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Storie di Gentilezza

Storie di Gentilezza

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La gentilezza lascia sempre una traccia nel nostro spirito e nei nostri ricordi.

Hai una storia sulla gentilezza da raccontare?

Storie di Gentilezza

C’è un episodio della tua vita che ti ha fatto capire quanto la gentilezza sia importante per costruire un mondo migliore?

Ci sono persone che non dimenticherai mai solo perché sono state gentili nei tuoi confronti?

Sei stato tu, con un gesto gentile, ad aiutare qualcuno in un momento difficile?

Lascia un commento e raccontami la storia della tua personale esperienza con la gentilezza. In una società che ci fa conoscere prevalentemente storie di cronaca nera, è necessario condividere le belle storie, quelle che dimostrano che la gentilezza esiste e che le persone gentili sono ovunque.

Spesso il motivo per il quale si resta inermi davanti alle cose che non vanno è la sensazione di solitudine, la convinzione che si è i soli a desiderare un mondo migliore, e che, di conseguenza, non si è in grado di fare molto … ma non è così!

Quello che hai vissuto e/o visto, la tua storia di gentilezza, può motivare altre persone, può far riflettere, può regalare una carezza per l’anima di chi, in questo momento, ha bisogno di credere che possiamo davvero iniziare a cambiare questo mondo in meglio con la gentilezza perché non siamo soli.

Le vostre storie di Gentilezza

Racconta la tua storia di gentilezza in un commento …

Storie di gentilezza

 

 

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4 commenti

  1. Non è proprio una storia ma un fatto che mi lascia perplesso. Può sembrare anche bizzarro ma il semplice gesto di accendere la sigaretta ad un fumatore può dare soddisfazione. Lo so che fumare fa male, ma la solidarietà che c’è tra i fumatori è una solidarietà fuori dal comune e che non si trova in nessun altro aspetto della vita. Quante persone vedi in giro regalare pasti ai senzatetto? (io ne ho viste veramente poche) Quanti fumatori trovi che ti regalano una sigaretta? (il 99% lo fanno)

    Era giusto per far ridere un po’ chi lo avrebbe letto 😀

  2. Avevo pausa pranzo e approfittando del momento di calma, sono andata a comprare una torta e una bibita per ritrovarmi con i colleghi ed è stato ben accolto il momento…e adesso sono interessati ad una replica .. vedrai che casino si fa..

  3. Mia madre era una contadina e mi diceva che con le buone maniere si può ottenere molto .
    Portava l’esempio dei agnelli quando mangiavano il latte dalla madre a loro non bastava avevano ancora fame,
    si avvicinavano ad altre pecore con buone maniere queste alla fine le lasciavano mangiare.

  4. CORTESIA METROPOLITANA

    di Fausto Corsetti

    Luogo: Stazione Termini di Roma; il tempo: mattina ore 7,45, orario di arrivi frenetici. Un flusso continuo di persone si avvia verso i luoghi di lavoro o di studio.
    Vedo un uomo fermarsi, tirare su da terra una bicicletta incatenata a un pilone e caduta probabilmente per una spinta. Riaccostatala con attenzione al palo, quel signore riprende la sua strada. Tutto qua. Nessun gesto eroico, nessuna frase altisonante, il destino del mondo non ha subito interferenze. Eppure…eppure, quando ci ho ripensato, un sorriso mi è affiorato spontaneamente, gli spigoli della mia giornata per un momento mi sono sembrati meno acuminati.
    Non mi faccio illusioni che il vivere urbano possa riconquistare, come per un colpo di bacchetta magica, calore e disponibilità spontanea all’aiuto reciproco. Mi pare però che, nel suo peso infinitesimale, l’episodio cui ho assistito, ribadisca che la qualità del nostro vivere assieme è frutto certamente delle grandi scelte politiche e amministrative, dell’urbanistica e della sicurezza garantita dalle forze dell’ordine, ma questi ingredienti possono guadagnare piena efficacia solo se confortati dalla disponibilità interiore di ciascuno di noi.
    Non può esistere una città a misura d’uomo se quell’uomo non si sente a sua volta coinvolto, parte solidale e amichevole nei confronti di quanti altri con lui condividono lo spazio urbano.
    Spesso ci rimproverano di curare fin quasi all’ossessione gli spazi privati, la casa soprattutto, disprezzando viceversa tutto ciò che è pubblico, nella gradazione che va dal gettare a terra cicche, cartacce, gomme americane, pacchetti di sigarette, bottiglie o lattine, per arrivare agli “insidiosi” escrementi di cane non raccolti, fino agli atti vandalici che danneggiano spazi e strutture di uso comune.
    Se cresce il numero di quanti non si limitano a non commettere azioni sgradevoli, ma agiscono con gesti di rispetto civico, proprio come “quel signore”, o anche soltanto fanno percepire la loro riprovazione nei confronti degli atti negativi a cui prima facevo cenno, qualcosa può iniziare a cambiare.
    Piccoli gesti di convivenza, piccoli gesti di cortesia.
    Essere cortesi è un’arte che deriva da un forte impegno a usare l’intelligenza per capire le circostanze sociali e, in particolare, gli stati d’animo degli altri. Questo impegno, a volte faticoso e dall’esito incerto, può realizzarsi solo quando è sostenuto dalla motivazione di prendersi cura dei sentimenti altrui.
    La persona cortese ha un’anima gentile, sensibile alla sofferenza umana e con un senso di obbligo a fare del suo meglio per alleggerire la fatica del vivere. Questo senso di obbligo, tuttavia, non è pesante, noioso o pericoloso, non sceglie i grandi gesti, i violenti sacrifici o le prediche sublimi.
    La persona cortese e gentile usa con leggerezza, ma con costanza, i mezzi naturali in possesso di tutti gli esseri umani : un po’ di attenzione, un minimo di riflessione, una scelta di parole.
    Per gli esseri umani, la cortesia e la gentilezza sono facili, facili come sorridere.
    E a proposito di sorriso, accoglienza gentile e frequentazione di locali, non citerò contesti urbani noti per la ruvidezza delle relazioni umane… Dirò solo che odio quei negozi nei quali il gestore, o un commesso male addestrato, mi accoglie con un ringhio: “Dica!…”. Invece di dire alcunché, ho subito voglia di uscire.

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