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La Gang dei Sogni Recensione Libro

La Gang dei Sogni – Recensione Libro

La Gang dei Sogni

di Luca Di Fulvio

La gang dei sogni Recensione libro
La gang dei sogni

 

Genere: Romanzo

Anno di pubblicazione: 2008

Editore: Mondadori

Recensione libro: Ottimo

Trama

Siamo nell’Aspromonte, nel 1907. Cetta resta incinta giovanissima a causa di una violenza sessuale. Quando nasce Natale, il suo bambino, la ragazza decide di partire per l’America, lasciandosi il passato, i brutti ricordi ed i pregiudizi alle spalle.

Appena sbarcati a New York, Natale viene ribattezzato Christmas e Cetta istradata alla prostituzione per riuscire a guadagnare qualche soldo in tempi così difficili. Ma la vita è fatta anche di sogni ed il sogno più grande di Cetta è che suo figlio possa riscattarsi.

Per questo gli racconta sempre tante storie. E Christmas costruirà la sua vita sulle storie, partendo da una gang inventata e dall’amore per Ruth…

Incipit

«All’inizio l’avevano guardata crescere in due. La madre e il padrone. L’una con apprensione, l’altro con la sua pigra libidine. Ma prima che diventasse donna, la madre aveva fatto in modo che il padrone non la guardasse più.»

Recensione

Inizio questa recensione di La gang dei sogni dicendo che Luca di Fulvio è stata una bella scoperta. Nonostante sia l’autore di altri libri di successo, inspiegabilmente non aveva mai sentito parlare questo autore italiano che invece ho apprezzato molto.

La gang dei sogni è un libro duro, che racconta della difficile realtà, ormai dimenticata, degli emigrati italiani a New York. La gang dei sogni però è anche un libro che parla di riscatto, d’amore sincero e di rapporti personali complicati ma allo stesso tempo saldi.

La trama è davvero lunga ed articolata. Per arrivare alla storia di Christmas che in fin dei conti è la più importante del libro, si parte da una generazione prima, dallo sfortunato passato della madre in Italia.

La linea temporale nella trama è interessante. Nella prima parte di La gang dei sogni si alternano passato e presente, presente e futuro. Nella seconda parte del libro, quella dedicata prevalentemente a Christmas, la trama si snoda nel presente, dando finalmente un ordine cronologico ai fatti accaduti.

Lo stile dell’autore è semplice ed asciutto. Di Fulvio non lascia troppo spazio alle descrizioni, se non a quelle necessarie all’equilibrio della storia. Non mi è piaciuta l’eccessiva volgarità lessicale usata per la descrizione di alcune scene.

I personaggi de La gang dei sogni sono vibranti, a tratti realistici seppur, in certi casi, più simili ai fumetti che alle persone reali. Christmas e Ruth sono senza dubbio i personaggi più toccanti, quelli che ti rimangono dentro alla fine della lettura. Non sono invece riuscito ad entrare mai in sintonia con Cetta. Sebbene sia la protagonista assoluta della prima parte di La gang dei sogni, quando il suo personaggio lascia spazio a quello di Christmas, non ne ho sicuramente avvertito la mancanza.

Le mie conclusioni

La gang dei sogni è certamente un libro che mi è piaciuto. La storia non è particolarmente originale e ricorda molto le ambientazioni del famosissimo “C’era una volta in America”, ma anche questa è una storia piena di sentimento, con buoni propositi e con una bella morale. È una lettura che trasporta il lettore lontano e che assorbe completamente. Mi è piaciuto anche il finale de La gang dei sogni, perché rimette ogni cosa al suo posto e dà un senso a tutta la storia.

Davvero un peccato trovare in questa bella storia tutte quelle volgarità gratuite che avrebbero tranquillamente potuto essere evitate, rendendo il libro adatto alla lettura anche dei giovanissimi. Va bene che si parla di prostitute, va bene che l’ambiente del Lower East Side di New York in quegli anni è povero e malfamato, ma trovo comunque che l’autore avrebbe potuto scegliere un linguaggio diverso per affrontare gli stessi argomenti. La volgarità è un genere di verismo che proprio non apprezzo perché, secondo me, porta ad una caduta di stile generale del romanzo. I grandi classici della letteratura insegnano che si può parlare di sesso senza essere mai così tristemente espliciti.

La sensazione è che, senza quelle note stonate, La gang dei sogni avrebbe potuto essere un libro migliore.

Concludo la recensione di La gang dei sogni consigliando questo romanzo agli adulti, a chi ama le storie degli anni venti e dei gangster ed a tutti gli inguaribili sognatori.

Citazione

«Il senso. Era questo che aveva cercato. Dare un senso alla vita. Renderla meno casuale. Era questa la perfezione, non il successo, non la riuscita, non il coronamento di un sogno o di un’ambizione, ma il senso.»

Curiosità

Luca di Fulvio, l’autore di La gang dei sogni, ha fondato una compagnia teatrale ed ha avuto modo di lavorare con la famosa attrice di teatro italiana Paola Borboni.

La gang dei sogni ha venduto più di un milione di copie soltanto in Germania dove Luca di Fulvio è un autore affermato e molto seguito dal pubblico.

Tutti i libri di Luca di Fulvio sono stati tradotti per la commercializzazione in sedici Paesi.

Per il nome della gang del protagonista del romanzo, l’autore si è ispirato alla canzone di David Bowie, appunto “Diamond Dogs”

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