Comportamento

Non Sentirsi Abbastanza

Perché non ci si sente all’altezza?

Non Sentirsi Abbastanza

Penso che ultimamente sia capitato a molte persone di non sentirsi abbastanza. In una società competitiva come la nostra, è facile paragonarsi agli altri e provare sconforto. Bisogna stare al passo, essere qualcuno.

Non sentirsi abbastanza

La costante pressione esercitata, spesso anche inconsapevolmente, dai nostri coetanei, dalla famiglia e dalle sfide lavorative spinge a non considerarsi all’altezza della situazione.

Così capita di non sentirsi abbastanza bravi, abbastanza belli, abbastanza intelligenti. Magari non riusciamo ad avere un lavoro invidiabile, una relazione stabile o una bella casa. Se non siamo riusciti a raggiungere tutto ciò che è considerato “giusto” dalla società per la nostra età, pensiamo di essere sbagliati. Se altri ci riescono è sicuramente perché siamo noi ad avere qualcosa che non va.

Purtroppo questo è un tipo di mentalità autolesionista di cui sento parlare spesso e, ahimè, soprattutto tra i più giovani. Nemmeno io ne sono stato immune in passato.

La sensazione di non sentirsi abbastanza è talmente diffusa che, molto probabilmente, è capitata o sta capitando anche a te.

Ferma i pensieri e fai un respiro profondo perché voglio raccontarti una storia.

La Storia del Secchio Rotto

C’era una volta una vecchia signora che, ogni mattina, andava a piedi fino al fiume per prendere l’acqua che usava per bere, cucinare e pulire. Portava con sé sempre due secchi. Uno dei secchi era nuovo e tratteneva l’acqua in modo perfetto. L’altro aveva delle piccole crepe dalle quali un terzo dell’acqua contenuta colava lungo il cammino che portava la vecchia a casa.

Il secchio rotto cominciò a non sentirsi abbastanza utile all’anziana signora che faticava tanto per portare l’acqua con sé. Così un giorno, mentre andavano verso il fiume, le parlò.

«Mi dispiace di avere delle crepe e renderti così la vita più difficile. Negli ultimi anni ho perso molta acqua tutte le mattine. Capirò se vorrai sostituirmi con un secchio integro.»

La vecchietta sorrise e gli rispose: «So bene che hai delle crepe. Guarda tutti i fiori che sono cresciuti lungo il sentiero che porta al fiume. Io ho piantato i semi ma sei stato tu ad annaffiarli ogni giorno!»

Qualche Riflessione

Cosa ci insegna questa storia sulla sensazione di non sentirsi mai abbastanza? Che tutto dipende da come giudichiamo le nostre crepe.

Non sentirsi abbastanza nelle relazioni, nel lavoro e nella vita in generale dipende dal fatto che non riusciamo a vedere il quadro generale della situazione. Per usare le metafore dalla storia, vediamo il secchio che si svuota ma non i fiori che sbocciano. Giudichiamo il nostro essere diversi dagli altri come un difetto piuttosto che come una possibilità.

Il punto è che tutti, davvero tutti noi abbiamo delle crepe. A volte sono visibili, altre ben nascoste, ma ci sono. Quello che conta è non lasciarsi rovinare l’esistenza pensandoci troppo. Spesso sono proprio quelle crepe a rendere la nostra vita o quella di chi abbiamo intorno più bella. Non dovremmo mai dare per scontato i fiori che sbocciano grazie al nostro passaggio su questa Terra.

Ogni tanto capita di non sentirsi abbastanza ma, quando succede, scegli di vedere i fiori dalle crepe del tuo secchio. Tutta la prospettiva sulla tua vita cambierà.

Lettura consigliata: Non voglio più piacere a tutti di Maria Beatrice Alonzi

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8 Commenti

  1. Bellissima storia quella dei secchi. Purtroppo tanti di noi non riescono a valorizzarsi, a scoprire i propri talenti, o a vivere sereni anche senza. Quindi arrivano depressione, stanchezza, sfiducia. Mentre non bisognerebbe mai smettere di essere pacati, di sorridere, di vivere in tranquillità. Ma credo sia dna più che capacità personale. Una predisposizione naturale alla serenità d’animo. Ma bisogna rendersi conto che vivere male, nell’acredine e nel malanimo porta solo l’infelicità.

    1. Tutto sta nel cercare di vedere l’utilità dei nostri limiti. L’esperienza mi dice che ciò che giudichiamo sbagliato o limitato in noi può essere di grande aiuto non soltanto a noi stessi in certi frangenti difficili della nostra vita, ma anche alle altre persone che incontriamo nel percorso della nostra esistenza. È giusto cercare di migliorarsi ma è anche importante capire che ciò che non può essere cambiato ha sicuramente un motivo di essere.
      Ciao, a presto.

  2. Non dirmelo che è un cruccio. Pensare a mia figlia, l’ho sempre valorizzata e fatta sentire importante ma molto spesso mi dice che non si sente in grado o che si sente “inferiore”. Continuo a darle importanza sperando che un pò alla volta funzioni. Bella la storiella, gliela racconterò 🙂 buona giornata

    1. Le insicurezze sono normali quando si è giovani… ma tu puoi sicuramente aiutarla a vedere i “fiori” che fa crescere semplicemente grazie a quello che è, crepe annesse! 😉
      Ciao, un abbraccio.

  3. Sarà che hai toccato una delle mie “ferite” storiche (l’inadeguatezza), ma ho trovato davvero bella questa tua riflessione.

    La storia del secchio che perde è molto significativa: spesso si tende ad avere lo sguardo sempre rivolto alla propria pancia, senza alzare la testa ed osservare cosa sta accadendo attorno.

    1. Esatto, spesso basterebbe spostare lo sguardo un po’ più in alto per accorgersi che tutto serve, anche le nostre inadeguatezze! 🙂
      A presto.

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