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La Solitudine dei Numeri Primi – Recensione

La solitudine dei Numeri Primi – Recensione libro

La Solitudine dei Numeri Primi

di Paolo Giordano

La solitudine dei numeri primi - Recensione libro
La solitudine dei numeri primi

 

Genere: Romanzo

Anno di pubblicazione: 2008

Editore: Mondadori

Recensione libro: sufficiente

Trama

Alice ha sette anni e detesta la scuola di sci anche se il padre la obbliga ad andarci. Persa nella nebbia si stacca dai compagni e se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola ma, finendo fuori pista, si rompe una gamba.

Mattia è un ragazzino intelligente ma la sua sorella gemella è ritardata. Questo gli provoca imbarazzo di fronte ai coetanei. Quando un suo compagno li invita entrambi ad una festa, Mattia abbandona la sorella in un parco promettendole di tornare presto a prenderla.

Questi episodi, con le loro conseguenze, segneranno per sempre la vita di Alice e Mattia, che si scopriranno adolescenti molto uniti ma, allo stesso tempo, inevitabilmente divisi … come i numeri primi gemelli.

Incipit

“Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati.”

Recensione

Inizio la mia recensione de La solitudine dei numeri primi ammettendo che, pur  apprezzando le storie che parlano dell’animo umano, anche dei suoi lati più oscuri, decisamente questo romanzo non è il mio genere. Ho voluto provare ugualmente a leggere La solitudine dei numeri primi perché la trama mi sembrava interessante.

La solitudine dei numeri primi è una storia che gira intorno a quel senso di solitudine che molti adolescenti ed adulti provano nei confronti della vita; nel racconto dei protagonisti si può spesso cogliere qualche sensazione familiare, quel senso di inadeguatezza e chiusura che si sperimenta durante l’adolescenza e nei momenti più difficili dell’esistenza.

I personaggi de La solitudine dei numeri primi sono emozionanti, ben definiti, sufficientemente credibili; viene quasi voglia, a seconda del momento,  di abbracciarli o sgridarli. Bella l’idea di accostare la fredda matematica alle emozioni.

La solitudine dei numeri primi è un libro triste che affronta tematiche importanti e difficili quali l’autolesionismo, l’anoressia ed il bullismo, inadatto dunque a chi in un libro cerca svago e divertimento.

Lo stile narrativo di Paolo Giordano è piacevolmente scorrevole, La solitudine dei numeri primi dal punto di vista stilistico può essere letto agevolmente ed in poco tempo; peccato che la storia sia così cupa.

Quello che non mi è piaciuto de La solitudine dei numeri primi è la mancanza di speranza che si respira in tutta la storia ed il senso di impotenza e desolazione che mi ha pervaso durante la lettura di questo libro. Essendo una persona fondamentalmente ottimista ho sofferto un po’ per arrivare all’ultima pagina.

La solitudine dei numeri primi è un libro che non consiglierei ai miei amici ma che potrebbe piacere a chi attraversa lo stesso disagio dei protagonisti del libro, se non altro, paradossalmente, per sentirsi meno solo.

Citazione

“Tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero..”

Curiosità

La solitudine dei numeri primi nel 2008 ha vinto il Premio Strega ed il Premio Campiello.

Il titolo La solitudine dei numeri primi è stato scelto dall’editor della Mondadori; quello originale che l’autore aveva dato a questo libro era ” Dentro e fuori dall’acqua”.

Nel 2010 dal romanzo è stato tratto un film, La solitudine dei numeri primi, diretto da Saverio Costanzo con Isabella Rossellini nel ruolo della madre di Mattia.

La solitudine dei numeri primi – Recensione libro