Tricholoma equestre – Agarico Cavaliere

Funghi Velenosi 

Tricholoma equestre – Agarico Cavaliere

Fungo velenoso mortale
Fungo mortale

Il nome del fungo Tricholoma equestre deriva dalla parola latina equestris che letteralmente significa del cavaliere. Le spiegazioni inerenti alla scelta di questo nome sono più di una.

La più accreditata è quella che riguarda la somiglianza del suo colore e delle sue sfumature con quello dello sterco equino.

Tricholoma equestre - Agarico Cavaliere

La seconda è quella che sostiene che il fungo abbia la stessa colorazione che avevano gli ornamenti di un antico ordine cavalleresco. Proprio da questi pare che prese appunto il nome. Il fungo è conosciuto anche con il nome di agarico cavaliere.

Il Tricholoma equestre è caratterizzato da un cappello dal colore giallo oro con sfumature più scure al centro. È molto carnoso e con un diametro che va dai 5 ai 12 cm.

Le lamelle sono fitte ed il loro colore, che tende a diventare più scuro negli esemplari vecchi, richiama quello del cappello. Il gambo è abbastanza tozzo e dalla forma cilindrica. La sua altezza può andare dai 5 ai 9 cm mentre il suo colore può variare dal giallo oro al giallo chiaro. A volte può anche assumere una colorazione quasi biancastra.

La carne è soda e compatta, l’odore è delicato e gradevole così come il gusto che, ad un primo assaggio, risulta dolce. Il colore è bianco. Non bisogna però farsi ingannare da queste sue caratteristiche. Il fungo Tricholoma equestre è infatti velenoso mortale.

Tossicità del Tricholoma equestre

La storia del Tricholoma equestre è molto singolare. Fino ad un paio di decenni fa era considerato un buon fungo commestibile molto ricercato. In seguito, a causa di diversi casi di avvelenamento verificatisi in Francia, alcuni con esito mortale, il fungo venne considerato velenoso mortale.

Tricholoma equestre - Agarico Cavaliere

In Italia, nel 2002, il Ministero della Salute con un’ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ne ha vietato l’uso e la commercializzazione ed ha quindi tolto il fungo dall’elenco dei funghi commestibili.

La situazione che si è venuta a creare è davvero singolare. Se avete occasione di sfogliare un qualsiasi libro di funghi antecedente al 2002 potrete vedere come il Tricholoma equestre è da sempre stato considerato un buon fungo commestibile. Mai si è sentito parlare di avvelenamenti o cose del genere.

 

D’altro canto sembra davvero difficile che un fungo che è sempre stato consumato nel corso dei secoli senza provocare nessun problema diventi di colpo velenoso e per di più mortale.

La cosa che fa ulteriormente pensare è che gli avvelenamenti imputabili al Tricholoma equestre si sono verificati solo in Francia e solo in una determinata zona. In paesi come l’Italia e la Spagna invece, vi sono ancora persone che lo consumano senza conseguenze.

Sarebbe interessante sapere se tali funghi sono stati analizzati e se sì, bisognerebbe sapere se la composizione chimica è la stessa degli esemplari che crescono negli altri paesi.

In ultimo vi sono anche altre ipotesi di studiosi di funghi. Questi sostengono che i funghi che hanno causato gli avvelenamenti in Francia non sarebbero esemplari di Tricholoma equestre. Sarebbero invece funghi appartenenti ad un altra specie molto assomigliante al fungo in questione.

Come potete vedere la situazione è ancora molto incerta e molti punti non sono ancora stati chiariti. Nel frattempo, nel dubbio e a scanso di equivoci, inseriamo il fungo tra quelli velenosi.

Habitat del Tricholoma equestre

Cresce in autunno nei boschi di conifere e di latifoglie con preferenza sotto alberi come il pino, l’abete, il faggio, la quercia ed il castagno. È possibile trovarlo solitario oppure in piccoli gruppi.

È solito presentarsi nei soliti posti per cui, se lo trovate in una determinata zona, è probabile che tutti gli anni si ripresenti puntuale sempre in quella zona.

Il Tricholoma equestre cresce molto spesso interrato, ha quindi il gambo seminascosto con il solo cappello visibile.

Tricholoma equestre - Agarico Cavaliere

Photo Credit: Wikimedia Commons

Curiosità

Vi è anche un’altra ipotesi che riguarda l’origine del nome. Sembra che nel Medio Evo il suo consumo non fosse alla portata di tutti. Era probabilmente un cibo riservato ai ricchi signori, ai cavalieri del tempo, da qui il termine equestre.

Ovviamente non possiamo sapere con certezza quale sia la vera origine del termine Tricholoma equestre, nel dubbio ognuno scelga la spiegazione che più preferisce.

Si ritiene che l’assunzione di Tricholoma equestre provochi una grave forma di necrosi muscolare. I sintomi si manifestano con estrema debolezza, nausea, dolori muscolari, eritema localizzato sul viso e sudorazione.

Il Tricholoma equestre non è l’unico fungo che dopo essere stato ritenuto commestibile per moltissimi anni si rivela invece tossico. La stessa sorte era toccata al Cortinarius orellanus che negli anni ’50 fu responsabile di diversi decessi in Polonia.

La stessa cosa si può dire anche della Gyromitra esculenta, un fungo ritenuto commestibile per anni. Poi, ad un certo punto, provocò la morte di diverse persone, in particolar modo nel Nord America.

Tricholoma equestre

Attenzione:

La classificazione dei funghi e della loro relativa commestibilità vanno affidate a micologi esperti o al personale specializzato degli enti sanitari competenti. Informazioni errate o atteggiamenti superficiali in merito potrebbero arrecare gravi danni da intossicazione o avvelenamenti anche mortali. Non consumare funghi se non si ha l’assoluta certezza della loro commestibilità. Le immagini riportate sul sito www.mr-loto.it sono puramente indicative, si tenga presente che gli stessi funghi da un anno all’altro o da un luogo ad un altro possono presentarsi sotto forme e sfumature di colori leggermente diverse.

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