Società

Ripensare il Futuro

Il reddito e il lavoro che non c’è più

Ripensare il Futuro

La nostra generazione è la prima che è costretta ad iniziare a ripensare il futuro. Fino alla precedente, infatti, diciamo che si andava avanti per inerzia, come si era sempre fatto.

Ripensare il futuro

I miei nonni vedevano la vita come avevano fatto i loro genitori e i loro nonni. Si lavorava per assicurarsi una vita dignitosa e, quando era possibile, perfino qualche lusso. Il massimo era avere un impiego che desse la possibilità di acquistare una casa, un’auto e tutto il necessario per crescere dei figli in modo onesto. Possibilmente senza fargli mancare mai nulla, compresa l’opportunità di studiare per poi raggiungere una posizione sociale migliore. Quindi un reddito migliore e delle possibilità maggiori sotto ogni profilo.

L’unico scopo della propria vita era questo semplicemente perché si era sempre fatto così, e si pensava che il mondo sarebbe sempre andato così.

Oggi dobbiamo ripensare il futuro perché, nel frattempo, sono cambiate molte cose.

Anche se molti esseri umani aspirano ancora alle stesse cose a cui si aspirava in passato, il progresso ha creato delle variabili notevoli. Questi cambiamenti rendono difficile continuare a fare come si è sempre fatto per ottenere ciò che si desidera. È necessaria un’evoluzione nel nostro modo di pensare e di immaginare il futuro della nostra società.

Ripensare il futuro significa, prima di tutto, rivedere il concetto di reddito. Perché, parliamoci chiaro, sarà sempre più difficile trovare un lavoro per tutti. Presto diventerà del tutto impossibile.

Perché è Necessario Ripensare il Futuro

Bisogna ripensare il futuro e farlo subito. Al di là della propaganda politica, la disoccupazione è un problema dilagante che non ha una soluzione, almeno per il momento. I motivi sono moltissimi, a me ne vengono subito in mente tre.

Prima di tutto il numero degli esseri umani è in costante aumento e la vita media si è allungata molto. Questo significa che ci sono sempre più persone che hanno e avranno bisogno di un impiego e sempre più pensionati.

In secondo luogo in passato le donne non lavoravano. Sia chiaro, è giusto che entrambi i sessi possano aspirare a una carriera lavorativa ed essere autosufficienti sotto il profilo economico. Il punto è che, però, questo può significare che in una famiglia ci siano due fonti di reddito e in un’altra nessuno. I posti di lavoro che prima erano disponibili per i capifamiglia oggi sono dimezzati.

Il terzo motivo per cui è necessario ripensare il futuro è la tecnologia. Basta guardarsi intorno per rendersi conto di quanto le cose siano cambiate nei luoghi di lavoro grazie al progresso tecnologico. In moltissimi campi lavorativi le persone veramente insostituibili sono sempre meno. Tutto è automatizzato o robotico e ciò che ancora non lo è lo diventerà presto.

Tecnologia e Progresso

Invece di vedere la tecnologia come un nemico che ci ruba il lavoro, dovremmo ripensare il futuro in modo che questa permetta a tutti di vivere meglio.

Lavorare dovrebbe diventare sempre meno indispensabile per gli esseri umani perché la tecnologia può farlo al posto nostro. Un sistema robotizzato non si stanca mai e non ha bisogno di uno stipendio. Non si ammala e non ha diritti. Può lavorare h24 senza straordinari e può essere molto più preciso di una persona. Non si può competere.

Tutto questo, però, dovrebbe essere a vantaggio di tutti, non soltanto di chi ne sfrutta il lavoro. La società dovrebbe essere rivista in tal senso.

Certo, in alcuni campi l’uomo resterà insostituibile. Quanto cambierebbero però le nostre società se per la maggior parte della gente non ci fosse più l’esigenza di vendere il proprio tempo per sopravvivere? Quante persone, oggi senza reddito, ritroverebbero la loro dignità? Come cambierebbero le relazioni sociali e la felicità individuale?

Come esseri umani abbiamo sempre passato gran parte della nostra vita a lavorare, semplicemente per acquisire qualunque diritto sociale. Oggi abbiamo il dovere di ripensare il futuro per poter dedicare la nostra esistenza finalmente ad altro, a qualcosa che valga più del denaro.

Lettura consigliata: Il reddito di base. Una proposta radicale Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght

Il reddito di base. Una proposta radicale

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7 Commenti

  1. È un post scritto con intelligenza ,con soluzioni che investono in un futuro certamente diverso e magari migliore…
    Lavoro ,reddito,denaro,potere che vengono reinvestiti…” Come cambierebbero le relazioni sociali e la felicità individuale”!!

    Temo solo che anche questo verrà portato a referendum ,inserito in quelle dinamiche politiche e amministrative che dal lavoro altrui e del proprio reddito hanno fatto un tempio…dici che ne farebbero a meno riscoprendosi ad un tratto più spirituali,consapevoli di far parte di un tutt’uno ?

    Tu dici …noi intanto iniziamo a convertire i pensieri in qualcosa di diverso dal denaro ,abbiamo il dovere di crederci e di iniziare a lavorarci…lavorare senza percepire reddito ma percependo noi stessi ed il nostro vero ruolo esistenziale..chissà:)

    1. No, loro non lo faranno ma, prima o poi, ci saranno costretti. Per noi semplici cittadini, nel frattempo, sarebbe bene iniziare ad accarezzare l’idea di un cambiamento di questo tipo, bisogna rendersi conto che è possibile, non solo in futuro ma già adesso. Il problema è che è piuttosto difficile immaginare un mondo migliore quando si fa fatica ad arrivare alla fine del mese. 🙁
      Ma mai perdere la speranza, l’umanità ha superato momenti ben peggiori.
      Buona giornata.

  2. Magari si esistesse per qualcosa di diverso dal denaro. Contando poi di avercelo un futuro vista la situazione attuale … serena giornata

    1. Sarebbe ora di iniziare a pensarci perché la situazione attuale non può durare ancora a lungo senza avere effetti devastanti non solo sui singoli individui ma su tutta la società concepita come lo è adesso.
      Buona serata.

      1. Concordo con te. Ho parlato spesso con mio marito di cambiare stile di vita. Chissà se ce la faremo. Serena giornata

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