Comportamento

Vivere con il Pilota Automatico

5 modi per tornare a sentirsi vivi

Vivere con il Pilota Automatico

Viviamo in un’epoca alienante, che ci spinge a vivere con il pilota automatico. Veniamo allevati con l’obiettivo di “sistemarci” con una famiglia e un buon lavoro. Studiamo e poi lavoriamo per poterci permettere quattro cose e un paio di vacanze all’anno. Così ci ritroviamo per la maggior parte del tempo in un cubicolo a guadagnare soldi mentre la nostra anima muore.

Vivere con il Pilota Automatico

A volte neppure ci si accorge di vivere con il pilota automatico. Facciamo ogni giorno gli stessi percorsi, seguiamo sempre gli stessi schemi mentali, ripetiamo sempre gli stessi concetti. Hai mai notato come alle cene o durante gli aperitivi, alla fine, si dicano sempre le stesse cose perfino tra parenti e amici?

Se ti guardi intorno ti accorgi che sono, siamo, quasi tutti uguali, tutti spenti.

Tendiamo a vivere con il pilota automatico, senza essere felici e senza fare nulla per cambiare. Perché? Semplice, per delle convinzioni sbagliate.

È la strada più facile da percorrere perché non genera paure di nessun tipo. Il problema è che, a lungo andare, si diventa come degli zombie, l’uso del cervello non è più richiesto. Questa sensazione si percepisce bene, perché si ha bisogno di sentirsi vivi e, per farlo, magari ci si buttano via in esperienze forti di vario genere. Ma non è questa la soluzione perché questo escamotage serve solo a farci tirare avanti come zombie per un altro po’.

Non ci si rende conto che non scegliendo consapevolmente di fare qualcosa di meglio, di essere qualcosa di meglio, si segue un percorso verso l’infelicità. Ci si convince che è questo che fa la gente e che bisogna adattarsi perché è la vita che sceglie per noi.

Ma non è così. Siamo noi che scegliamo la nostra strada, ogni giorno.

5 Modi per Smettere di Vivere con il Pilota Automatico

  1. Segui sempre i tuoi valori. Se ti ritrovi a provare delle situazioni di disagio, sia sul lavoro che nella vita privata, c’è qualcosa che non va. È inutile giustificare la propria coscienza con un labile “lo fanno tutti”, non basta. Fai un elenco dei tuoi principi morali imprescindibili e seguili sempre. Anche quando ti sembrerà essere controproducente. Diventerà tutto più facile.
  2. Usa le tue paure come un trampolino. Se quello che desideri davvero ti sembra difficile e ti fa paura il lavoro che richiede o il possibile fallimento chiediti cosa costa rinunciarci. Vale la pena continuare a vivere con il pilota automatico solo per non rischiare nulla? I rimpianti e lo spreco della propria vita sono l’unico vero fallimento.
  3. Non credere nel destino avverso. Cerca sempre di restare fedele a te stesso e ai tuoi obiettivi e vai avanti. Sei tu e solo tu, con le tue scelte, a disegnare la tua vita.
  4. Concentrati sulle relazioni e non sulla perfezione. Smettila di cercare di essere il partner perfetto, il genitore perfetto, il dipendente perfetto. Ti costa tempo, fatica e costante insoddisfazione, meglio investire i tuoi sforzi nelle relazioni. Trascorri del tempo con le tue persone preferite perché il tempo è limitato, e loro sono la cosa più importante del mondo.
  5. Libera i sogni nel cassetto. Quando si desidera realizzare qualcosa di solito ci si convince che è troppo difficile o troppo costoso prima ancora di pianificare seriamente l’idea. Così si accantonano i sogni e si va avanti a vivere con il pilota automatico. Invece bisogna provarci seriamente prima di dire che non si può fare.

Tornare a Sentirsi Vivi

La verità è che l’unica cosa che ti manca non sono le emozioni forti ma la determinazione. Una vita straordinaria inizia sempre dal desiderio di seguire un sogno.

Ma non puoi semplicemente sederti ad aspettare che i tuoi sogni si realizzino. Devi sforzarti di raggiungerli. Devi avere determinazione.

Puoi scegliere di essere felice oppure di diventare uno zombie, continuando a vivere con il pilota automatico inserito. Cosa vuoi davvero?

Lettura consigliata: Vivi ogni giorno come se fosse il primo di Francesca Barbieri

Vivi ogni giorno come se fosse il primo. Il lungo viaggio di Fraintesa

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10 Commenti

  1. Quando leggo questi nuovi post è un po’ un rivivere lo studio che feci per prendere la patente.

    Un argomento che conoscevo ,perché bene o male ero stata a fianco di chi già era provvisto di patente,e quindi un po di conoscenza ce l’avevo in materia ,perché avevo osservato la strada e tutto ciò che vedevo dal finestrino segnaletica compresa.Diverso è stato mettersi alla guida ,prepararsi bene mettendo in pratica la teoria.E prima di fare l’esame ricordo che sfogliavo avanti e indietro quel libro soddisfatta del fatto che sentivo di potercela fare avendo immagazzinato nozioni che ormai avevo fatto mie.Quindi il nesso al post qual è? È che non si raggiungono traguardi se prima non ti ci applichi e quindi non ci sei davvero dentro.Nel punto 4 ad esempio non puoi prescindere persone preferite e non , perché tutto fa parte del viaggio,e non puoi nemmeno capire di essere imperfetto se non miri ad essere l’opposto.Intendo dire che questi punti li capiamo meglio dopo averli esplorati nella quotidianità.Altrimenti per evitare il pilota automatico lo si diventa seguendo schemi preparatori che innescano una paura di fallire a priori,quando fallire è umano fa parte delle nostre imperfezioni.

    Tu mi puoi dire ok,ma se tu non avessi studiato teoria saresti andata incontro ad un incidente?

    In realtà finché stava l’istruttore a mio fianco io inconsciamente mi deresponsabilizzavo tanto stava lui ,il mio pilota automatico:)La vera guida è stata mettermi al volante da me…

    Buona serata

    1. Certo, è ovvio, la pratica è molto diversa dalla teoria. Ma per imparare a guidare la prima cosa che serve è il reale desiderio di riuscirci… poi i miei post sono rivolti soprattutto a chi non ha mai pensato a certi temi e si trova quindi del tutto sprovvisto degli strumenti necessari per iniziare a farlo.
      In merito al punto 4 tu hai assolutamente ragione ma bisogna iniziare a fare pratica con la retromarcia prima di imparare a parcheggiare.
      Buona serata.

  2. “Certo, è ovvio, la pratica è molto diversa dalla teoria. Ma per imparare a guidare la prima cosa che serve è il reale desiderio di riuscirci… poi i miei post sono rivolti soprattutto a chi non ha mai pensato a certi temi e si trova quindi del tutto sprovvisto degli strumenti necessari per iniziare a farlo”.

    Una guida ,un istruttore,insomma per chi è sprovvisto di strumenti,con la sola e grande differenza che:
    1)si seguano sempre i nostri valori
    2)si usino le nostre paure come trampolino
    3)non si creda al destino avverso ,cercando di rimanere sempre fedeli a se stessi e ai propri valori
    4)ci concentriamo sulle relazioni e non sulla perfezione.
    5)liberiamo i sogni nel cassetto

    Sono 5 punti motivazionali su cui non ho nulla da dire,io ho solo approfondito un punto proprio nel rispetto di tutti gli altri.Seguendo i miei valori,usando le mie paure come trampolino,non credendo al destino avverso,concentrandomi sulle relazioni e non sulla perfezione,liberando i miei sogni nel cassetto.
    Ora mi dici però che ho ragione sul punto 4,ma bisogna iniziare a fare pratica con la retromarcia prima di andare a parcheggiare.

    Vale a dire ,riavvolgere la pellicola ,tornare indietro perché ho sbagliato manovra di parcheggio o perché ho centrato la destinazione?:))
    Io invece penso che ogni manovra di parcheggio è sempre stata benedetta da un retrocedere, “retromarcia”,che mi ha riportato a riparcheggiare in vecchi e nuovi spazi ,ritrovandomi poi anche con un bagagliaio colmo di ricchezze.

    1. In realtà sul punto 4 intendevo dire che chi ha già una certa consapevolezza non ha bisogno di circondarsi soltanto dalle persone preferite perché sa che “tutto fa parte del viaggio”, ma chi non ce l’ha ancora ha bisogno di iniziare da questo. 🙂

  3. È vero si vive col pilota automatico. Devo sforzarmi di seguire quelle regole. Uscire dalla zona di confort e cambiare. Ottimo spunto di riflessione questo post. Serena giornata

  4. È vero che per me il “viaggio” è ciò che dell’esistenza mi ha sempre affascinato è ancora mi affascina ,e la destinazione a cui mi riferisco è integrata al viaggio stesso ,senza amore nessuna spinta mi avrebbe mossa.

    Caro mister loto,
    prenda queste mie righe come una letterina di Natale per lei , unicamente per la persona che è stata sempre presente, qui dietro,tollerante,paziente , gentile amorevole anche verso le mie crisi esistenziali.
    Io non sono qui per sminuire il valore dei suoi scritti ,non sono alla ricerca di “stonature”anche se ho imparato ad apprezzarle perché fanno parte delle nostre imperfezioni,e quindi anche delle mie.

    Non so perché ti percepisco un po sulla difensiva ,non sono qui per effettuare un “sorpasso” quanto per godermi la lentezza conoscendo i miei limiti..e capita sai che a volte faccio una sterzata o una brusca frenata ,come a voler scanzare un imprevista e carina presenza in strada, a cui devo la precedenza ,spero che mai da me dipenda un tamponamento se non fosse per il desiderio di salvezza del momento…

    Credo che nella e della mia evoluzione spirituale Dio mi abbia messo dinanzi qualcuno o forse più di qualcuno verso cui provo un immenso senso di Amore e di Gratitudine per tutto ciò che vedo in maniera più limpida,ma è anche merito di chi è distante da me e quelli che sento miei valori,perché mi hanno generato un moto nell’anima mia..(forse questo che mi ha dato e non tolto il punto 4).

    Può darsi che questi scritti quindi io li veda con un ottica diversa,magari più matura ,non certo per apparir migliore,lo dico senza presunzione…mentre lei da bravo maestro è tornato alle prime lezioni che non sto a sindacare o ad avere motivo alcuno di farlo se possano essere di aiuto,come giustamente scrivi ,ognuno le potrà usare come spunto per valorizzare la propria autenticità ,che può essere anche la mia ,la sua per ciò che sentiamo di essere comunicandolo e condividendolo.

    Andare in retromarcia è soprattutto umiltà per me,voglia e desiderio di rivedere i propri passi e saper riconoscere gli errori qualora ve ne fossero,e /o fatti notare dall’altra parte con altrettanta umiltà.Solo così il nostro parcheggio che sarà inevitabilmente temporaneo,ci farà sentir sereni ,sperando di raggiungere la leggerezza definitiva dell ‘Alto “nella migliore versione di noi stessi”.

    Quindi se ho urtato un po la sua vettura ,
    me ne prenderò cura …e per qualsiasi sinistro darò la mano destra…😉

    Saluti e serene festività

    1. Non hai urtato nulla Lara, e mentre lo scrivo sorrido. Proprio perché tu hai raggiunto un certo livello, leggi i miei scritti con una maturità spirituale diversa da quella che avevi molti anni fa. Me ne accorgo e mi fa molto piacere, perché mi hai fatto sentire utile.
      Il punto è che vorrei aiutare qualcun altro, se possibile, a salire un piccolo gradino sulla scoperta di queste tematiche che sono così importanti per me e che ritengo basilari per una vita che abbia un senso. Tendo quindi a ripartire sempre dalle basi perché quando poi si acquisiscono determinate conoscenze si può andare avanti sulle proprie gambe.
      I tuoi commenti sono sempre un arricchimento, non li ho mai vissuti come un “sorpasso” in senso negativo, anzi, è sempre bello quando mi fai notare cose che a me erano sfuggite.
      Un abbraccio.

  5. Io ho sempre desiderato fare l’insegnante, fin da bambina. Trovavo che, trasmettere le nozioni che possedevo e vederle acquisite nelle persone cui le rivolgevo, fosse molto gratificante. Poi avevo scoperto la passione per la musica e avevo deciso che quello poteva essere un mezzo ancora più soddisfacente per realizzarmi, perché comprendeva due passioni contemporaneamente. Ogni volta che gli alunni imparavano a suonare la prima canzoncina e vedevo i loro volti felici provavo molta gioia. Era un dare e avere continuo. Desideravo anche non rimanere sola, visto che ero figlia unica, e riuscii a formare la mia piccola famiglia. Siamo solo in tre, abbiamo e abbiamo avuto i nostri alti e bassi, ma ci compensiamo rispettando le nostre diversità e sviluppando interessi diversificati e condivisi. La mia può sembrare una vita banale e ordinaria, ma sono contenta così.

    1. Io direi piuttosto che la tua vita è il riassunto di tutti i punti… e il fatto che tu ne sia contenta significa che, nonostante gli errori naturali e che a tutti capita di commettere, hai fatto tutto nel modo giusto. 🙂
      A presto!

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