Riflessioni

Vita Virtuale

Come il web influenza la nostra esistenza

Vita Virtuale

La nostra sta diventando sempre più una vita virtuale e non mi riferisco soltanto ai social. Certo, questi servizi di condivisione hanno influito pesantemente sul nostro stile di vita e sul nostro lavoro. Ormai tutto è documentato, dalla vacanza al caffè del mattino, dalla relazione alla passeggiata con il cane. Ma non sono i social in sé ad estraniarci dalla realtà.

Vita virtuale

Ormai viviamo tutti una vita virtuale perché è cambiato il nostro modo di pensare e di relazionarci con gli altri. Sicuramente internet e i social ci hanno aiutato ad andare in questa direzione ma, come sempre, non è il mezzo ad essere il problema.

Vi è capitato da poco di vedere una tavolata di ragazzini in pizzeria? Sono tutti fisicamente lì, eppure quasi tutti hanno gli occhi su uno schermo. Ultimamente mi sono accorto che questa situazione si sta diffondendo anche tra le persone più mature. Ormai ci sono settantenni che passano più tempo tra Facebook e WhatsApp che con i loro familiari e amici. Starai pensando che, per certe persone, avere una vita virtuale può essere un buon modo per evitare la solitudine, e magari è così.

Il punto è che, vivendo prevalentemente on-line, si sta pian piano perdendo davvero tanto non solo della vera esistenza ma anche della propria autenticità. Infatti, cosa che mi è capitato di verificare sempre più spesso, i nostri stessi comportamenti nella vita reale stanno cambiando per andare incontro al web. Non ci hai mai fatto caso?

La Vita Virtuale Prima di Tutto

Un tempo prima di mangiare si pregava per ringraziare Dio dell’avere tale opportunità, oggi si fotografa il cibo. Non solo, si cucina curando particolarmente il lato estetico del piatto proprio per poterlo fotografare. C’è gente prevalentemente a dieta che nella vita virtuale segue profili che propongono cibo o mostra persone che mangiano. Diciamo che ci si sazia con l’immagine del cibo più che con il cibo vero.

Lo stesso vale per quando ci si trova in compagnia di amici. Quando va bene si guardano insieme cose sugli smartphone, si scattano foto per taggarsi a vicenda, si filma la situazione circostante. In altri casi si passa la serata a chattare con qualcuno che non è lì. Di sicuro si sta sempre bene attenti a come ci si veste e ci si comporta, perché di sicuro ci saranno foto e video condivisi della serata. E poi basta una brutta figura per finire in un video virale.

Non va meglio nelle relazioni sentimentali. Se on-line sono (quasi) tutti bravi con le parole, i like e i cuoricini, dal vivo si fa fatica ad aprirsi e a guardarsi negli occhi. I sentimenti finiscono nel tritacarne della condivisione mettendo in mostra baci e mani intrecciate. Poi, quando le cose non funzionano più, arrivano le vendette, anche queste condivise crudelmente con i follower che, a loro volta, condividono all’infinito. La vita virtuale diventa così in campo facile in cui amare superficialmente e ferire profondamente.

Non si tocca più niente, nulla ha più un odore, un sapore o un senso che vada oltre l’estetica di ciò che si mostra.

Le persone, l’amore e l’amicizia sono diventati come i bei piatti che vediamo su internet: se ne apprezza l’aspetto ma non se ne conosce il sapore.

Lettura consigliata: Solitudine digitale. Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale? di Manfred Spitzer

Solitudine digitale. Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?

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22 Commenti

  1. Hai ragione su tutto!
    Sai, mi sono fatta il regalo più bello in assoluto; mi sono cancellata da tutti i social! L’ho fatto circa un anno fa e mi sono resa conto già da subito che stare là “sopra” mi soffocava l’anima! Ci andavo per noia…
    Ora quando ho un momento libero leggo un libro, curo il giardino o faccio una passeggiata! Mi sembra quasi di avere ripreso in mano la mia vita. L’unica cosa che mi concedo è la lettura delle news, ma anche quelle vengono filtrate, in modo da non essere ricoperta da negatività!
    Io spero che tutti si rendano conto di quanto perdono in quella vita virtuale, perché, davvero, più che mai abbiamo bisogno di realtà!

    1. Credo che la maggior parte delle persone inizia ad usare i social per ammazzare il tempo che poi si ritrova a sottrarre alla vita vera. È veramente strano come sia facile restarvi impigliati dentro… sarà per questo che internet si chiama “rete”?
      Hai fatto bene a riscoprire quanto può essere piacevole la realtà. Che poi alla fine non sono i social ad essere un problema… il problema, come al soliuto, è l’uso sbagliato e/o eccessivo che se ne fa.
      Buon 25 Aprile.

      1. Concordo, il mezzo non ha mai colpe ma la “rete” è programmata proprio per fare in modo di rimanerci impigliati. A me continuano a mandare e-mail per invitarmi a tornare; “se hai difficoltà ad accedere clicca qua che ti spiegheremo come fare per tornare.” Sono gentili e accoglienti sperando che tu torni. Dopotutto è un’azienda che vuole profitti, l’interesse è tutto loro. Però, come dici tu, starebbe alle persone non cedere alle “lusinghe”… Speriamo!
        Buona settimana a Te!

        1. Certo! Che poi i social si possono anche usare, gli anziani ne possono trarre beneficio per alleviare la solitudine, ma non dovrebbero mai diventare un’alternativa alla realtà, agli amici veri e alla presenza fisica. Non potranno mai avere lo stesso valore, per quanto si stia lentamente finendo per crederlo.
          Buona giornata.

  2. Buona sera Mister,
    Letto tutto e condivido
    Ho solo il blog di cui nn faccio pubblicità con nessuno. Bella la partita a filotto al bar, la liticata almulino come le chiacchierate dal barbiere e dal falegname.
    Peccato che nella borgata nn ci siano telecamere x cui nn so come vengo in TV

  3. https://www.vittorinoandreoli.it
    Internet ci ucciderà – Vittorino Andreoli.

    È il link di uno psichiatra ,spesso scomodo per chi sta ai vertici ,ma tra questo tuo post e quello scritto è impossibile non percepire “connessione”.Diciamo che esistono connessioni e connessioni …quelle invisibili che chiedono impegno investendo nel desiderio di capire il proprio ruolo nel mondo salvaguardandolo fin dove è possibile e quelle che si donano in modo gratuito sotto gli occhi di tutti ,nell’inganno della visibilità virtuale ,dove rientrano diversi esempi riportati nel post.

    Evidentemente hanno un importanza entrambe le connessioni ,anche solo per comprendere quale delle due porta a s-connessioni ,con se stessi e con tutto il creato…

    ” Le persone, l’amore e l’amicizia sono diventati come i bei piatti che vediamo su internet: se ne apprezza l’aspetto ma non se ne conosce il sapore”.

    Il problema secondo me è una marcata assenza spirituale…come si può conoscere il sapore se non si comprende in cosa stiamo digiunando?

    A presto…

    1. L’articolo che mi hai segnalato è molto interessante e sicuramente amplia i concetti che volevo esprimere in questo post. Mi ha fatto molto riflettere la frase con cui hai concluso il tuo commento. È vero ed è terribilmente triste perché, almeno nell’immediato, non c’è rimedio. Un’esistenza ormai diventata abbondantemente virtuale che parte già svuotata di spiritualità è davvero una vita “morta”.
      E mi viene in mente una frase di Gesù: “lascia che i morti seppelliscano i loro morti.” (Matteo 8, 18-22)

      Grazie, ti auguro una buona giornata.

      1. Caro mister merirterebbe un post a parte quella frase del Vangelo…

        Io posso solo aggiungere che la nostra ferita è davvero frutto di Amore quando viviamo quel vuoto non sostituendolo e colmandolo con altro (tempo) ma donandolo agli altri ,al prossimo … «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo»

        Anche andare alla sepoltura del proprio genitore ,del padre, diventa una scusa per non impegnarsi con il Padre…per non cambiare ,per non rinascere. Ma ognuno di noi beneficia del libero arbitrio,può scegliere liberamente la strada da percorrere ,Gesù ama tutti indistintamente ,siamo noi che dobbiamo rinascere quotidianamente…

  4. Il social è veicolo pubblicitario purtroppo, e i gestori sanno che il traffico serve soprattutto a loro. Ora, non per fare il monello, ma anche i blog stanno prendendo una piega spesso propagandistica.. il tuo è un esempio.. per arrivare a leggere tutto il testo e arrivare alle risposte, Mr Loto caro, devo passare in mezzo ad una serie di pubblicità a cascata. Capita solo da te.. io non so cosa tu veda sulla tua pagina ma se vuoi ti mando le foto per mail così tocchi con mano..

    1. Non c’è bisogno della foto, ti credo, ma mi sembrava di averti già spiegato che è Google a scegliere le pubblicità e la loro quantità che, evidentemente, non è uguale per tutti.
      Un saluto.

  5. Qui tocchi un tasto dolente. Anche mio marito sta sempre a quel dannato telefono. A volte anche quando si mangia. L’altro giorno siamo andati al bar a bere qualcosa ed è stato tutto il tempo al cell. Gli ho brontolato e chiesto di smetterla ma non l’ha fatto. Mia figlia torna a casa e uguale, anche a lei proibisco il telefono a tavola ma va a finire che fa quel che vuole con la scusa “mamma ti metto una canzone, senti che bella”. Ma poi proibire se ha un esempio “negativo” a casa è ancora più difficile. Anche io uso il cell ma non se sono con amici o i miei cari. Va beh … buona giornata

    1. Anche a me succede continuamente ed è qualcosa che frustra parecchio. Quando si è in presenza di altre persone bisognerebbe evitare sempre di tirare fuori i cellulari, non è solo una questione di semplice educazione ma di comunicazione. Ormai per potersi relazionare bisogna mandare dei messaggi… speriamo di non dover iniziare a farlo anche quando si è nella stessa stanza!
      Ciao Ely, buona serata.

      1. Già è proprio frustrante. Pensa che mio marito per chiamare mia figlia a tavola la chiama al cellulare. Io vado fino in camera sua non è così lontana 🙄 Allucinante guarda. Serena giornata

  6. Come per tutte le cose, servono moderazione e buon senso. Anche i social possono essere piacevoli ed utili, purché li si usi con la testa e con misura. Purtroppo i più si lasciano prendere la mano e restano invischiati nella rete. Dovremmo tutti prendere la patente anche per l’uso dei social.

    1. Quella della “patente per i social” mi sembra una gran bella idea! 🙂 Temo che in molti, al momento, non risulterebbero idonei….
      Ciao Katherine, buona serata.

  7. Hai ragione! La tua analisi della situazione è perfetta!! Anch’io , che sono in pensione, quindi non sono una ragazzina che si lascia influenzare, ho periodi che passo diverso tempo sui social. Per questo , mi sono riproposta di non esagerare con il mio tempo dato ad internet. Mi piace fb , però difficilmente scrivo qualche cosa, al massimo posto foto dei luoghi che vedo. Devo dire che, però, io guardo i social quando mi annoio, se sono impegnata, se ho degli amici, delle persone con me, i social non li uso proprio e non mi mancano. Saluti

    1. In teoria i social dovrebbero servire per lo svago e la condivisione…. ma se si usano al posto di una passeggiata nella natura o di una chiacchierata tra amici diventa un problema! 😉
      Ciao, buona domenica!

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