cose è destinata a finire) ma prepariamo anche la dannazione eterna della nostra anima. Eterna.
      È vero, solo l’amore ci salva… mi hai fatto venire il mente uno dei miei libri preferiti, Ciò che inferno non è di Alessandro D’Avenia. Lo consiglio a tutti.
      Buona giornata.

  4. Beh, la descrizione di San Faustina mi ricorda molto il buon Dante con la sua Divina Commedia. Io spero che l’Inferno esista e che punisca come si deve tutte quelle persone che hanno fatto vivere l’inferno già sulla Terra alle persone innocenti. Parlo degli uomini che hanno commesso i femminicidi, dei pedofili che hanno violentato i bambini, dei genitori che hanno ucciso i propri figli e dei figli che hanno ucciso i genitori, di chi ha commesso crimini di guerra e anche di chi ha massacrato animali indifesi…la lista delle nefandezze è lunghissima e ritengo che la giustizia umana non sia sufficiente per punire certi crimini. E pensare che sarebbe tanto semplice stare lontani dal peccato. Basterebbe seguire le indicazioni del Signore: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te stesso”. Proviamo a metterci nei panni degli altri, sentiamo sulla nostra pelle le loro sofferenze, immaginiamo il dolore per l’abbandono, la mancanza di rispetto, l’umiliazione, i maltrattamenti e cerchiamo di comportarci con correttezza e benevolenza, come vorremmo che gli altri facessero con noi.

    1. Alla fine è proprio tutto qui, mettersi nei panni degli altri. Purtroppo, però, non tutti provano empatia e questo perché si vive pensando solo a sé stessi, disumanizzando le altre persone che diventano numeri, o mezzi per ottenere ciò che si vuole.
      L’inferno esiste e la giustizia di Dio sarà implacabile con chi ha perseguito il male.
      Un caro saluto e l’augurio di un lieto fine settimana.

  5. Io credo che Inferno e Paradiso siano luoghi dell’anima che si sperimentano qui su questa Terra ogni giorno.

    L’idea dell’Inferno come luogo dell’aldilà non mi convince per tre motivi principali.

    1) Come faceva notare Borges, l’eternità è davvero un tempo molto lungo: perché mai una così breve vita su questa terra dovrebbe essere così significativa per determinare la nostra destinazione finale eterna? E’ davvero eccessivo.
    Soprattutto se questa decisione viene presa da un Dio buono, superiore e misericordioso.
    Se Dio è un Ente Superiore e amorevole, possiamo vederlo come un papà e noi vederci come dei bimbi piccoli e molto stupidi: un padre, di fronte ad un bimbo piccolo e stupido che sbaglia perché è appunto piccolo, cosa farà? Potrai mai condannarlo per sempre ed in eterno?
    Anche di fronte al peggior male che si possa fare, compreso il rifiuto consapevole e volontario del Bene.
    Se è vero che esiste un Dio che ci CONOSCE DAVVERO, saprà come siamo cresciuti, in quale contesto, quanto Amore (non) abbiamo ricevuto, le sfortune che abbiamo avuto, le nostre miserie umane: come potrà non perdonare tutto alla luce di tutto questo? Arrivare a voler rifiutare il Bene può nascere da tutto questo.

    2) L’idea dell’Inferno non mi convince neanche per il motivo che – se è vero che esiste un Dio e se questo Dio ci lascia liberi – con l’idea dell’Inferno automaticamente non si è più liberi liberi e non c’è modo di far emergere in sé una vera moralità e una vera etica.
    L’idea dell’Inferno è così terribile (stiamo parlando di una sofferenza ETERNA) che – se ci credi – ti mette necessariamente in una condizione di terrore e paura e inibizione.
    Perciò farò il bene ed eviterò il male solo per un motivo egoistico: non andare all’Inferno ed andare in Paradiso.
    Non sono affatto d’accordo con questa visione, assolutamente.
    Il bene, la morale e l’etica devono “sgorgare” da dentro in modo libero e spontaneo.
    Ad esempio, come giudichiamo l’etica di un ladro che non ruba solo ed esclusivamente per paura di finire in galera?
    Invece, come giudichiamo l’etica di un ladro che invece non ruba perché ha capito delle cose e di fronte alla scelta di rubare decide liberamente di non farlo?
    Tra un credente che aiuta un fratello per guadagnare punti per il Paradiso e un ateo che aiuta un fratello perché vede in lui un essere umano bisognoso d’aiuto e prova compassione, quale dei due gesti è più cristiano?

    3) il terzo motivo riguarda una questione di pura fede.
    Come può l’uomo conoscere Dio e le sue volontà?
    Mi pare infatti che siamo noi a giudicarci gli uni gli altri e mettiamo in bocca delle parole a Dio.
    Dovremmo invece ricordarci di essere uomini e – ammesso che esista – valutare l’idea che Dio e i suoi pensieri siano per noi non prevedibili.

    Tutto questo, ovviamente, non è una giustificazione al “fare come ci pare” fregandosene di tutte le morali e tutte le etiche, ma l’esatto opposto: ricercare un’etica e una morale che superi la logica della carota e del bastone (se sei buono vai in Paradiso, se sei cattivo vai all’Inferno).
    La logica della carota e del bastone, della Legge, va bene per uno stadio di crescita iniziale.
    Ma poi serve avventurarsi sulla via dell’Amore, superando ogni Legge, ogni comandamento, ogni precetto: prendersi la responsabilità in prima persona (restando pur sempre in ascolto e confrontandosi con l’Altro).

    Io credo che sia necessaria una spiritualità nuova, più “moderna” e con una visione aggiornata rispetto al pensiero che abbiamo noi oggi.
    La Chiesa è rimasta troppo legata al passato e il pensiero (soprattutto nell’era post-Internet) è cambiato troppo e c’è una distanza immensa con alcuni dei racconti biblici.
    Abbiamo terribilmente bisogno di parlare di morale e di etica e il messaggio di Gesù – a mio avviso ancora validissimo – necessita di essere presentato in una nuova forma.

    1. Buongiorno Leonardo, comprendo molto bene i tuoi dubbi a riguardo, io stesso in passato ho fatto più o meno tuoi ragionamenti. In questi anni però, ho letto molte testimonianze di santi che hanno avuto visioni di quello che è l’Inferno e le loro descrizioni sono sorprendentemente tutte uguali. I santi hanno scelto di vivere dedicando la propria vita a Dio, spesso hanno operato miracoli in nome Suo.
      Santa Maria Faustina Kowalska ha addirittura ricevuto l’ordine da Dio di testimoniare ciò che ha visto. La loro vita testimonia per loro, non vedo perché non si debba credere alle loro parole.
      Ti assicuro che oggi come oggi l’idea dell’inferno non spaventa più nessuno, i più tanti non credono che esista e i restanti che ci credono continuano a peccare convinti che se Dio è buono perdonerà loro i peccati …. ma non pensano che Dio è anche giusto! Quindi l’idea dell’inferno non serve assolutamente ad evitare i peccati per paura.
      Sicuramente Dio è un’entità il cui “funzionamento” è inimmaginabile per noi semplici esseri umani, per cui è impossibile per ognuno di noi, anche solo immaginare cosa ci aspetta nell’aldilà.
      Abbiamo però i 10 comandamenti che dovrebbero aiutarci a tracciare la via in questa vita.
      Prendi per esempio l’adulterio, un peccato mortale che ha il potere di far precipitare l’anima all’inferno. Oggi la maggior parte delle persone sposate in chiesa è adultera per il semplice fatto che ha giurato fedeltà eterna davanti a Dio e poi non ha mantenuto la promessa. Eppure abbiamo il libero arbitrio, possiamo anche decidere di separarci dal marito/moglie per problemi gravi ma nel momento stesso in cui andiamo a letto con un altra persona diventiamo adulteri. Se fossimo davvero timorati di Dio potremmo astenerci da farlo, pur essendoci separati (che non è un peccato).
      A me sembra proprio che quel che sta succedendo di questi tempi corrisponda a quanto c’è scritto sulla Bibbia a proposito della seconda venuta di Gesù, non più per essere giudicato ma per giudicare.
      “Negli ultimi tempi chi non sarà saldo nella fede la perderà”
      Un saluto

  6. Se mi è possibile intervenire tra i vostri ultimi commenti e dal mio piccolo punto di vista , credo che ogni messaggio etico sia strettamente connesso alla sua matrice storica da cui ha avuto origine,dalle azioni di Dio verso il suo popolo, l’incarnazione di Gesù fatto uomo e la Sua resurrezione .Ho letto grandi dibattiti sull’Etica oltre a percepirne una gran confusione tra codice etico ed etica dell’ego,ecco su quest’ultima rischiamo di smarrire la capacità (bellezza)di fermarci e di guardare in profondità in noi stessi e leggere quella sete di infinito che portiamo dentro, che ci spinge ad andare oltre e rinvia a Qualcuno che la possa colmare.Anche Leonardo nelle sue lecite riflessioni ha questa spinta soprattutto quando parla di Amore e misericordia ,tocca le stesse corde anche se lui l’anima la percepisce sotto una forma più terrena,che ci sta anche come concetto se non la si percepisce come forma distaccata dal corpo .
    Mr. mi perdoni,ma ti cito da un post dove spieghi meglio di me quel che intendo:”Anima e corpo, questo siamo noi. Un corpo materiale, visibile, che ci permette di toccare e vedere il mondo terreno in modo oggettivo, ed un’anima spirituale, invisibile, che ci permette di percepire il mondo terreno in modo soggettivo e di sentire ciò che non possiamo vedere.
    Queste due entità sono legate a filo doppio dall’indole e dalle emozioni della nostra anima e dal piacere e dal dolore che il nostro corpo ci permette di sperimentare.
    Queste due entità su questa terra non si possono scindere, convivono all’unisono per tutta la nostra esistenza terrena”.

    Paradiso e Inferno >>
    Ora facendo riferimento all’etica di Gesù il suo insegnamento attraverso Bibbia e Vangelo non riguardava forse il senso di carità verso il prossimo e di aiutarci gli uni agli altri come fratelli?A un fratello non certo gli indichi di allungare la mano(rubare) per scottarsi con il fuoco se lui non lo vede,il tuo compito è quello di fargli capire che le ustioni faranno male soprattutto a se stesso al suo corpo/anima ed inevitabilmente faranno del male a chi gli sta attorno ,oltre poi a giustificare al Padre il perché entrambi non hanno vegliato come Lui ci ha raccomandato.Se ci vedessimo tutti come una famiglia aiutandoci e sostenendoci non periremmo la cella del carcere… non staremmo forse nemmeno qui a chiederci se l’inferno esiste.

    Grazie …

    1. Credo che tu sappia bene che i post a tema spirituale che scrivo hanno sempre l’intento di avvisare chi non lo vede che c’è un fuoco su questa terra che provoca ustioni che durano un’eternità. Se ti dico che puoi bruciarti lo faccio per amore, non certo per spaventarti o limitare la tua libertà. Ma oggi i discorsi di questo tipo vengono sempre fraintesi in tal senso, e spesso derisi. Hai notato come tra amici si possa parlare liberamente di sesso ma non di Dio? È uno strano tabù dei giorni nostri. Curiosamente è un argomento di cui non vuol sentir parlare soprattutto chi pensa di non avere tabù e professa la libertà di espressione.
      Quella “sete di infinito” e la nostra incapacità intellettuale di immaginare di avere una fine dovrebbero farci riflettere sulla materia spirituale di cui siamo fatti. A conti fatti, i piaceri del corpo passeranno con la nostra vita terrena, la condanna del nostro spirito, invece, durerà per sempre.
      Buona settimana.

  7. “Se ti dico che puoi bruciarti lo faccio per amore, non certo per spaventarti o limitare la tua libertà”.

    Ed è proprio sul concetto alto di Amore che si inciampa se un intervento da parte di chi tiene a te viene frainteso e visto come ostacolo alla propria libertà a cui accennavo con l’etica dell’ego.

    “Hai notato come tra amici si possa parlare liberamente di sesso ma non di Dio?”

    Si ,e accade in rete come nella realtà purtroppo,e poi avanti a slogan fatti su misura da circostanze volte a piacimento, ” la libertà tua finisce dove inizia la mia”…sembra che ognuno abbia una libertà personale più che universale come il senso dell’Amore e della Verità.Che ti devo dire se non ammettere di soffrirci soprattutto quando prende piede la volgarità e la maleducazione dovuta proprio ad un abuso di libertà,possiamo fare tutte le campagne del mondo con le parole,contrariati alla violenza ,ma quanta ne facciamo al nostro spirito è inquantificabile!

    Eppure son certa che Dio ci abbia donato ad ognuno una coscienza in grado di saper distinguere la luce dal buio a tal proposito secondo Sant’Agostino il male non esiste e lo capiamo meglio con l’esempio della candela: se ci avviciniamo a una candela vediamo molta luce ma, se ce ne allontaniamo, ne vediamo di meno. Il buio in realtà non esiste, è solo assenza di luce. Funziona così anche con Dio: se ci si avvicina a Dio c’è il bene, se ce ne allontaniamo c’è meno bene e ci sembra di vedere il male. Ma così come il buio è assenza di luce, il male è assenza di bene.

    Buona settimana anche a te,e ai tuoi lettori

    1. Sposo il tuo pensiero su tutta la linea. Però devi imparare a non soffrire per certe cose, ma solo a dispiacertene. Devi avere fiducia nella giustizia di Dio.
      Un saluto.

  8. Dopo aver lasciato fluire da me la parola “soffrire” ,sentivo che l’avresti “soccorsa”,forse perché so che hai un alta sensibilità e sei molto recettivo.

    Soffro in certe dinamiche ,ed è il verbo che uso perché lo provo,cerco ancora di capire se è una sofferenza altruista più che mia caratteriale o forse entrambe le cose.Immagino che dovrei abbracciare comunque questa mia fragilità umana…

    Anche Gesù ha sofferto in terra nonostante conoscesse bene la provenienza della giustizia a cui tu fai riferimento,se ben ricordo, altrimenti correggimi pure e grazie!

    1. Credo che Gesù abbia sofferto tanto fisicamente ma parlando della sofferenza interiore è tutto un altro discorso.
      I Vangeli descrivono Gesù che piange soltanto in tre occasioni: vedendo la sofferenza dei parenti per la morte di Lazzaro, leggendo sulla città di Gerusalemme tutti i peccato passati e futuri degli uomini e pregando Dio per liberarlo dalla morte.
      Nei primi due casi ci vedo lacrime di pietà e dispiacere per la nostra condizione. Nell’ultimo caso mi sembra un pianto dovuto alla paura… la paura, un sentimento tanto umano che anche Lui ha provato e che ci ha insegnato a superare affidandoci totalmente a Dio.
      A presto.

      1. Ho cercato di ragionarci su e credo che Gesù sia stato un grande esempio induscutibile sceso in terra ,incarnantosi da uomo e facendosi carico Lui per primo nella misericordia delle nostre sofferenze e peccati,questo è chiarissimo e da brividi soprattutto con le Sue ultime parole”Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”…Lui si che sapeva.

        Ed è molto interessante che tu mi scriva di avere fiducia nella giustizia di Dio…mentre io ho compreso
        adesso che più dispiacere provo maggiore è la sofferenza che ne deriverà.In un certo senso diventerebbe una sorta di inferno che io stessa mi creo.In fondo il dispiacere ha una dimensione finita ,sono i miei pensieri che trasformo in sofferenza quella dimensione definita a infinita .Menomale che riesco ad esserne più consapevole, tanto poi tutta questa importanza la sposto nella bellezza,nell’amore che sicuramente è degno di un paradiso più che inferno …e sicuramente non mi allontana dalla luce.

        Grazie per le preziose risposte…

        1. Il solo fatto che ti sei fermata a ragionarci sopra ti permette di salire un gradino nella consapevolezza. Molte persone vivono senza farsi mai alcuna domanda di questo genere. Se poi riesci a spostare la tua attenzione e le tue energie mentali e spirituali nella bellezza e nell’amore … hai già “vinto”! 😉
          Saluti

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