Psicologia

Smettere di Essere Drammatici

Come evitare drammi inutili e vivere serenamente

Smettere di Essere Drammatici

Credo che nel mondo di oggi ci sia un gran bisogno di smettere di essere drammatici. I telegiornali annunciano tragedie e allarmi continui, le persone si lamentano continuamente di quello che non hanno, i ragazzi fanno di tutto una tragedia. Ma non si può continuare a vivere così!

Smettere di essere drammatici

Spesso è difficile smettere di essere drammatici perché tutti vogliamo che le cose siano facili, piacevoli e ben ordinate. Sfortunatamente, il lavoro è frenetico, le relazioni sono impegnative, le persone richiedono il nostro tempo. Capita di non essere preparati come vorremmo o che nella nostra famiglia non regni sempre l’armonia. il mondo non è il posto prevedibile, ordinato e felice che vorremmo che fosse.

L’ attaccamento ai nostri ideali suscita ansia e la resistenza ad accettare le cose come sono alimenta la nostra tendenza a drammatizzare. Il punto è che tutto questo genera stress e lo stress porta a vedere drammi anche dove non ci sono.

Dobbiamo quindi sforzarci di smettere di essere drammatici per uscire da questo circolo vizioso e tornare a fare pace con la realtà.

Come Smettere di Essere Drammatici

Evitare di reagire in modo eccessivo agli alti e bassi della vita permette di avere il cuore sempre in pace. Questo perché si mantiene sempre la mente lucida nelle situazioni che, in caso contrario, sarebbero incontrollabili.

Smettere di essere drammatici ci permette di valutare le realtà per quella che è, senza scomporci troppo. È infatti la nostra resistenza ad accettare le cose come sono ad alimentare il nostro dramma.

Dato che anch’io sono un essere umano, a volte capita anche a me di drammatizzare. Quando mi accorgo di avere questa tendenza di solito mi fermo a riflettere su una serie di punti che sono diventati la mia strategia per evitare drammi inutili.

Come Evitare Drammi Inutili

Qui di seguito il mio promemoria.

  • Il dramma è solo nella tua testa: lo crei tu, lo inviti tu, lo alimenti tu.
  • Non giudicare gli altri, non conosci i loro problemi profondi. Se non puoi dire una parola gentile, non dire nulla.
  • Sii consapevole del fatto che se non accetti le cose così come sono adesso sarai infelice a lungo e non ne vale la pena.
  • Se non puoi cambiare una situazione, la sfida è cambiare te stesso rispetto a quella situazione.
  • I problemi ci saranno sempre e ti farai strada attraversando ognuno di essi.
  • Meglio non preoccuparsi perché è un modo sbagliato di usare la propria energia interiore. Invece di immaginare il peggio, immagina il meglio e come puoi realizzarlo.
  • Commettere errori è normale, è anche attraverso di essi che si impara. Le cose buone richiedono tempo.
  • Dimentica il passato e il futuro. Vivi nell’attimo presente.
  • Lavora sodo in silenzio, fai ciò che devi fare e non dare peso alle cose negative che accadono nel frattempo.

Spero che questi spunti possano aiutare anche voi a smettere di essere drammatici, ritrovando un po’ di serenità.

Lettura consigliata: L’arte di vivere in equilibrio di Erica Badalassi

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17 Commenti

  1. Tutto ok tranne una doverosa premessa. A volte il dramma c’è davvero. Esiste. Non è nella nostra testa. C’è una morte, un indidente grave, un tumore, una perdita di lavoro. Poi viene il resto, la capacità di accettazione e il far fronte alle difficoltà.
    Direi che sia saggio aggiungere uno ” a volte” a “il dramma è solo nella tua testa”. Perché succede molte volte l’ingigantire o credere insormontabili molte situazioni, siamo d’accordo, dobbiamo tirarci su le maniche e darci da fare. Su tanti fronti.

    1. Il punto è che la morte, gli incidenti, la perdita del lavoro o le malattie fanno parte della vita. Purtroppo succedono e aggravare queste situazione già difficilissime con un atteggiamento drammatico è inutile. Finché siamo vivi siamo costretti a combattere continuamente e bisogna trovare sempre la forza di farlo… altrimenti si soccombe e spesso nell’arrendersi si trascinano giù con noi anche le persone a cui vogliamo bene.
      Ciao Franco, buone Feste!

  2. Caro mister,rimane ormai sempre meno spazio per esprimere a parole mie il senso di un tuo nuovo post…quindi mi limito soltanto a prendere in ” prestito” le tue parole che si collegano e rispondono da se ,anche per me:)

    “Lavora sodo in silenzio, fai ciò che devi fare e non dare peso alle cose negative che accadono nel frattempo”

    “Credo sia davvero importante riflettere profondamente sul concetto del Panta rei. Solo così riusciremo a trovare dentro di noi il valore di quello che stiamo vivendo, sia questo positivo oppure negativo. Perché se tutti fossimo davvero consapevoli che tutto scorre, sarebbe difficile scoraggiarsi, arrendersi di fronte alle difficoltà. Pensando che tutto nella vita prima o poi passa, avremmo la certezza che anche i momenti brutti della nostra esistenza, prima o poi, avranno una fine”.

    1. È sempre bello essere sulla stessa linea d’onda… però mi piacerebbe che tu continuassi a cercare e a trovare lo spazio per le TUE parole, che sono sempre uno spunto in più, un pensiero in più, una riflessione in più.
      A presto.

  3. Beh, nei momenti difficili io ho sempre pensato alle parole dei miei genitori. Mio padre mi diceva sempre: “A tutto c’è rimedio, tranne che alla morte”, mentre mia madre sosteneva che :”Dopo una grossa guerra c’è sempre una grossa pace”. Queste due citazioni mi hanno confortata a lungo perché contenevano ciò che essenziale per andare avanti nella vita senza drammatizzare troppo: la speranza!
    Un altro esempio mi è venuto da due mie colleghe che avevano entrambe perso una figlia, bella, intelligente, giovanissima, per suicidio. Questo è un dolore che credo sia il più grande che una persona possa subire. Eppure loro, superato il periodo terribile successivo alla tragedia, erano le persone più buone, sensibili, generose, calme e, almeno apparentemente, serene del mondo. Non si arrabbiavano mai, non si sentivano offese per le piccole sgarberie o meschinità dei colleghi, non drammatizzavano…Loro dicevano che, nella vita, ci sono dolori profondi e molto difficili da sopportare, ma tutto il resto è superabile e non vale proprio la pena prendersela.
    Ecco, io credo che sia necessario discernere tra ciò che veramente merita la nostra preoccupazione, come malattie incurabili o drammi esistenziali in famiglia, perdita di ogni forma di sostentamento ecc…e i piccoli e risolvibili problemi della vita.
    Grazie per i tuoi consigli!

    1. Se ci fai caso, le persone che tendono a drammatizzare tutto sono proprio quelle che, in linea generale, sono state piuttosto fortunate nella loro vita e non hanno dovuto affrontare problemi o perdite gravi.
      Bisogna abbracciare un po’ di leggerezza, almeno là dove è possibile farlo. Se non ci riesce naturale per il nostro benessere interiore, cerchiamo almeno di farlo per chi ci vuole bene.
      Molto sagge le parole dei tuoi genitori. Ne dovremmo far tesoro tutti.
      Un abbraccio.

    1. Proprio così, bisogna cercare sempre di affrontare quello che la vita ci mette davanti con determinazione… anche perché l’alternativa è stare peggio!

    1. Buongiorno Paola, puoi seguire il blog inserendo la tua email nel modulo “Iscriviti al Blog” presente nella barra laterale a destra e poi cliccare su Iscriviti.
      Un saluto

  4. Si potrebbe mettere nei buoni propositi per il nuovo anno. Ma non si fa forse così ogni anno? Troppo spesso il libretto d’istruzioni sulla gestione della vita lo scordiamo in un cassetto, e non ricordiamo quale. Il carattere, l’educazione ricevuta, la scuola di vita e molto altro determinano le nostre reazioni alle avversità. Io sono tra quelli che non ricordano in quale cassetto ha messo il libretto. La soluzione come dici tu, potrebbe essere vivere il più possibile il presente e navigare a vista. O almeno provarci. Che l’anno nuovo ti sia propizio.

  5. Ciao Loto, sono entrata a leggere questo post attirata dal titolo perché in questo periodo mi sento “drammatica” anche io. Non nel senso che attacco i manifesti creando allarmismo 😀 Ma nel senso che vivo con me stessa problemi che non esistono e che non so da dove siano venuti fuori alla mia mente. Sto cercando piano, piano di darmi una calmata accettando il fatto che non posso controllare tutto -soprattutto gli altri- e cercando di apprezzare tutto quello che ho perché non mi manca davvero nulla, dal lavoro, alla salute passando per l’amore in tutte le sue forme.
    Un esercizio difficilissimo ma per un periodo ci son riuscita quindi non vedo perché non dovrei tornarci su 🙂
    Un abbraccio-
    PS apprezzo molto i tuoi post e gli argomenti che tratti, anche se manco spesso ultimamente sia qui che da te.
    PPS. Leggerò il libro che hai suggerito, appena inserito nella mia lista 🙂

    1. Hai scritto “vivo con me stessa problemi che non esistono”, quindi sei già perfettamente consapevole ci quel che è la situazione. Sono sicurissimo che riuscirai ad uscire da questo periodo “drammatico”! 🙂

      Grazie per essere passata, a presto.

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