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Il Signore delle Mosche – Recensione

Il Signore delle Mosche – Recensione libro

Il Signore delle Mosche

di William Golding

Il signore delle mosche Recensione libro
Il signore delle mosche

 

Titolo originale: “Lord of the Flies

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 1954

Editore: Mondadori

Traduzione di Filippo Donini

Recensione libro: buono

Trama

Il signore delle mosche narra la storia di un gruppo di ragazzi che durante un trasferimento aereo, nel bel mezzo di una guerra (non viene specificata quale), a causa di un incidente, si ritrova catapultato su un isola deserta, caratterizzata da una natura incontaminata e selvaggia. I ragazzi che si salvano dall’incidente aereo sono tutti inglesi in età pre-adolescenziale, tranne alcuni un po’ più giovani.

Una volta sull’isola, grazie ad un’elezione più o meno democratica (non tutti votano), Ralph viene eletto capo dalla maggioranza dei ragazzi. In questo compito trova al suo fianco come braccio destro l’amico biondo con gli occhiali che, a causa della sua obesità, verrà de subito soprannominato Piggy (maialino).

I ragazzi, sotto la guida di Ralph, tentano da subito di darsi delle regole e dei compiti ben definiti ma ben presto nei ragazzi emergono istinti primordiali e rivalità che portano al fallimento del progetto.

Tutto la parte seguente del libro è segnata dalla rivalità tra Ralph e Jack, il capo dei cacciatori, che non riconosce l’autorità di Ralph. Questa rivalità porterà la comunità a dover affrontare eventi tragici che cancelleranno per sempre l’innocenza dall’animo dei ragazzi.

Incipit

“Il ragazzo dai capelli biondi si calò giù per l’ultimo tratto di roccia e cominciò a farsi strada lungo la laguna. Benché si fosse tolto la maglia della scuola, che ora gli penzolava da una mano, la camicia grigia gli stava appiccicata addosso, e i capelli gli erano come incollati sulla fronte”.

Recensione

Il signore delle mosche viene scritto da William Golding nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale e sembra portare con se le paure e gli orrori del conflitto appena terminato.

La mia recensione di questo libro è positiva per quanto riguarda la capacità narrativa e linguistica di Golding, non dimentichiamo che l’autore nel 1983 ricevette il premio Nobel per la letteratura. Torniamo alla recensione.

La prima parte de Il signore delle mosche è abbastanza lenta, forse anche troppo. La seconda  invece diventa più veloce e capace di attirare l’attenzione del lettore con alcune scene di suspense davvero ben raccontate.

Quello che invece non mi è piaciuto molto di questo racconto e che emerge chiaramente dalla lettura del libro, è la visione pessimistica che l’autore ha dell’umanità. Vi è una frase nel libro che ben rappresenta questa sua visione: “L’uomo produce il male come le api producono il miele”.

Ne Il signore delle mosche William Golding mette in primo piano il contrasto tra il bene e il male mostrando come, anche nell’animo di ragazzini innocenti, siano gli istinti violenti e negativi a prendere il sopravvento. In particolar modo questo accade se i ragazzini sono lasciati a loro stessi senza la supervisione di un adulto.

Tralasciando la visione pessimistica che Golding ha degli esseri umani, la recensione de Il signore delle mosche è positiva. Non solo la capacità narrativa e linguistica dell’autore sono ottime, ma anche le riflessioni che ne scaturiscono sulla natura dell’essere umano non sono da sottovalutare.

Citazione

“A occidente, il sole era come una goccia d’oro ardente che scivolava sempre più giù, sempre più vicino alla soglia del mondo. Tutto ad un tratto si resero conto che la sera significava la fine della luce e del calore”.

Curiosità

Dal romanzo di William GoldingIl signore delle mosche ” furono tratti due film, uno del 1963 di Peter Brook e uno del 1990 di Harry Hook.

 

Nel 1995 il famoso gruppo heavy metal degli Iron Maiden scrisse una canzone ispirata al Signore delle mosche, Lord of the flies appunto.

Il Signore delle Mosche – Recensione Libro