Home / Coltivazione tartufi, consigli sulla coltivazione del tartufo

Coltivazione tartufi, consigli sulla coltivazione del tartufo

Coltivazione Tartufi

Come sappiamo il tartufo è un fungo sotteraneo e come tale non è in grado di nutrirsi da solo. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori.

Coltivazione tartufi

 

Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo.

La coltivazione tartufi consiste quindi nel ricreare con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questa tecnica è chiamata in gergo micorizzazione e consiste nel lasciare le radici della pianta a contatto con le spore del tartufo che si intende impiantare.

In genere questo procedimento si attua su piantine ancora piccole. Queste, in caso di coltivazione, si andranno poi a piantare su un terreno idoneo alla coltivazione dei tartufi. Ovviamente il terreno andrà  preventivamente preparato.

La micorizzazione può tuttavia essere praticata anche su piante adulte. In questo caso dovranno essere annaffiate a più riprese con acqua di lavaggio dei tartufi o con acqua e tartufi fradici. L’annaffiatura dovrà essere fatta in un raggio di circa 5 metri attorno alla pianta interessata.

Se invece si vogliono avere più certezze (ma mai la sicurezza al 100%) è bene sapere che in Italia le piante micorizzate vengono prodotte da vivai specializzati e sono generalmente di ottima qualità.

In caso di acquisto si consiglia di chiedere piante certificate in quanto assicurano una maggior garanzia di successo rispetto a quelle sprovviste di certificazione. La certificazione delle piantine micorizzate per la coltivazione tartufi viene infatti rilasciata dalle Università o da altri enti preposti. Questi rispondono ad un rigido protocollo e sono quindi in grado di offrire maggiori garanzie di successo.

Coltivazione Tartufi, Cenni Preliminari

Coltivazione tartufi

In Italia sono presenti allo stato naturale e spontaneo  diverse specie di tartufi.

Non di tutte però è consentita la commercializzazione. Sono infatti solo 7 le specie commerciabili e ancora meno sono quelle di cui si può tentare di avviare una coltivazione.

La specie che ha dato i migliori risultati per quanto riguarda la coltivazione tartufi in Italia, è rappresentata dal tartufo nero pregiato. Questo è seguito a ruota da quello estivo e dal bianchetto. Per quanto riguarda la coltivazione del tartufo bianco i risultati sono stati fino ad ora deludenti.

Nel nostro paese la coltivazione tartufi è iniziata intorno agli anni ottanta e, come scritto sopra, si sono ottenuti risultati estremamente positivi con la coltivazione dei tartufi neri. Al contrario, la coltivazione del tartufo bianco, per ora non è ancora possibile. Gli studi tuttavia procedono in modo intensivo anche in questo campo (grazie soprattutto al valore economico di quest’ultimo ).

La Scelta del Terreno

I tartufi per crescere e svilupparsi hanno bisogno di un terreno ed un clima con determinate caratteristiche. Prima di iniziare una coltivazione tartufi è quindi necessario informarsi per determinare se un ipotetico terreno è effettivamente idoneo.

A tal scopo è sempre meglio avvalersi del parere di personale qualificato per l’analisi del suolo. In tal modo si andrà ad identificare quale sia la specie di tartufo più idonea ad essere coltivata per il terreno in questione.

Non sono idonei alla coltivazione tartufi i terreni troppo compatti, con un Ph acido e con la completa assenza di calcio. Vanno scartati anche i terreni che presentano una profondità ridotta (anche a causa di uno strato roccioso sotto la terra) da non permettere lo sviluppo in profondità delle radici per almeno 15 cm.

La capacità di ritenzione idrica, la percentuale di sostanze organiche e nutrienti, in qualità di fosforo, potassio e azoto sono tutti elementi che vanno analizzati a fondo.

Una volta appurato che un terreno è idoneo occorre procedere con la preparazione e la livellatura dello stesso. Arbusti, grosse pietre e tutto quanto può essere di impedimento allo sviluppo delle piante va dunque rimosso.

Le Piante Micorizzate per la Coltivazione del Tartufo

Ora è quindi il momento di scegliere la tipologia di pianta atta ad entrare in simbiosi con il tartufo.

Coltivazione tartufi
Coltivazione tartufi

È consigliabile comunque realizzare impianti di coltivazione tartufi con 2 o 3 specie di piante. In tal modo si avrà una maggiore diversificazione e variabilità con il risultato aumentare le probabilità di successo.

Attualmente il prezzo medio di una pianta micorizzata per la coltivazione tartufi si aggira sui 9/12 euro. Il loro prezzo dipende molto dalla tipologia di tartufo da impiantare.

Le piante micorizzate con tartufo nero pregiato costano in media 2 euro in più rispetto alle altre. Se sono poi certificate il loro prezzo aumenta ancora di 60/80 centesimi a piantina.

La stagione ideale per avviare un impianto adibito a coltivazione tartufi va dall’autunno alla primavera. Una volta approntati i buchi che dovranno accogliere le piante si consiglia di svasarle con attenzione e posizionarle nelle buche.

Bisogna aver cura di ricoprirle con terra molto fine al fine di facilitare la formazione di nuove radici. Queste rappresentano la condizione ideale allo sviluppo dei nuovi tartufi.

Acquista tartufo estivo

Irrigazione e Manutenzione

L’irrigazione, che non va assolutamente fatta con acqua di acquedotto (contiene cloro), rappresenta sicuramente una spinta in più al successo della coltivazione tartufi. Se fatta bene favorisce il buon attecchimento delle piante e molte volte una precoce entrata in produzione dell’impianto.

Affinché tutto si mantenga in ordine e l’impianto continui regolarmente la sua produzione di tartufi è bene eliminare dal terreno le eventuali piante infestanti. Occorre assicurarsi che le piante non siano infestate da parassiti che risulterebbero molto dannosi per la produzione stessa.

Entrata in Produzione

L’entrata in produzione di una tartufaia coltivata inizia solitamente dopo il settimo/ottavo anno dal suo impianto. La produzione a pieno ritmo invece comincia di norma tra il tredicesimo ed il quindicesimo anno. Parliamo naturalmente sempre di tartufo nero.

Attenzione alle Truffe

Anche questo campo non è esente da truffe. Da vari anni operano infatti sul nostro territorio alcune organizzazioni che hanno già truffato molte persone in buona fede.

Costoro si presentano come esperti del settore garantendo per le loro piantine micorizzate caratteristiche che sono tutt’ora impossibili a verificarsi.

Garanzia al 100% della riuscita dell’impianto, entrata in produzione dopo appena 3 anni dalla messa in opera dell’impianto, una produzione annua che va da 1 a 3 chili per singola pianta.

Non solo. Queste persone consigliano e quindi vendono (a peso d’oro) un’ipotetica “mistura miracolosa” che sarebbe in grado di assicurare il successo della coltivazione tartufi.

Contributi Regionali

Alcune regioni prevedono un contributo finanziario per la realizzazione di tartufaie ed è quindi meglio accertarsi, in caso si intendesse procedere alla coltivazione tartufi, se esistono contributi nella propria regione di residenza e se si è in possesso dei requisiti richiesti.

Coltivazione tartufi