Comportamento

Uscire dalla Comfort Zone

Cos’è la zona di comfort e come si supera

Uscire dalla Comfort Zone

Molte persone passano tutta la vita senza mai uscire dalla comfort zone senza rendersi conto che farlo li aiuterebbe a crescere e a stare meglio.

Uscire dalla comfort zone

Ma cos’è la zona di comfort? È uno stato psicologico che ti spinge a non metterti mai in gioco, a non impegnarti in nuove esperienze o affrontare sfide. Rinunciando a percorrere nuove strade e a provare nuove cose ci si adagia nella comodità della propria routine. All’interno della zona di comfort, infatti, le persone partecipano solo ad attività che gli sono familiari, dandogli la sensazione di avere un totale controllo su tutto.

Uscire dalla comfort zone significa rinunciare alla sicurezza dell’abitudine per assumersi un rischio, seppur minimo. Chi non riesce a farlo, percepisce una notevole ansia al solo pensiero di rinunciare a ciò che conosce. Questo perché affrontare il cambiamento lo fa sentire a disagio mentre ciò che conosce lo tranquillizza. Qualsiasi cosa al di fuori della zona di comfort crea incertezza e l’incertezza fa sentire ansiosi.

Così molta gente preferisce ancorarsi a ciò che la rassicura per evitare sentimenti di ansia, stress o dolore.

Perché Uscire dalla Comfort Zone?

Certo, questa bolla di sicurezza può sembrare una scelta giusta e confortevole, ma non lo è. In realtà ci impedisce di crescere e di fare le cose che vorremmo ma che non abbiamo il coraggio di fare. Anche se in fondo sai di poter far di più, l’idea di sfidare i tuoi limiti ti spaventa così tanto da impedirti anche solo di provarci. Così ci si ritrova con un lavoro insoddisfacente, una relazione logora, una vita senza infamia e senza lode già tracciata.

Correre qualche rischio ti aiuta a scoprire il tuo vero potenziale, a raggiungere i tuoi obiettivi e a vivere una vita più appagante.

Però parliamoci chiaro, uscire dalla comfort zone non è per niente facile. Anche se vorremmo crescere, l’attrazione della comodità è forte. Quando tutto è facile e sicuro, è naturale voler restare in quella situazione, anche se rischi di perdere la vita che avresti il potenziale per vivere.

Inoltre, quando si è vittime dell’abitudine, più abbiamo ripetuto determinati pensieri e comportamenti, più sarà facile restare bloccati in quegli schemi fissi. Un cambiamento mentale e comportamentale duraturo necessita di una grande forza di volontà.

Come Cercare di Uscirne?

Un certo livello di stress e ansia aumentano le nostre prestazioni sia mentali che fisiche. Se però lo stress e l’ansia sono troppi si ottiene il contrario. È quindi ovvio che non puoi ribaltare di colpo le tue abitudini.

Il modo migliore per abbandonare la tua zona di comfort è espanderla gradualmente e trovare il tuo livello ottimale di stress.

Ti propongo 5 modi per iniziare a uscire dalla comfort zone e metterti alla prova.

  • Cambia la tua routine quotidiana. Assaggia un cibo che non hai mai mangiato, vai a lavoro a piedi o cambia la strada per arrivarci, passa un giorno senza ascoltare le notizie o connetterti ai social.
  • Scegli una paura e superala. Che sia quella di parlare in pubblico o dei ragni non importa, dimostra a te stesso che ce la puoi fare.
  • Viaggia all’estero. Parti per un posto che ha una lingua, una cultura e un cambio diverso dal nostro. Metterai alla prova il tuo modo di pensare.
  • Affronta una prova. Esercitati per una maratona, impara a suonare il violino, apprendi nuove abilità professionali. Imparare cose nuove aumenterà la tua autostima
  • Sorridi a tutti. Sorridi ai tuoi colleghi, alla signora alla cassa del supermercato e a te stesso davanti allo specchio, poi guarda cosa succede.

Se non cerchi di uscire dalla comfort zone, non saprai mai di cosa sei veramente capace!

Lettura consigliata: Esci dalla tua zona di comfort di Emma Mardlin

Esci dalla tua zona di comfort. Espandi i tuoi confini per una vita oltre i limiti

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14 Commenti

  1. Oddio.. sorridere non mi pare uscire dalla confort zone.. a meno che tu sia un orso misogino e antipatico.. ahah diciamo che è strasaputo che felicità e sicurezza non facciano sempre coppia, nel senso che la paura spesso blocca decisioni azzardate che potrebbero voler dire vita evoluta e risposta ai tuoi desideri, ma il timore dello sconosciuto ci relega nel nostro angolino sicuro, la confort zone. Che più che di conforto è e di difesa, un’armatura spesso scomoda che ci fa apparire rognosetti e antipatici. Comunque viaggiare, leggere blog, interagire con gli altri, sono tutte cose che contribuiscono a coltivare meno timori, e nutrire sicurezza in se stessi.

    1. Sorridere significa aprirsi agli altri e ti assicuro che non c’è bisogno di essere misogeni o antipatici per non riuscire a farlo con gli estranei. Sono d’accordo sul fatto che la “sicurezza” rappresenta un’armatura pesante da portare addosso ogni giorno e che è necessario trovare il coraggio di abbandonarla per scoprire la bellezza del mondo e delle nostre potenzialità.
      Un saluto.

  2. Mi si è cancellato il post? Ecco un qualcosa che mi fa ritrarre nella mia confort zone.. ahah.. a volte serve iniziativa anche per commentare su siti complicati.. tipo wordpress… comunque d’accordo sul sorriso.. meno sullo studiare violino.. ahah

  3. Io gli unici cambiamenti che stento a sopportare sono i cambiamenti sul lavoro. Anche per via della tecnologia che secondo me non aiuta. Uscire dalla zona di confort è positivo perché lo stress (eustress) può diventare positivo … lo stress è una reazione, sinonimo di vita, non c’e vita senza reazione né senza stress. E alla fine stress diventa adattamento. Quindi lavorarci e rimboccarsi le maniche 🙂 serena giornata

    1. Esatto! Mentre lo stress che si accumula vivendo ogni giorno lo stesso giorno non trova una valvola di sfogo positivo e diventa motivo di malesseri fisici e psicologici.
      Buona giornata anche a te!

      1. Esatto. Poi non sempre è facile restare impassibili di fronte allo stress ma per fortuna è una situazione destinata a risolversi e a portare cose positive. Serena giornata

  4. La parola “abitudine”è spesso ricorrente in questo post,spero non sia attribuita anche a quella di incasellare i comportamenti delle persone attraverso personali riflessioni.Sarebbe un errore circoscrivere in “comfort zone” persone che altrimenti si snaturerebbero per come sono internamente.
    Nel caso in cui la persona si sente prigioniera dei suoi stati sono fiduciosa del fatto che tenterà in qualche modo di uscirne da sola,senza incasellamenti ulteriori… altrimenti si corre il rischio di vedere ovunque patologie .

    Affrontare il cambiamento dici…
    Oddio quanto bisogno di amore che c’è e noi che studiamo le apparenze più di sentire l’ appartenenza!

    …e il silenzio?🤔

    Saluti

    1. Per “abitudine” intendo determinate routine quotidiane che sono come i binari di un treno per la nostra vita. Consentono di andare veloci e sicuri ma guardando sempre lo stesso paesaggio. La vita può essere meglio di così.
      La cosa più pericolosa dell’adagiarsi nella zona di comfort è che non ci si sente affatto prigionieri, anzi! Spesso si ha paura di alterare la situazione come se si potesse deragliare… e invece uscirne significa soltanto concedersi di vedere ed essere qualcosa di più.
      Non è apparenza, è sostanza. E senza conoscere la sostanza di cui si è fatti veramente è impossibile trovare l’appartenenza.
      Il silenzio può essere molto, molto utile anche per far scendere le persone dal treno della zona di comfort.
      Saluti anche a te.

  5. Il tuo parallelismo con i “binari di un treno”…capisco hai reso bene l’idea(mi riporti anche ad un testo musicale bellissimo),ma se ci pensi quei binari li ha costruito l’uomo per gestire i suoi ritmi,in primis la velocità,pensa che invenzione il “frecciarossa”…li l’occhio nessun paesaggio scorge,e se vuoi scambiare due parole con l’altro viaggiatore accanto manco quello puoi fare, perché lui naviga tutto il tempo nello smartphone.Trovami un modo per uscire da queste di comfort zone e poi magari ne riparliamo…e li si eh nemmeno si sentono di essere prigionieri , soprattutto i giovani ,ma anche i meno giovani non scherzano.Per me uscire dalla comfort zone è questo,se riesci a vedere dall’esterno il carico delle persone internamente aiutale in questo ,ma non alterare la loro natura.

    Quello che sento io non è apparenza è sostanza e senza conoscere la sostanza di cui si è fatti veramente è impossibile trovare l’appartenenza…perdonami ma qui le tue parole mi calzano a pennello.

    Sul silenzio mi fa piacere quel che hai scritto,forse per questo non è mia abitudine prendere treni.

    Grazie:)

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