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La Morte dell’Anima

Quello che accade quando l’anima muore

La Morte dell’Anima

Mi sono reso conto che molti cristiani non si preoccupano minimamente della morte dell’anima. Questo mi stupisce perché, secondo la religione cattolica, l’anima è molto più importante del corpo. Mentre la nostra parte immateriale può sopravvivere alla morte della materia, il corpo non sopravvive quando l’anima lo abbandona.

 

La morte dell'anima

Abbiamo già parlato della relazione tra anima e corpo e abbiamo visto come il bene spirituale aiuti anche il bene fisico.

Eppure ci si preoccupa costantemente della salute del corpo, cercando di nutrirlo e allenarlo nel modo giusto, sapendo bene che, inevitabilmente, invecchierà e morirà. È sufficiente mangiare un fungo velenoso, avere un incidente o un incontro sfortunato con un assassino a portarci via la parte materiale di noi. Al contrario, ben pochi si preoccupano della morte dell’anima che invece può sopraggiungere solo per colpa nostra.

Cos’è la Morte dell’Anima

Certo, non si tratta di una vera e propria morte così come intendiamo quella fisica. L’anima è incorporea, non è quindi soggetta alle regole della materia, e per questo è eterna.

Con la morte dell’anima si intende quindi la perdizione, ossia un’anima che continuerà sì ad esistere dopo la morte del corpo, ma nella perenne sofferenza.  In questo caso si tratta di una sofferenza non paragonabile a quella del corpo che, prima o poi, finisce.

Nel caso della morte spirituale è una sofferenza che non avrà mai fine. Tutti proviamo pietà e dispiacere per un giovane che muore o un bambino che soffre, eppure non nutriamo gli stessi sentimenti per chi uccide la propria parte spirituale. Pur potendo spesso far qualcosa perché questo non accada, non ce ne preoccupiamo.

Quando l’anima muore, una persona seppur fisicamente viva, non è più lucida e in piena coscienza di sé. È naturalmente spinta verso il male, non capisce i propri errori e trascorre i giorni ad inseguire ciò che non ha valore. Chi ha ucciso la propria anima potrà anche avere l’illusione di essere felice ma la realtà è ben diversa.

Cosa Uccide l’Anima?

Visto che il corpo prende la propria forza dall’anima e l’anima prende la propria forza da Dio, la morte dell’anima avviene quando interrompiamo quest’ultimo legame. L’anima muore quando commettiamo peccati tanto gravi da condannare la nostra parte spirituale all’abbandono eterno.

Quali sono questi peccati? I peccati più gravi sono quelli che vanno contro i Dieci Comandamenti. Tra questi, però, ce ne sono tre che nell’Antico Testamento sono indicati come imperdonabili:

Pensa oggi quante persone uccidono la loro parte spirituale solo per l’adulterio!

Come Rimediare?

Questi tre peccati erano ritenuti impossibili da assolvere, perfino con un sincero pentimento. Chi si macchiava di queste gravi colpe, quindi, poteva rimediare solo ricominciando dall’inizio il percorso religioso che vede nel battesimo il suo inizio.

Per i cristiani Gesù ha fatto la differenza. Assolvendo l’adultera (Giovanni 8,3-11) ha dimostrato che anche le colpe gravi possono essere perdonate da Dio. Come?

Sicuramente per evitare che la morte dell’anima sia permanente è necessaria la confessione con un sincero e totale pentimento. Se si è davvero pentiti, ovviamente, si sarà fermi nel non peccare più. La preghiera, le opere di bene e in particolare la carità aiuteranno l’anima a tornare e restare sulla strada giusta.

I genitori piangono per la morte fisica dei figli che comunque, prima o poi, sarebbe avvenuta, ma non insegnano loro a difendersi dalla morte dell’anima che potrebbe condannarli alla sofferenza eterna!

E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto Colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna.” (Matteo 10,28)

Lettura consigliata: La Città di Dio di Sant’Agostino

La città di Dio

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23 Commenti

  1. Credo in assoluto all’esistenza dell’anima, in ogni persona e, per l’anima, ad un destino di eternità a secondo dei nostri comportamenti in vita. Le vicissitudini problematiche ci fanno dimenticare, a volte, della sua spirituale presenza ma il fatto stesso che, a causa di queste ci rivolgiamo a Dio per aiuto, ce lo fa rammentare. Attraverso la nostra anima, riflettiamo luce od oscurità verso gli altri, è la nostra intima “carta d’identità”. Buona giornata, Mr.Loto, un saluto

    1. Credo fermamente anch’io che sia così. Dovremmo ricordarci più spesso di nutrire e curare la nostra parte spirituale perché è l’unica parte di noi ad essere eterna… e se il dolore del corpo, che prima o poi finisce, ci spaventa, ancora di più dovremmo temere quello dell’anima che non finirà mai.
      Un caro saluto.

  2. Basta una depressione o una perdita di speranza, spesso, ad alimentare la morte dell’anima. Ma finché respiriamo, c’è sempre una possibilità di ritrovare il senno, il filo logico, l’amore, la fede. Ravvedersi e pentirsi può essere sufficiente. Vivere un buon rapporto etico e intimistico col mondo, con l’uomo e con se stessi, è già un’ottima soluzione.
    Importante è non disperare mai, almeno finché respiriamo. Poi che si tratti di soffio divino o semplice coscienza, non importa poi troppo, se i fini collimano, non trovi Mr.Loto? 😉

    1. Direi che se ci si ravvede e ci si pente, se si vive in modo etico con il mondo, gli altri e sé stessi si è sicuramente sulla strada giusta… ma non è sempre facile, c’è bisogno di attenzione e spesso di grande forza di volontà! 😉
      Ciao, a presto.

  3. È vero quanti “cadaveri” in giro con l’anima morta. Ed è vero che la gente non ci si preoccupa più di tanto. Ma bisognerebbe appunto perché il corpo ci lascia … l’anima no. Serena giornata

    1. Probabilmente il punto sta nel fatto che in molti non credono che esista una parte spirituale perché sono abituati a pensare in modo strettamente materiale e hanno smesso di interrogarsi sui grandi temi dell’esistenza. È molto triste. 😞
      Ciao Ely, ti auguro una buona giornata.

      1. Non avevo pensato che qualcuno potesse non pensare di avere una parte spirituale. Sono talmente abituata a pensarci che non avevo messo in preventivo qualcuno potesse non pensarci. Però è così effettivamente. Ed è davvero molto triste. Buon fine settimana

        1. Sì, è triste. Perché se sei convinto di essere solo materia, destinato quindi a morire scomparendo nel nulla, che campi a fare?
          Ciao, buon fine settimana.

  4. È comparsa la parola “morte”negli ultimi due post,e ci vedo un bel collegamento se si legge con interesse ,quasi come se avessimo le risposte al precedente tema…Ma la morte e la vita se ci facciamo caso anche se non espressamente citate ,esistono sempre nei tuoi post ,dipende molto dalle nostre percezioni interiori e da quei comportamenti morali che caratterizzano ognuno di noi e che non prescindono dell’etica ,ma ne fanno parte imprescindibile.. Se non arriviamo ad un minimo di consapevolezza dei valori veri e belli della vita ponendoci domande pertinenti alla stessa ,nemmeno la propria anima potrà librarsi con leggerezza,ne sentiremo un peso maggiore che spinge il corpo solo verso il basso, privando se stesso di quelle ali che Tutti disponiamo, finendo come metafora di un aereo in volo senza aver avuto l’accortezza di rifornirsi di carburante … ignari del dove si va.

    Anche lui ,in fondo lo diceva no?,
    “Non preoccuparti del modo in cui dovrai morire ma preoccupati piuttosto di dove, morendo, dovrai andare.”

    1. Mi fa piacere vedere che citi spesso Sant’ Agostino e che riesci sempre a seguire il filo della verità attraverso tutti gli argomenti… hai notato come tutto torna? 🙂
      Buona serata.

      1. Si ,tutto torna …ma credo anche che dipenda da una questione di età,non della nostra età anagrafica ,quanto piuttosto quella dell’Anima.

        Sant Agostino…è un peccato non approfondire i suoi scritti e distorcere il senso di alcune frasi per avvalorare le proprie tesi o pregiudizi.Ma alle nostre anime serve anche questo vero?…in fondo cos’altro c’è di più attendibile della “fonte”!?
        Questo vale anche quando ci troviamo o ritroviamo a leggere notizie che tendono ad allontanarci dalla verità se non la percepiamo tale.. E anche qui se vogliamo ,capiamo che tutto torna…cito un suo vecchio post che si allinea molto bene con ciò che intendo dire “La Manipolazione dei Media”…

        Grazie e buona serata 🙂

        1. Se ci fai caso, è molto difficile essere del tutto oggettivi, soprattutto sui temi che ci stanno a cuore e che pensiamo di aver capito bene. Serve sempre l’umiltà di ascoltare e mettersi in discussione. Anche se pensiamo di conoscere bene un argomento è sempre bene restare recettivi nei confronti degli altri che, magari, ne hanno colto sfumature diverse che arricchiscono anche il nostro punto di vista.
          Buon fine settimana.

          1. Devo riconoscerti un grande merito,perché cogli con una sola parola un discorso delicato;umiltà è una parola che esprime un concetto di virtù molto elevato ,senza questa anche l’anima perirebbe,ricadendo in atti di superbia nei quali ci si sente al di sopra degli altri ,anche se è difficile far afferrare ad altri ciò che tu hai toccato da vicino e percepito come verità che vorresti condividere con altri ,far loro recepire il profumo e lo stato di benessere interiore…vale sempre la pena essere “recettivi”,certo,soprattutto verso chi ha colto altre sfumature.Nel mio commento precedente ho messo un po di soggettività attraverso quel primo interrogativo e questo avvalora ancora di più quel che dici:)

            Non saprei cos’altro aggiungere ,son certa che riesci a distinguere bene un apparente senso di superbia ad un evidente senso di umiltà che si nutre di verità!
            Ti cito una bellissima frase che un giorno una persona cara mi fece conoscere proprio su questo argomento e che è stato per me un ulteriore arricchimento spirituale.

            “La fermezza nel difendere la verità non è superbia, è forza, che nella sua umiltà si appoggia esclusivamente su Dio e non su sé stessa.”

  5. Ciao a Te Mr. Loto. Ti ho trovato da Franco, mi sono incuriosita ed eccomi qua.
    Una bella riflessione la Tua, l’importanza dell’anima è una pensiero primario, ma mi sono resa conto che è facile perdersi e dimenticare.
    Il Tuo scritto mi ha riportato all’epoca che pensavo di averla smarrita, non perché io fossi diventata cattiva o chissà cosa. Non ho mai tradito ne ucciso nessuno ma mi sono allontanata da tutto ciò che credevo.
    Poi succede che in una delle mie tante meditazioni l’ho “ritrovata”. Non l’ho mai raccontato a nessuno. Penso che un giorno lo scriverò, sarebbe bello condividerlo…
    Felice di essere passata di qua!
    Tornerò.

    1. Ciao Sara, è un piacere conoscerti!
      Sono d’accordo sul fatto che sarebbe bello, e molto interessante, che tu scrivessi questa tua esperienza. In molti si perdono e purtroppo dimenticano perché di questi argomenti si parla troppo poco. Bisogna puntare nuovamente la luce su argomenti che sono importanti per vivere bene e dare un senso alla vita… che non è solo divertirsi e fregarsene di tutto!
      Ciao, buona serata.

      1. Ci sono voluti anni, nelle mie meditazioni ciò che vedevo era in continuo mutamento; un perdermi nel ritrovarmi. Lo scriverò, ci vorrà un po’, magari a puntate!
        Grazie per l’idea, sarà catartico! 🙂

          1. Ciao Mister.
            Ho deciso di raccontare la mia storia e vorrei iniziare da questo post. Visto che sei stato tu a darmi l’idea, vorrei usare una tua frase nell’introduzione, poi mettere il link a questo post e iniziare il mio racconto. Posso farlo?

  6. Carissimo Mr. Loto, il tuo scrivere in modo così chiaro e semplice di qualcosa molto difficile da interpretare, mi ha fatto gioire.
    L’anima è al primo posto anche per me. È vero tutto ciò che scrivi. Oggi c’è tanta confusione su di essa ma anche perché i giovani si distraggono molto di più su cose materiali considerando stupida ed inutile la fede. Non si riflette più sul proprio io interiore, anzi non viene minimamente considerato e quindi per queste persone se non esiste l’anima non esiste anche la morte di essa. Inoltre é la cultura ad essere cambiata e l’educazione oggi porta verso il materialismo. Stesso le famiglie non ne parlano e ne rifiutano loro stessi l’esistenza.
    Quindi quei pochi che restano, approfondiscono e credono in essa, possono ben poco sul resto della società.
    Spero di sbagliarmi ovviamente ma forse bisognerebbe cambiare l’approccio verso la conoscenza di certi argomenti. Buona giornata e ti abbraccio, ciao.

    1. Sono d’accordo con te ma, anche se possiamo fare poco sul resto della società, possiamo sempre cercare di riportare l’attenzione su certi temi almeno tra le persone che abbiamo intorno. Purtroppo spesso anche chi crede in Dio e sa quanto sia importante curare il proprio spirito, difficilmente ne parla con gli altri. Ha paura di essere considerato “antico” e magari preso in giro. Però è importante essere coraggiosi e fare la propria parte per aiutare le persone a ritrovare la dimensione spirituale che sta andando perduta. È un modo profondo di voler bene.
      Buona serata.

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