26/04/2013  -  Mr.Loto
Stato e Cittadini
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Rileggendo una delle più belle opere di Sant'Agostino "La Città di Dio", che tra i vari argomenti affronta  anche quello del rapporto tra lo Stato ed  i cittadini, mi sono reso conto di come l'animo umano, nell'arco della storia, non si sia evoluto affatto.
Anche se il progresso tecnologico in questi anni ha fatto passi da gigante, lo stesso non è accaduto per l'evoluzione spirituale delle persone.
Questo è quello che scriveva Sant'Agostino nel 413 d.C. descrivendo il rapporto che c'era tra lo Stato ed i cittadini a quei tempi:
" I cittadini non si preoccupano che lo Stato sia corrotto o depravato. Basta che si regga, dicono; basta che prosperi nella ricchezza, ( ... )tranquillo nella sua stabilità. Interessa che aumentino le ricchezze per far fronte agli sprechi continui, con cui il potente può asservire a se i cittadini." 
" I cittadini non acclamano gli uomini di Stato che curano i loro veri interessi  ma coloro che favoriscono i loro piaceri, che non comandano cose difficili, che non proibiscono la disonestà."
" Agli uomini di Stato non interessa che i cittadini siano buoni ma solo che siano sottomessi; i cittadini obbediscono agli uomini di Stato non perchè questi difendono la moralità, ma perchè sono governanti dello Stato e garanti di una vita godereccia."
" Con le leggi si fa più attenzione a chi nuoce alla vigna di un altro e non ai valori della vita. Davanti al giudice viene condotto chi molesta, chi danneggia roba, casa e salute altrui ma per il resto, ognuno faccia quello che vuole e piace. Abbondino le prostitute per quanti ne vogliono approfittare e non hanno mezzi per mantenersi una donna; si costruiscano ville sontuose, si imbandiscano lauti banchetti, a piacere si beva, si vomiti, si scialacqui, giorno e notte!"
" Ovunque strepitino le danze, i teatri risuonino di risa dissolute, sia ritenuto nemico pubblico colui al quale tutto questo non va a genio. Si disprezzi chi giudica la società umana così eticamente corrotta perchè i cittadini non si preoccupano che lo Stato sia coperto dalla piaga della corruzione e dell'ingiustizia, si preoccupano solo che si conservi e duri."           
                                               ( La Città di Dio, II-20 )
Quello che si nota subito, in analogia con i nostri tempi, è come il rapporto tra lo Stato ed i cittadini mantenga invariati gli stessi problemi per la mancata evoluzione del nostro spirito.
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