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L’Enigma della Camera 622 – Recensione

di Joël Dicker

L’Enigma della Camera 622 – Recensione Libro

L’Enigma della Camera 622

di Joël Dicker

L'enigma della camera 622 - Recensione libro
L’enigma della camera 622

 

Titolo originale: “L’Énigme de la chambre 622”

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2020

Editore: La nave di Teseo

Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra

Recensione libro: Ottimo

 

Trama

Lo scrittore Joël, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza, decide di trascorrere qualche giorno di vacanza in un elegante hotel in montagna. Nella camera attigua, che curiosamente è numerata 621 bis, c’è Scarlett, una donna bella e sola.

Dopo aver fatto conoscenza, i due iniziano a chiedersi perché al posto della camera 622 ci sia una 621 bis. Dato che i dipendenti e il direttore dell’albergo sembrano essere reticenti, Joël e Scarlett iniziano ad indagare. Per risolvere l’enigma la coppia dovrà avventurarsi in una intricata storia di banchieri e agenti segreti che li porterà a una verità del tutto inaspettata.

Incipit

«Erano le sei e mezzo del mattino. Il Palace de Verbier era immerso nell’oscurità. Fuori era ancora buio pesto e nevicava copiosamente. Le porte dell’ascensore di servizio si aprirono al sesto piano. Apparve un dipendente dell’albergo, con un vassoio della colazione, che si diresse verso la camera 622.»

Recensione di L’enigma della Camera 622

Prima di leggere questo romanzo ho letto molti pareri discordanti in merito e non sapevo quindi cosa aspettarmi. Diversi lettori hanno accusato Joël Dicker di aver scritto questo libro solo per mettere in mostra le sue capacità tecniche di scrittore. Altri ritengono che la trama sia poco credibile, altri ancora non hanno sopportato i numerosissimi flashback su cui la stessa trama è costruita.

La mia recensione di L’enigma della camera 622 andrà però in tutt’altra direzione.

Prima di tutto è innegabile che Dicker sia abilissimo nella costruzione di storie complesse ed originali. Il suo stile è godibile e fresco e, secondo me, nemmeno i tanti flashback presenti in questa storia rendono la lettura complicata o sgradevole. Trovo naturale che un autore in grado di scrivere in un certo modo, prima o poi, senta l’esigenza di mettersi davvero alla prova. Certo, la trama, soprattutto quando ogni mistero è svelato, non è particolarmente verosimile. Ma è davvero così importante?

Penso che chi legge romanzi di questo tipo cerchi più uno svago che l’assoluta aderenza alla realtà. In caso contrario si affida sicuramente ad autori diversi, conosciuti per il loro verismo.

La verità è che, nonostante qualche trovata eccessivamente fantasiosa, leggere L’enigma della camera 622 mi ha divertito parecchio.

L’enigma della Camera 622, più di un semplice Giallo

Il libro inizia con un omicidio ma si arriva a tre quarti della lettura senza sapere chi sia il personaggio ucciso. Questo spinge il lettore a domandarsi continuamente chi sia la vittima mentre, in contemporanea, cerca di scoprire l’assassino. Sembra assurdo, eppure durante la lettura succede esattamente questo.

Il senso dei frequenti flashback è proprio questo. Svelano i personaggi un po’ alla volta, lasciandoci intravedere parecchi risvolti possibili.

Un’altra particolarità è che L’enigma della camera 622 ha una storia nella storia. Dicker chiama lo scrittore protagonista come sé stesso e lascia intendere che, oltre alla trama del giallo, quello che racconta è il modo in cui il libro ha preso vita. Mi sono piaciute molto le piccole invasioni della vita “reale” dello scrittore nella stesura del giallo. In pratica, lo scrittore ha inserito tra le pagine dei piccoli dettagli (un campanello che suona, la riflessione davanti a un panorama) che non c’entrano nulla con la trama ma che sono vissuti realmente da Joël Dicker mentre scriveva. O almeno questa è la sensazione che l’autore voleva dare.

Il finale è una doppia sorpresa, sia per quanto riguarda il giallo che per quanto riguarda la storia dello scrittore. Sono riuscito ad individuare sia la vittima che il colpevole solo poche pagine prima che fossero svelati.

Certo, questo libro non è adatto a chi legge saltuariamente o a chi non ama le trame molto costruite. Per tutti gli altri, però, è veramente una lettura originale, diversa da qualsiasi altra cosa abbiate mai letto. È un libro lungo, più di seicento pagine, ma non annoia perché tiene la mente occupata con la curiosità.

Concludo la mia recensione di L’enigma della camera 622 consigliando questo libro a chi ama leggere e a chi ha bisogno di allontanarsi dalla realtà quotidiana per molte ore.

Citazione

«Non l’amava più, ma l’amava malgrado tutto. Quando hai amato qualcuno, lo ami per sempre.»

Curiosità

  • Joël Dicker è del 1985 ed è nato a Ginevra. Ha raggiunto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, pubblicato nel 2013.
  • L’autore ha dedicato L’enigma della camera 622 al suo editore Bernard de Fallois, scomparso nel 2018.
  • Dicker ha vinto nel 2010 il Prix des écrivains genevois, nel 2012 il grand Prix du roman de l’académie Francais e il Prix Goncourt des lycéens.
  • L’enigma della camera 622 è il sesto romanzo scritto dall’autore

L’Enigma della Camera 622 – Recensione Libro

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